Caso Carige. Il decreto solleva un vespaio di polemiche politiche e accuse di conflitto di interessi a Conte. Sindacati cauti, ma ottimisti

Caso Carige. Il decreto solleva un vespaio di polemiche politiche e accuse di conflitto di interessi a Conte. Sindacati cauti, ma ottimisti

Bufera nei palazzi del governo sul decreto ‘salva Carige’ approvato ieri sera dal consiglio dei ministri. Se i vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio difendono il provvedimento, le opposizioni attaccano a testa bassa e c’è anche chi solleva il sospetto di un conflitto di interessi del presidente Conte. Il Partito democratico con Matteo Renzi e Maria Elena Boschi ricorda le critiche sollevate dal Movimento 5 stelle nella scorsa legislatura, quando nel 2016 si varò il decreto ‘salvarisparmio’, lo scudo da 20 miliardi per gestire le crisi bancarie. “In dieci minuti il governo ha salvato la banca di Genova. Ha fatto bene”, afferma l’ex presidente del Consiglio, ma “Salvini e Di Maio si devono vergognare” per “quello che hanno detto per anni e anni contro di noi, per le offese e gli insulti”. Ancora piu’ duro il capogruppo dem in commissione Bilancio della Camera, Luigi Marattin, che su Facebook accusa: “Il presidente del Consiglio è stato socio di Guido Alpa, a lungo consigliere di Carige e della sua Fondazione. Conte stesso è stato consulente di Raffaele Mincione, banchiere socio Carige”. Affermazioni subito respinte da fonti di Palazzo Chigi: nessun conflitto di interessi, diretto o indiretto, per il presidente Conte, con le decisioni che ha assunto e che è chiamato ad assumere quale responsabile dell’Autorità di governo con riguardo alla Banca Carige. Quanto a Raffaele Mincione, chiariscono le stesse fonti, il presidente Conte non è mai stato suo consulente né l’ha mai incontrato o conosciuto, neppure per interposta persona. Alle critiche e ai sospetti replicano anche Salvini e Di Maio. “Mentre Renzi e Boschi i risparmiatori li hanno ignorati e dimenticati, noi siamo intervenuti subito a loro difesa senza fare favori alle banche, agli stranieri o agli amici degli amici” scrive il leader della Lega in un tweet. Di Maio sui social pubblica invece un decalogo per smontare le accuse: “Quante balle: non abbiamo dato un euro alle banche. Abbiamo scritto in una legge che se serve lo Stato potrà garantire nuovi titoli di Stato e potrà ricapitalizzare. Speriamo non serva. Se si dovesse usare quella garanzia o se si dovessero mettere soldi pubblici – ricorda – banca Carige deve diventare di proprietà dello Stato. Ovvero deve essere nazionalizzata. In questo modo non ci sarà nessun regalo ai banchieri e nessun azionista e obbligazionista truffato”.

Cosa dice il decreto legge sul fondo di garanzia di due miliardi per Carige e 3 miliardi per i bond

In realtà, lo Stato mette in conto due miliardi di euro per ‘salvare’ Carige. Lo prevede il testo del decreto legge approvato ieri dal governo. “Nello stato di previsione del ministero dell’Economia è istituito un Fondo con una dotazione di 2 miliardi per l’anno 2019, destinato alla copertura degli oneri derivanti dalle operazioni di sottoscrizione e acquisto di azioni effettuate per il rafforzamento patrimoniale e dalle garanzie concesse dallo Stato su passività di nuova emissione e sull’erogazione di liquidità di emergenza a favore di banca Carige”, si legge nel decreto. Il testo di 23 articoli, ancora da limare, sarà trasmesso alla Camera. “Al fine di evitare o porre rimedio a una grave perturbazione dell’economia e preservare la stabilità finanziaria”, il Mef è autorizzato a sottoscrivere entro il 30 giugno 2019, “anche in deroga alle norme di contabilità di Stato, nel limite massimo di 1 miliardo di euro per l’anno 2019, azioni emesse da Banca Carige”, si legge ancora nella bozza del decreto sulla cassa di risparmio entrata ieri sera in Consiglio dei ministri. La garanzia dello Stato sulle obbligazioni Carige sarà dunque valida fino ad un valore massimo dei bond di 3 miliardi di euro.

La Cgil: per Camusso “nessuno scandalo sul decreto da vedere nel merito”. Calcagni: “La banca non è più a rischio di mancata liquidità o di default”

“Non vedo nessuno scandalo dal punto di vista del provvedimento, ovviamente da vedere nel merito”. Così la segretaria generale uscente della Cgil, Susanna Camusso, commenta il decreto per Carige, a margine dell’assemblea di Lavoro società, l’area di sinistra confederale. Si usano soldi dei cittadini? “Se c’è la necessità che lo Stato intervenga, sempre di soldi dei cittadini si sta parlando”, risponde Camusso, rimarcando che “abbiamo un sistema bancario fragile da rafforzare” e questa “non è una novità per nessuno, forse solo per chi poteva negare l’esistenza di intervenire”. Da parte sua, il neo segretario dei bancari Cgil, Giuliano Calcagni afferma che “il decreto determina un principio di realtà anche del governo dei 5Stelle, che per tanti anni hanno criticato aspramente le banche, ma il sindacato più volte aveva chiesto un intervento dell’esecutivo: questo decreto rafforza il gruppo dirigente di quest’azienda e manda un segnale ai lavoratori e ai risparmiatori di tranquillità. La banca non è più a rischio di mancata liquidità o di default”. Sono emersi elementi sulla ricerca di un partner per Carige? “Bisogna costruire un piano industriale entro febbraio che sia credibile sul mercato: questo è il punto – ha detto – Sul piano occupazionale hanno garantito che non ci saranno ulteriori tagli. La banca ha le forze interne per diventare appetibile: aspettiamo il piano industriale per un rilancio e conseguentemente una possibile aggregazione”.

Barbagallo, Uil: “riconosciuto il ruolo delle lavoratrici e dei lavoratori di quell’istituto”. Furlan, Cisl: “giusto proteggerla e rilanciarla”

“Con il decreto varato per Carige, si è salvata una banca, è stato riconosciuto il ruolo delle lavoratrici e dei lavoratori di quell’istituto e sono stati tutelati i risparmiatori. Inoltre, si è data una prospettiva all’economia di un territorio come quello ligure già fortemente provato da altre ben note situazioni. Insomma, si tratta di una vicenda positiva per la cui soluzione hanno avuto un ruolo determinante le sollecitazioni e le proposte dei sindacati di categoria”, afferma il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. E la segretaria generale della Cisl Furlan conferma: “Carige è un bene della comunità. E’ giusto proteggerla e rilanciarla, per salvaguardare i lavoratori ed i risparmi di tante famiglie. La garanzia pubblica è necessaria anche per sostenere gli investimenti di tante imprese e l’occupazione”.

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