40 anni fa i brigatisti uccisero Guido Rossa, operaio della Cgil. A Genova, Mattarella, la Cgil, l’intero mondo del lavoro ne celebrano la memoria di uomo straordinario

40 anni fa i brigatisti uccisero Guido Rossa, operaio della Cgil. A Genova, Mattarella, la Cgil, l’intero mondo del lavoro ne celebrano la memoria di uomo straordinario

Chi era Guido Rossa

Veneto d’origine, militante comunista e sindacalista della CGIL, eletto nel consiglio di fabbrica dell’allora Italsider. Il 25 ottobre 1978, vicino alla macchinetta del caffè della fabbrica, viene trovata copia dell’ultima risoluzione ideologica delle Brigate Rosse. Rossa nota il fare circospetto ed un rigonfiamento sotto la giacca di un altro lavoratore, e avverte la vigilanza aziendale. L’uomo in questione, Francesco Berardi, era un addetto all’amministrazione: nel suo armadietto vengono ritrovati documenti delle BR ed alcune targhe automobilistiche. Rossa denuncia Berardi, che cerca invano di fuggire. Catturato dalla vigilanza, si dichiara prigioniero politico. Guido Rossa testimonierà contro il militante brigatista, che verrà condannato a quattro anni e mezzo e morirà in carcere.

Rossa rinuncia alla scorta messa a disposizione dall’azienda. Il 24 gennaio del 1979, mentre andava al lavoro, viene assassinato da un commando delle Brigate Rosse. Ne fanno parte Riccardo Dura, soprannominato “Pol Pot”, Vincenzo Guagliardo e Lorenzo Carpi. I brigatisti sparano quattro colpi. Tre alle gambe, uno al cuore. Rossa paga quindi con la vita l’aver denunciato il brigatista Francesco Berardi. L’omicidio di Guido Rossa segna un punto di non ritorno per le BR, che si alienano definitivamente le simpatie dei lavoratori siderurgici e di tutto il proletariato industriale. Al funerale parteciperanno circa 250.000 persone.

Due presidenti contro il brigatismo

Il Presidente della Repubblica in carica era Sandro Pertini, che ebbe a dichiarare: “Non vi parla il Presidente della Repubblica, vi parla il compagno Pertini. Io le Brigate Rosse le ho conosciute: hanno combattuto con me contro i fascisti, non contro i democratici. Vergogna!”.

Oggi un altro Presidente ricorda Guido Rossa, a Genova, nello stabilimento ex llva. Si tratta di Sergio Mattarella: “Onoriamo oggi un uomo, un lavoratore, un militante politico e un delegato sindacale che di fronte alle forze oscure ebbe la forza di reagire e resistere”. Ha proseguito il Presidente: “La democrazia prevalse e divenne più forte nel rispetto della Costituzione e grazie al movimento dei lavoratori nelle fabbriche. È con emozione che partecipo a questo ricordo, qui. Non saremo mai veri protagonisti senza la memoria”. Mattarella ha inoltre indicato la cattura dei terroristi latitanti come una priorità delle istituzioni.

Le parole di Mattarella tuonano in una Genova che ha visto, in concomitanza con l’anniversario della morte di Rossa, apparire scritte infamanti alla sua memoria sui muri in salita Santa Brigida, nel centro storico della città. “Guido Rossa infame” si legge sul muro. Di seguito un’altra iscrizione inneggiante ai terroristi rossi: “Mara Cagol, Tino Viel e Gianfranco Zoia vivono” e un’altra contro il giornalista Marco Peschiera, definito “sciacallo”. La figlia di Rossa, Sabina, ha detto: “Oggi preferisco non parlare”. “Indecenti”: in un tweet la Cgil nazionale ha definito così le scritte comparse a Genova contro Guido Rossa. “Fatto grave come troppi in questi mesi – dice la Cgil – che ci allarma e dovrebbe preoccupare tutto il Paese”

Il luogo delle iscrizioni non è stato scelto a caso. Le Brigate Rosse uccisero proprio in Salita Santa Brigida Francesco Coco, procuratore generale di Genova, e i due uomini della scorta, Giovanni Saponara e Antioco Deiana.

La commemorazione si è svolta all’ex stabilimento Ilva di Cornigliano, dove appunto Rossa lavorava e svolgeva attività sindacale. Il sito oggi ospita la neonata ArcelorMittal Italia che raccoglie l’eredità industriale dell’Ilva-Italsider. L’AD dell’azienda siderurgica, Matthieu Jehl, ha onorato la memoria dell’ex lavoratore, citandone le parole: “e se fosse da rifare, rifaremmo la stessa cosa”. Onora la persona umana e politica di Rossa anche il delegato dell’Rsu Fiom Cgil Armando Palombo: “Questa è la fabbrica dell’operaio siderurgico, delegato sindacale, iscritto al Partito Comunista, del compagno Guido Rossa, caduto sotto il piombo del terrorismo”, ha ricordato aprendo la cerimonia di commemorazione. “Oggi, come ogni anno, lo ricordiamo ed è motivo di orgoglio e soddisfazione che oggi sia presente con noi il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella che salutiamo con profondo affetto” ha aggiunto Palombo. Il coordinatore dell’Rsu Ilva ha voluto ricordare l’unità sindacale che ha caratterizzato la fabbrica nella sua storia, ripercorrendo i momenti cruciali, fino “all’accordo firmato 13 anni fa, dopo tante tensioni e anni di battaglia” con la chiusura degli impianti a caldo. Al termine dell’intervento Palombo ha invece ricordato Eros Cinti, operaio di 41 anni morto due giorni fa nello stabilimento Ansaldo Energia, mentre lavorava.

Le parole su Guido Rossa della Cgil e della politica

Il segretario della Camera del Lavoro di Genova ha poi ricordato il motivo per cui ogni anno si commemora Guido Rossa, ovvero “non per tradizione, ma per provocare un esercizio di memoria”. “La scelta di un uomo normale, la sua lucidità e la chiarezza del suo gesto resero evidente a tutti da che parte bisognava stare, quale era il vero nemico da combattere”. Rivolgendosi poi al Capo dello Stato, Bosco ha aggiunto: “Presidente, Genova venne, erroneamente, definita in quegli anni capitale del terrorismo. Noi abbiamo sempre preteso di essere ricordati come ‘capitale della lotta al terrorismo’, nel rispetto di Guido e nel solco delle grandi mobilitazioni che questa città è stata in grado di mettere in campo a difesa della democrazia”, proprio per questo “siamo ben consci che la democrazia (così come i diritti) non è conquistata una volta per tutte. Va coltivata e difesa con sacrificio e fatica”. “Non sono giustificabili ideologie o tendenze politiche che causano l’uccisione di persone e mettono a repentaglio la struttura di uno Stato democratico” ha detto il segretario della Camera del Lavoro di Genova. Infine Bosco ha voluto ricordare l’eredità lasciata da Guido Rossa: “Solidarietà, libertà ed uguaglianza erano valori fondamentali per Guido Rossa che non si può certo dire che oggi siano praticati ad esempio quando a poche miglia dalle nostre coste si lasciano morire centinaia di esseri umani, usando uno spaventoso cinismo sulla pelle dei più deboli”.

Il governatore della Liguria, Giovanni Toti ha affermato: “I terroristi pensavano di avere vinto e invece era la loro sconfitta”, di Maurizio Martina, candidato alla segreteria del Pd: “La memoria è futuro e qui c’è la storia tragica ma incredibile di un sindacalista che ha lottato contro le Br e che ha avuto il coraggio di denunciare. È questa la nostra storia, di un Paese che ha reagito con organizzazioni popolari, sociali, alla deriva del terrorismo brigatista”, e di Federico Fornaro, capogruppo di LeU alla Camera: “Le scritte comparse oggi a Genova contro la memoria di Guido Rossa sono un atto vergognoso e allarmante. Lo sono non solo per il contenuto, ma anche perché coincidono con le commemorazioni per il 40° anniversario di quell’efferato omicidio. Ringraziamo il Presidente Sergio Mattarella per aver voluto onorare la memoria del sindacalista della Cgil, di cui mai i democratici e progressisti di questo paese dimenticheranno il sacrificio in nome dei valori della Repubblica nata sulle fondamenta dell’antifascismo e della resistenza”.

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