La tragedia di Corinaldo. I nomi delle 6 vittime. Il punto sulle indagini. Le condizioni dei feriti: 8 in pericolo di vita; 14 in codice giallo e 49 in codice verde

La tragedia di Corinaldo. I nomi delle 6 vittime. Il punto sulle indagini. Le condizioni dei feriti: 8 in pericolo di vita; 14 in codice giallo e 49 in codice verde

Sono stati resi noti i nomi delle vittime della tragedia di Corinaldo, dove a perdere la vita sono stati cinque minorenni e una mamma. Le vittime sono Asia Nasoni, 14 anni, di Senigallia; Daniele Pongetti, 16 anni, di Senigallia; Benedetta Vitali, 15 anni, di Fano; Mattia Orlandi, 15 anni, di Frontone; Emma Fabini, 14 anni, di Senigallia; e mamma Eleonora Girolimini, 39 anni, di Senigallia, figlia del noto ristoratore Bano.

Il punto sulle indagini e le testimonianze

Una persona incappucciata che sarebbe salita su un ‘cubo’ e avrebbe spruzzato uno spray e forse lanciato qualcos’altro. Sarebbe questo il racconto di diversi ragazzi presenti alla discoteca ‘Lanterna Azzurra’ di Corinaldo. Immediatamente dopo, secondo i testimoni, nel locale non si sarebbe più riuscito a respirare e tutti sono scappati via, dirigendosi verso le uscite di sicurezza.  Per il grave incidente della scorsa notte, davanti al ‘Lanterna Azzurra Clubbing’, dove sono morte 6 persone e altre 8 giovani lottano tra la vita e la morte, la procura della Repubblica di Ancona indaga per il reato di omicidio colposo, per il momento a carico di ignoti. Le indagini sono coordinate dal pm Paolo Gubinelli e condotte in questa fase dai carabinieri e dai vigili del fuoco. Secondo quanto è trapelato, proprio gli uomini dell’arma avrebbero accertato che ieri sera erano stati venduti circa 1.400 biglietti, mentre il locale avrebbe un’agibilità per 871 persone. Gli inquirenti, però, stanno cercando di appurare quante persone fossero effettivamente presenti quando si è scatenato il panico. Il locale è stato posto sotto sequestro, mentre prosegue l’attività del Ris, soprattutto all’interno del club, dove si cercano tracce di una bomboletta spray urticante, forse al peperoncino, che avrebbe intossicato chi, in quel momento, stava ballando in sala in attesa dell’inizio del concerto del rapper Sfera Ebbasta, previsto per l’1.30.

Il sindaco di Corinaldo proclama due giorni di lutto cittadino

A Corinaldo il sindaco proclama il lutto cittadino. “In questo momento di grande tragedia che unisce nel dolore tutte le comunità del territorio, il Comune di Corinaldo, con ordinanza del sindaco, proclama per oggi e per domani il lutto cittadino in tutto il territorio comunale e la sospensione di tutte le attività previste per l’inizio delle festività natalizie”, si legge in una nota del Comune nella quale il primo cittadino, Matteo Principi, aggiunge: “Non ci sono parole per descrivere una tragedia così grande. Tutta la comunità di Corinaldo si stringe al dolore delle famiglie che questa notte hanno perso un proprio caro. Stiamo seguendo con apprensione gli sviluppi medici dei tanti giovani rimasti feriti e siamo costantemente in contatto con le forze dell’ordine per tutti gli aggiornamenti sulle indagini in corso”.

Le condizioni dei feriti: 8 in pericolo di vita; 14 in codice giallo e 49 in codice verde

Sono in tutto 8 i feriti gravi, con trauma cranico o toracico da schiacciamento, rimasti coinvolti nella tragedia avvenuta nella discoteca ‘Lanterna azzurra’ di Corinaldo. Il dato emerge dalla conferenza stampa degli Ospedali riuniti di Ancona. I feriti in codice rosso, tutti tra i 14 e i 20 anni, sono in “prognosi riservata” e quindi “da considerarsi in pericolo di vita” anche se “le condizioni per ora sono stabili”: sette sono in terapia intensiva e uno in valutazione in pronto soccorso. I codici gialli sono 14. I codici verdi 49. Sono i dettagli resi noti dall’equipe medica coordinata dal dottor Roberto Papa, il dirigente clinico che ha guidato le attività di emergenza, durante la conferenza stampa a cui hanno partecipato anche il professor Abele Donati e il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli. Ecco cosa ha detto il dottor Papa: le morti e i feriti sono dovuti a “sindrome da schiacciamento” per lo più con “traumi toracici o cranici”. Gli psicologi hanno spiegato che alcuni dei ragazzi arrivati in ospedale erano in preda ad attacchi di ansia e che alcuni non parlavano in seguito al trauma. Ai genitori verrà chiesto di monitorare i loro comportamenti anche nei mesi futuri perché potrebbero riportare problemi, come disturbi d’ansia o di ritiro sociale, anche successivamente.

La scena da brividi raccontata all’Ansa da un ragazza sopravvissuta alla calca

“Una scena da brividi. Avevo persone sopra e sotto di me. Mi sentivo soffocare. Una ragazza che era ancora più sotto di me urlava e diceva ‘sto morendo, sto male’. Poi qualcuno mi ha tirata su e mi sono salvata”. Racconta così l’orrore vissuto nella discoteca Lanterna azzurra di Corinaldo, dove sei persone sotto morte nella calca, Greta Narducci, 19 anni, di Imola. E’ al pronto soccorso dell’ospedale di Torrette di Ancona per accertamenti, seduta in sedia a rotelle perché è rimasta ferita ad un piede. Era venuta nelle Marche per passare qualche giorno in occasione del Ponte dell’Immacolata con il fidanzato, che è di Montemarciano (Ancona). Insieme sono andati al concerto. “Abbiamo visto la calca di persone con felpe portate alla bocca che cercavano di raggiungere l’unica porta di uscita aperta, quella dove si esce per fumare – dice la 19enne – siamo corsi lì. Prima eravamo nella parte sotto del locale. Vedevamo gente scendere accalcata dalle scale di sopra per dirigersi verso l’uscita. Arrivati dopo le scale, sono volata giù. Non potevo muovermi, avevo una gamba incastrata – racconta -. Io riuscivo a respirare perché sopra la testa non avevo nessuno. Poi mi hanno tirata su. Ho aiutato altri a venire su poi mi sono allontanata”. Greta, ancora sotto choc, continua quasi incredula il racconto di quei momenti di terrore e angoscia. “C’erano corpi -aggiunge- che non si muovevano più. Il mio ragazzo è riuscito a liberarsi prima perché si è sfilato le scarpe ed è riuscito a tirarsi via. La bocca e il naso mi bruciavano. C’era qualcosa nell’aria, ma non aveva sapore. Abbiamo preso l’auto per andare in ospedale. Adesso mi è rimasto un dolore alla gamba”.

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