Identificata anche la seconda vittima dell’esplosione al distributore di Rieti

Identificata anche la seconda vittima dell’esplosione al distributore di Rieti

I carabinieri di Rieti hanno identificato la seconda vittima dell’esplosione avvenuta nell’area di servizio di Borgo Quinzio. Il corpo carbonizzato, trovato vicino al distributore, è quello di Andrea Maggi, 38 anni, di Montelibretti (Roma). La sua auto, una Opel Corsa, è stata trovata nei pressi dell’area di servizio. L’altra vittima è il vigile del fuoco Stefano Colasanti, che ha una storia decisamente sfortunata con dettagli cui si fa fatica a credere. Proprio il giorno prima dello scoppio, Stefano Colasanti aveva preso parte ad alcune esercitazioni simulando il decesso per la deflagrazione di una cisterna Gpl. Il tutto era avvenuto in occasione dei festeggiamenti di Santa Barbara presso la caserma di Rieti. Qualche collega ora ricorda quei momenti quasi come un presagio: “Lui faceva il morto durante la simulazione dei soccorsi per l’esplosione di una cisterna di Gpl”. Colasanti era nei vigili del fuoco da 21 anni ed era molto conosciuto e stimato nel Reatino. Era inoltre conosciuto per la sua attività di sindacalista della Uil, ma anche per essere allenatore della squadra di calcio a 5 femminile del Cittaducale. Al momento dell’incidente, Colasanti non faceva parte della squadra chiamata ad operare sulla Salaria: era in servizio, ma diretto a Roma. Si è fermato quando ha visto l’incendio per aiutare le persone coinvolte. Con ogni probabilità è stato investito dalla seconda deflagrazione.

Lavorava al McDonald’s di Fidene (Roma) e lascia un figlio di 8 anni il 38enne Andrea Maggi, di Borgo Santa Maria (Rieti), morto nel primo pomeriggio di ieri, nell’incidente avvenuto nell’area di servizio Ip di Borgo Quinzio. “Ciao fratellone – scrive il fratello Marco sulla sua pagina Facebook – mi manchi da morire. E dire che ieri sera ti ho detto quanto ti volevo bene. E’ tutta colpa mia se te ne sei andato, scusa Andrea”. Il corpo di Andrea Maggi, quasi interamente carbonizzato, è stato identificato solo questa mattina in seguito all’esame del dna disposto dalla Procura. La sua auto, una Opel Corsa, era stata trovata nei pressi della stazione di servizio dove è avvenuta l’esplosione. Il 38enne, secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri, “vedendo le fiamme si sarebbe fermato nel distributore e sarebbe stato investito dall’esplosione che lo ha scaraventato a diverse decine di metri dalla piazzola”.

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