I gialloverdi non conoscono la parola umanità. Disprezzo per i poveri, odio verso i migranti, sotto tiro le associazioni di volontariato. Salvini e Di Maio: volgarità e bugie. Conte non conta

I gialloverdi non conoscono la parola umanità. Disprezzo per i poveri, odio verso i migranti, sotto tiro le associazioni di volontariato. Salvini e  Di Maio: volgarità e bugie. Conte non conta

Se ne sono viste di tutti i colori in questo fine settimana. Il governo ha mostrato il suo volto peggiore. Ammesso che Conte, Salvini, Di Maio, lo stesso ministro Tria, vittima di se stesso perché nessuno lo ha costretto a rendere i propri servigi, mettendo a disposizione professionalità e onorabilità, ad un governo che definire “indecente” è un complimento. Neppure il “Fatto” house organ dei Cinquestelle, il cui direttore è abbonato fisso dei dibattiti, si fa per dire, televisivi se la sente di ignorare quanto accaduto al Senato. Certo, evita di dare l’apertura del giornale a quanto accaduto al Senato e titola: “Approvata nella notte fra le urla di protesta delle opposizioni. Manovra in notturna reddito e quota 100 ma a caro prezzo”. Le opposizioni non si sono limitate alle “urla di protesta” ma hanno documentato con intensi intereventi lo scempio che si sta compiendo nell’Aula di Palazzo Madama, un attacco alla Costituzione, al ruolo del Parlamento come mai era avvenuto nella storia della Repubblica, nata dall’antifascismo, dalla Resistenza. I racconti della giornata e della notte, fino all’alba, fatti dai cronisti parlamentari parlano di una giornata nera per la democrazia. Ne sono successe di tutti i colori, fino al cambio di articoli e norme della manovra di Bilancio in discussione ad horam, a voce, senza dibattito, senza un voto. La Rai, che di sicuro ha filmato l’evento, potrebbe mandare in onda il racconto di una giornata e di una nottata, offrendo ai cittadini italiani un “documento verità” sullo scempio alla democrazia di cui è stato protagonista il governo dei Salvini, Di Maio, Conte, Tria.

I tg della Rai portavoce del governo. Le responsabilità dei giornalisti

Non lo farà, ne siamo certi, perché i tg, in particolare, prendono per oro colato quanto dichiarano, a getto continuo, i due vicepremier, il presidente. Ci fosse un giornalista che fa una domanda a lor signori. No, carta bianca, oro colato anche quando la bugia è evidente. Già, la Rai, nelle mani del governo che con la manovra mette a rischio la sopravvivenza di testate come Avvenire, Manifesto, Radio radicale, ma premia la Rai lottizzata con qualche milioncino elargito non si sa perché, o meglio si sa.

C’è una linea precisa che ha guidato la manovra. La si evince, se  ce ne fosse bisogno, dalle dichiarazioni rilasciate da Salvini e Di Maio: colpire tutto ciò che non possono controllare, l’autonomia di Enti e associazioni del volontariato in primo luogo. Quello che si chiama il terzo settore. Nel maxiemendamento c’è una norma che colpisce duramente enti non commerciali, istituti di assistenza sociale, fondazioni, enti ospedalieri, istituti di istruzione, settori culturali fino alla ricerca scientifica senza scopo di lucro. Il raddoppio del prelievo fiscale dal 12 al 24% come se si trattasse di aziende normali li vedrà tassati per circa 118 milioni di euro. Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo settore: “Assurdo – dice – che debba essere proprio il volontariato a pagare l’accordo con l’Europa. Un prezzo alto: da una prima stima solo per il primo anno il terzo settore andrà a versare 118 milioni di euro. Un prelievo – prosegue – che metterà in ginocchio associazioni che operano per il prossimo senza scopo di lucro, ma in fondo un piccolo tesoretto che forse il governo potrebbe reperire altrove”. Ma no, perché di questo è fiero il Di Maio che parla di “manovra del popolo”. E Salvini, con il linguaggio da gentiluomo che lo contraddistingue esulta: “Un governo finalmente con le palle”. Lui, l’uomo che fa sempre bella mostra del Rosario, ironizza: “Mando un enorme augurio e un saluto a tutte le donne e gli uomini della Chiesa che mi scrivono e che mi dicono di tenere duro. Perché le parole di qualche vescovone o di ‘Famiglia Cristiana’ o del quotidiano dei vescovi non rappresentano l’animo dei cristiani e dei cattolici. Io sto lavorando per avere più vita e meno morti, però le regole devono valere per tutti e se vuoi arrivare in Italia devi chiedere permesso e per favore e devi portare rispetto per il Paese che ti ospita”.  E già che c’era dopo aver impedito l’ingresso in un porto italiano ad una nave delle Ong, che aveva salvato trecento persone ha detto: “la pacchia è finita”.

La “pacchia è finita” un’offesa del capo della Lega ai migranti

Un’offesa all’umanità dolente, a migranti costretti alla fuga da paesi impegnati  in guerre. Solo in Africa sono in corso 14 guerre dichiarate, 4 situazioni di crisi e 9 missioni di peacekeeping dell’ONU. A trovarsi  in guerra sono Algeria, Ciad, Costa d’Avorio, Liberia, Libia, Mali, Niger, Nigeria, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Sahara Occidentale, Somalia, Sudan e Sud Sudan. In crisi anche Burkina Faso, Etiopia, Guinea Bissau e Uganda. I conflitti in atto nel mondo sono stati in questi anni più di trecento. In Africa sono morte  quasi  200 mila persone. Ancora:  sono milioni i bambini che muoiono di fame, che hanno bisogno di medicine, di cure mediche. Altro che “pacchia”, come dice Salvini. La realtà è che personaggi come il capo della Lega hanno un disprezzo per i poveri, i migranti, per chi ha il colore  della pelle diverso dal tuo. Disprezzo  che fomenta l’odio. Razzismo alla stato puro. Un pericolo  per la democrazia. La reazione delle forze democratiche è arrivata sia con la battaglia al  Senato e quella che verrà combattuta alla Camera. Si annunciano manifestazioni davanti a Montecitorio  promosse da Pd, Leu, forze sociali, sindacati. Cgil, Cisl, Uil preparano una grande manifestazione di lavoratori, di popolo. Un presidio democratico a difesa delle Istituzioni. Ce n’è bisogno. E non c’è tempo da perdere.

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