“Welcome migrants”. In 100mila a Roma contro il decreto Salvini e il razzismo. Mimmo Lucano: “Una folla immensa che chiede umanità”

“Welcome migrants”. In 100mila a Roma contro il decreto Salvini e il razzismo. Mimmo Lucano: “Una folla immensa che chiede umanità”

“Centomila persone stanno manifestando oggi contro il razzismo e contro questo governo infame” hanno detto gli organizzatori del corteo contro il razzismo a Roma.  Migranti, movimenti, associazioni, centri sociali hanno sfilato oggi a Roma “contro il razzismo, il decreto Salvini e il Governo”. Il lungo corteo degli “Indivisibili” ha attraversato le strade del centro, da piazza della Repubblica a San Giovanni, al grido “Salvini e Di Maio questa è la marea che vi sommergerà”.

A unirsi ai manifestanti Domenico Lucano, sindaco di Riace sospeso dopo l’inchiesta che lo ha coinvolto e simbolo dell’accoglienza dei migranti. Applausi e cori “Mimmo siamo tutti con te” al suo arrivo. “C’è molta emozione perché ci sono tante persone, non immaginavo fosse così – ha detto Lucano dietro a uno striscione con su scritto ‘Riace non si arresta’. – non possiamo rassegnarci alla deriva di una società delle barbarie, disuguaglianze e discriminazioni. Non ci piegheranno – ha aggiunto – non farò un passo indietro” spiegando poi: “rifarei tutto mille volte per la causa dei rifugiati”. “Oggi mi sento uno di voi. Una folla immensa che chiede umanità. E’ giusto essere qui oggi. Sono sicuro che esiste un’umanità differente dal clima di barbarie e disumanità che oggi c’è in Italia”. Lucano ha poi ricordato di “non poter tornare a casa: vivo una libertà condizionata” ha detto. Di certo però “rifarei tutto mille volte per la causa dei rifugiati che sono i nuovi poveri, i proletari. Bisognerebbe cacciare la parola clandestino dal vocabolario”. Parole accolte da applausi e cori: “Mimmo, Mimmo”, “Siamo tutti Mimmo Lucano” e “Mimmo Libero”.

Durante il corteo non sono mancati slogan e cori: “Welcome migrants”, “Ruspe su Salvini” e “Mai con Salvini l’Italia non si Lega” tra i cartelli esposti dai migranti. “Legittima difesa con ogni mezzo” uno degli striscioni. Tra loro, migranti del Baobab, movimenti per il diritto all’abitare e centri sociali del Nord Est. Decine i pullman di manifestanti arrivati da varie città, tra cui Macerata dove a febbraio fu organizzata una marcia antirazzista dopo il raid xenofobo di Luca Traini nel quale rimasero feriti 6 migranti. Durante la manifestazione un partecipante ha accusato un malore. Trasportato d’urgenza in ospedale, è morto poco dopo. Il piano sicurezza in vista del corteo era scattato già in mattinata con controlli ai caselli autostradali, stazioni ferroviarie e della metro, aeroporti e parcheggi di scambio. Tanto che prima della partenza gli organizzatori avevano spiegato che “17 autobus erano stati bloccati per controlli ai caselli autostradali”.

“Ci è stato segnalato che decine di bus vengono fermati alle porte di Roma dalle forze dell’ordine, che perquisiscono e schedano le persone intenzionate a partecipare alla manifestazione di oggi contro il decreto Salvini. Ci chiediamo se questa possa essere considerata una normale e comunque inaccettabile prassi, o se si debba piuttosto pensare ad una vera pratica intimidatoria”, afferma la segreteria nazionale di Sinistra Italiana in una nota. “Se così fosse – prosegue la Segreteria nazionale di SI – il Ministro comunque si rassegni: c’è un’Italia che non ha alcuna intenzione di arrendersi e continuerà a battersi per la solidarietà, l’accoglienza e la libertà delle persone, contro ogni forma di razzismo e di discriminazione, a partire da quello alimentato dal Viminale.”

“In migliaia hanno risposto all’abominio del decreto Salvini: migliaia di italiani, sfilando al corteo di Roma, hanno detto ‘no’ al ministro pacchiano, che continua a parlare di pacchia senza sapere nemmeno di cosa parli. E’ chiaro che inizia a essere a corto di slogan”, dichiara Giuseppe Civati, fondatore di Possibile, partecipando alla manifestazione organizzata a Roma contro il razzismo e il decreto Salvini. “Le persone scese in piazza – aggiunge Civati – sono la conferma che gli italiani non sono tutti con Salvini e respingono il clima di odio che alimenta con le sue parole e con il decreto appena approvato al Senato. Gli unici insulti sono quelli del ministro dell’Interno rivolti a chi protesta contro le sue fallimentari politiche”.

Share