Trieste. Un affronto alla città medaglia d’oro alla Resistenza aver concesso il corteo del 3 novembre. Cgil, Anpi, Acli, guidano il corteo antifascista del 3 a campo san Giacomo

Trieste. Un affronto alla città medaglia d’oro alla Resistenza aver concesso il corteo del 3 novembre. Cgil, Anpi, Acli, guidano il corteo antifascista del 3 a campo san Giacomo

Quello che potrebbe accadere il 3 novembre 2018 a Trieste ha dell’incredibile. Casapound, come suo costume, annuncia provocatoriamente una manifestazione nel capoluogo friulano per “celebrare l’unità della nazione per ritrovare lo spirito della vittoria”, in occasione del centenario della vittoria italiana nella prima guerra mondiale. La manifestazione – si legge sulla pagina Facebook del movimento politico – partirà da Largo Riborgo alle 14 e terminerà al monumento a Rossetti, dove si terrà il comizio. Ed è perfino previsto l’arrivo di una trentina di pullman da tutta Italia. “Di fronte a celebrazioni ufficiali organizzate un po’ in sordina, CasaPound compie un gesto a suo modo ‘rivoluzionario’ e porta a Trieste migliaia di giovani che, come i loro bisnonni un secolo fa, zaino in spalla giungeranno in terra giuliana per manifestare con il Tricolore in mano e ricordare l’unica grande vittoria italiana”, dice il segretario nazionale di CasaPound Italia, Simone Di Stefano. Contro questo affronto, si mobilita la Trieste democratica, per non dimenticare la medaglia d’oro per la Resistenza alla città. La contromanifestazione è stata indetta da una larga parte delle organzzazioni antifasciste e democratiche, Cgil e Anpi in testa, ed avrà luogo il 3 novembre alle ore 15 in campo San Giacomo. Sono due manifestazioni analoghe? Con lo stesso diritto di occupare le piazze? Noi crediamo di no, e come noi lo credono le forze politiche, sindacali e sociali antifasciste di Trieste, ma non il prefetto del capoluogo giuliano. “Sono sicura che i due cortei manifesteranno con compostezza”, ha detto infatti il prefetto di Trieste, Annapaola Porzio, commentando le due manifestazioni di CasaPound e degli antifascisti. Ognuno “può e deve esprimere la propria opinione – ha proseguito – Non ho alcun risentimento né come persona né come istituzione perché il diritto a manifestare è riconosciuto a tutti”. Non è proprio così, andrebbe ribadito al prefetto. Come commenta Maurizio Minnucci su Rassegna sindacale, “l’obiettivo malcelato dei neofascisti è quello di tentare un radicamento nel territorio, come già fece tre anni fa a Gorizia dopo un’analoga manifestazione”.

La Cgil del Friuli con Villiam Pezzetta: “la manifestazione autorizzata di Casapound è un affronto alla città di Trieste”

Sulla legittimità del corteo di Casapound, ribadita dal prefetto, interviene con forza la Cgil: “la deriva xenofoba e fascista e che sta caratterizzando parte della nostra società, sdoganata dalle scelte e dal linguaggio di questo Governo, va combattuta fermamente. La manifestazione di Casapound indetta e autorizzata per il 3 novembre a Trieste, città medaglia d’oro al valor militare e alla Resistenza, simbolo della multiculturalità, è un affronto che non ci può e non ci deve lasciare indifferenti”. Il segretario generale Villiam Pezzetta spiega così, in una nota, l’adesione della Cgil Friuli Venezia Giulia alla manifestazione antifascista promossa per sabato 3 novembre a Trieste da una vasta rete di associazioni, con in prima linea la Camera del lavoro di Trieste. “Invito fermamente tutto il nostro gruppo dirigente, le nostre strutture, i nostri operatori, i nostri iscritti – scrive Pezzetta – a partecipare alla manifestazione. Dobbiamo scendere in piazza per difendere i valori della democrazia, della libertà e dell’uguaglianza, contro ogni forma di razzismo e fascismo”. “Rivolgo a tutti e a tutte voi un caloroso invito a esserci, con le nostre bandiere e i nostri striscioni, e vi do appuntamento per sabato pomeriggio a Trieste, alle 15 in campo San Giacomo”.

I parlamentari di Leu inviano un’interrogazione parlamentare al governo: “per noi chi si richiama apertamente al fascismo come Casapound non può svolgere cortei né manifestazioni”

“Il prossimo 3 novembre è in programma un corteo nazionale di CasaPound a Trieste, in ricordo della 1ª Guerra Mondiale, e il prefetto ha concesso l’autorizzazione al corteo fornendo la seguente spiegazione: ‘finché siamo in democrazia non si può decidere chi può sfilare o meno’. Contro questa manifestazione si sono espressi, il sindaco della città, associazioni, partiti, organizzazioni sindacali e sociali, i rappresentanti religiosi delle comunità cristiana, musulmana, buddista ed ebraica, e gran parte dell’opinione pubblica”, scrivono i deputati di Liberi e Uguali, primo firmatario Nicola Fratoianni in un’interrogazione parlamentare al governo. “Per noi le organizzazioni che si richiamano apertamente al fascismo come Casapound, per le idee che diffondono, i metodi che utilizzano, che fanno dell’intolleranza e della discriminazione i propri princìpi, non possono poter svolgere manifestazioni pubbliche né tantomeno cortei. Il governo perciò riveda le decisioni assunte finora e impedisca il corteo dei neofascisti”, sottolinea. “Vogliamo sapere – conclude Fratoianni – quali iniziative urgenti intenda assumere il governo, anche attraverso precise indicazioni alla prefettura, per evitare lo svolgimento del corteo di CasaPound, una di quelle organizzazioni neofasciste che non si riconoscono nella Costituzione, e che si pongono in palese contrasto con i valori fondativi di libertà e democrazia della Carta costituzionale”.

Perfino più dura la denuncia di monsignor Ettore Malnati: “il prefetto ha deciso in maniera dittatoriale. I cattolici antifascisti saranno alla manifestazione dell’ANPI”

“Per rispetto del martirio che questa città ha vissuto non si doveva permettere a CasaPound di manifestare a Trieste. Così facendo le istituzioni hanno riportato indietro la città di decenni”, ribadisce all’ANSA mons. Ettore Malnati, che ricorda: “il 3 novembre si celebra il patrono della città, San Giusto, una giornata di festa riconosciuta da tutti, religiosi e non”. La decisione di consentire il corteo di CasaPound in quella data, avverte Malnati, “non è stata una decisione condivisa. E’ piovuta dall’alto. Il Prefetto, in maniera dittatoriale ha stabilito che il 3 novembre la manifestazione poteva avere luogo”. Così facendo, sottolinea con rammarico il religioso, “è stata violentata una dimensione di percorso che si stava compiendo da anni per ricucire le conflittualità dovute agli scontri delle varie ideologie del ‘900”. A nulla, rimarca, è valso l’appello rivolto a cittadini e istituzioni contenuto nella lettera aperta firmata da tutti i rappresentanti delle diverse comunità e fedi religiose di Trieste a favore “della pace” e contro il “clima di razzismo e di intolleranza che si respira in Italia e in Europa”. E’ chiaro, dunque, prosegue il sacerdote riferendosi alla contromanifestazione ‘antifascista’ che si terrà sempre il 3 novembre “che di fronte a questi rigurgiti di razzismo, chi si sente ferito, manifesti”. Quel giorno, dice, “alla contromanifestazione i cattolici antifascisti ci saranno”. Al Paese, conclude, “l’immagine che diamo è di una città spaccata”.

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