Papa Francesco e la seconda Giornata mondiale della povertà: “L’ingiustizia sociale è la causa delle vite di scarto”. Quasi un miliardo i poveri nel mondo, e la metà sono bambini

Papa Francesco e la seconda Giornata mondiale della povertà: “L’ingiustizia sociale è la causa delle vite di scarto”. Quasi un miliardo i poveri nel mondo, e la metà sono bambini

Il 18 novembre si celebra la seconda Giornata Mondiale dei Poveri, istituita da papa Francesco nel 2016, in occasione del Giubileo della Misericordia. Gli ultimi dati sugli indigenti in Italia li ha forniti la Caritas nel suo rapporto annuale, pubblicato a ottobre, e non sono rassicuranti: il braccio pastorale della Cei parla di un vero e proprio “esercito di poveri” ed elenca cifre impressionanti. Il numero dei poveri assoluti (cioè le persone che non riescono a raggiungere uno standard di vita dignitoso) continua a lievitare, passando da 4 milioni 700mila del 2016 a 5 milioni 58mila del 2017. Dagli anni pre-crisi a oggi è aumentato del 182%: un dato che fa da termometro all’effetto della recessione economica. L’elemento che ha fatto più scalpore è che la povertà tende ad aumentare al diminuire dell’età. Tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono 1 milione 208mila (il 12,1% del totale) e i giovani nella fascia 18-34 anni 1 milione 112mila (il 10,4%): oggi quasi un bisognoso su due è minore o giovane. Secondo l’ultimo Rapporto Coldiretti sulla povertà alimentare, sono 2,7 milioni le persone in Italia che lo scorso anno si sono trovate costrette a mangiare alle mense dei poveri o che – molto più frequentemente – hanno beneficiato dei pacchi alimentari (modalità che risponde maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri, che per vergogna predilige questa forma di aiuto). Tra le categorie più deboli degli indigenti si contano 455mila bambini di età inferiore ai 15 anni, quasi 200mila anziani sopra i 65 anni e circa 100mila senza fissa dimora. Al mondo, quasi il tredici per cento della popolazione mondiale vive con meno di 1,90 dollari al giorno. La percentuale può sembrare “bassa”. Ma il numero non deve trarre in inganno. O indurre a sottostimare la gravità del problema. Perché, in valori assoluti, in condizione di povertà estrema vivono 902 milioni di persone. Per rendere l’idea, basti dire che si tratta di circa quindici volte la popolazione italiana.

Papa Francesco: “il grido dei poveri ogni giorno sovrastato dal frastuono di pochi ricchi, che sono sempre di meno e sempre più ricchi”

In un mondo in cui la forbice sociale si allarga a ritmi allarmanti, diventa sempre più chiaro che la povertà affonda la sua “radice perversa” nell’ingiustizia. Papa Francesco parla dal pulpito della maestosa Basilica di San Pietro, ma davanti ha almeno 6mila indigenti. E non risparmia una stoccata a chi lo accusa di populismo: il suo continuo richiamo a vivere la fede a contatto coi bisognosi “non è un’opzione sociologica, non è la moda di un Pontificato – tuona -, è un’esigenza teologica”. Puntando il dito contro chi si sente immune e lontano dalla miseria, Francesco denuncia che il grido dei poveri diventa “ogni giorno più forte, ma ogni giorno meno ascoltato, sovrastato dal frastuono di pochi ricchi, che sono sempre di meno e sempre più ricchi”. È un urlo assordante perché sempre più partecipato: “è il grido strozzato di bambini che non possono venire alla luce, di piccoli che patiscono la fame, di ragazzi abituati al fragore delle bombe anziché agli allegri schiamazzi dei giochi. È il grido di anziani scartati e lasciati soli. È il grido di chi si trova ad affrontare le tempeste della vita senza una presenza amica. È il grido di chi deve fuggire, lasciando la casa e la terra senza la certezza di un approdo. È il grido di intere popolazioni, private pure delle ingenti risorse naturali di cui dispongono. È il grido dei tanti Lazzaro che piangono, mentre pochi epuloni banchettano con quanto per giustizia spetta a tutti”.

Il pranzo del papa con 3000 poveri in Vaticano

Papa Francesco è poi arrivato in Aula Nervi alle ore 12.20 ed ha preso posto al tavolo principale. Prima dell’inizio del pranzo, ha detto ai presenti: “Buongiorno! Adesso tutti insieme faremo il pranzo. Ringraziamo coloro che hanno portato il pranzo, coloro che ci serviranno il pranzo. Ringraziamo tutti e preghiamo Dio perché ci benedica tutti. Una benedizione di Dio per tutti, tutti noi che stiamo qui. Che Dio benedica ognuno di noi, benedica i nostri cuori, benedica le nostre intenzioni, e ci aiuti ad andare avanti. Amen. E buon pranzo!”. Sono stati 70 i volontari delle parrocchie di Roma che hanno servito i tremila poveri accompagnati dal personale delle associazioni di volontariato. Il menù offerto dall’Hotel Cavalieri Hilton era composto da lasagna, bocconcini di pollo con contorno di purè di patate e tiramisù. Hanno animato il pranzo festivo con i Papa i giovani della Banda del Santuario di Pompei. Al termine lo storico Pastificio Rummo ha donato ai presenti e alle associazioni oltre 1.500 buste con un chilo di pasta.

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