Maxisequestro di cocaina a Genova, scoperti in un container 270 kg di stupefacenti. E’ il più grande sequestro degli ultimi 30 anni

Maxisequestro di cocaina a Genova, scoperti in un container 270 kg di stupefacenti. E’ il più grande sequestro degli ultimi 30 anni

La polizia ha scoperto e sequestrato centinaia di chili di eroina provenienti dall’Iran e nascosti all’interno di container nel porto di Genova. Si tratta del più ingente sequestro della sostanza stupefacente degli ultimi vent’anni. Le indagini hanno portato anche all’arresto di due persone. Nell’operazione sono state coinvolte anche le forze dell’ordine e le autorità giudiziarie di Svizzera, Francia, Belgio e Olanda.

“L’Iran si conferma un crocevia fondamentale per il traffico di eroina. Droga di cui vediamo un ritorno importante nel mercato. Questa operazione è fondamentale: per il quantitativo sequestrato e per la tecnica investigativa usata”. E’ quanto ha dichiarato Sandro Baldassarre, colonnello della Direzione centrale del servizio antidroga, illustrando il maxi sequestro di droga nel porto di Genova. Per la prima volta è stata usata la tecnica della consegna controllata con l’ordine investigativo europeo: si toglie quasi tutto il carico dal tir e se ne lascia una parte che viene poi seguita dagli investigatori fino alla destinazione. Una consegna di cui vengono informati i Paesi interessati dal transito del tir per evitare controlli inconsapevoli. “È il primo caso – sottolinea Alessandro Giuliano direttore dello Sco di Roma – e sicuramente farà scuola. È un’operazione che da un punto di vista tecnico giudiziario non ha precedenti negli ultimi 30 anni”

“L’indagine è ancora in corso per individuare tutti gli appartenenti all’organizzazione che ha messo in piedi il maxi carico di eroina. Ma questa operazione è un salto di qualità per smantellare la rete di complici”. Lo ha detto il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi che ha illustrato le indagini sul maxi sequestro di eroina in porto a Genova provenienti dall’Iran e diretti in Olanda. “Per la prima volta – ha continuato Cozzi – è stato usato uno strumento investigativo europeo entrato in vigore a luglio. Si tratta dell’ordine investigativo europeo che consente un coordinamento tra i vari Paesi. In questo caso sono state attivate le autorità svizzere, belghe, lussemburghesi, francesi e olandesi”

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