Mattarella: “Non lesinare risorse per tutela ambiente”. Il governo stanzia 53,5 milioni per “primi interventi”. A Bruxelles attendono la lettera sulla manovra. Tria respinge le osservazioni della Ue: “sarebbe un suicidio”

Mattarella: “Non lesinare risorse per tutela ambiente”. Il governo stanzia 53,5 milioni per “primi interventi”. A Bruxelles attendono la lettera sulla manovra. Tria respinge le osservazioni della Ue: “sarebbe un suicidio”

Il presidente Mattarella ha parlato a nuora perché suocera intenda. In visita nel biellese,  Valle di Mosso, per ricordare l’alluvione di 50 anni fa che provocò la morte di  59 persone, danni ingenti, all’economia e all’ambiente. Ha detto che di fronte ai disastri provocati in questi giorni da temporali, alluvioni “non possiamo lasciarci distrarre da polemiche artificiose e da slogan semplicistici. Evocare la straordinarietà di fenomeni che si ripetono con frequenza per giustificare noncuranza verso progetti di più lungo periodo è incauto  esercizio di sprovveduti”. E arriva un forte monito, rivolto al governo anche se non lo chiama mai in causa, governo che nei giorni scorsi ha dichiarato lo stato di emergenza per 11 regioni ed ha stanziato, senza provare vergogna nei confronti dei cittadini colpiti dai disastri, che hanno perduto lavoro, casa, beni materiali e immateriali, udite udite, ben 53,5 milioni di euro. Certo, hanno detto i ministri più direttamente interessati e lo stesso presidente Conte che si tratta di primissimi interventi. Poi con il capitolo del Bilancio dedicato alla  ripresa il governo gialloverde ha promesso ulteriori 200 milioni. Bacchetta Mattarella: “Non si devono lesinare risorse, la tutela dell’ambiente dipende dal futuro delle nostre comunità. Lo Stato c’è e deve esserci. Ha il dovere di soccorrere le vittime della catastrofe”. Il monito del Presidente della Repubblica dovrebbe far da guida per chi si trova al governo del Paese proprio in una fase delle più importanti e difficili, con una situazione economica che fa acqua, non solo evidentemente in senso figurato, da tutte le parti e ci colloca all’ultimo posto nella graduatoria economica e sociale della Unione Europea. Dubitiamo fortemente che la squadra di dilettanti allo sbaraglio sia in grado di rispondere ai problemi che ci troviamo di fronte. Le vicende di questi giorni, le riunioni dell’Eurogruppo, dell’Ecofin che si sono svolte a Bruxelles si muovono tutte in una sola direzione: la manovra di Bilancio, il documento di aggiustamento di Economia e Finanza devono essere riveduti e corretti profondamente.

Entro due giorni la Commissione Ue attende nuove proposte dal governo

Entro due giorni la Commissione Ue, lo hanno ricordato Moscovici, Dombrovskis, il presidente Centeno dell’Eurogruppo, deve arrivare sul tavolo del presidente Juncker la lettera firmata dal presidente del Consiglio, Conte, messa a punto dal ministro Tria, con la quale si correggono in profondità le linee di fondo della manovra. In poche parole, ci si impegni a rivedere in profondità  la proposta  di Bilancio che è stata inviata alla Commissione Ue. Il problema centrale riguarda il deficit al 2,4% bocciato da Bruxelles. I Commissari Ue sostengono che il Bilancio così come formulato va addirittura al di là del deficit toccando il 2,9%. Tria, per non parlare di Salvini e Di Maio, i quali non hanno alcuna nozione in materia di economia, e il presidente del Consiglio, da arbitro dei due firmatari del “contratto di governo”, hanno trovato un paravento tutto italiano per superare la questione deficit. Il dissenso non è politico ripete da qualche giorno il ministro dell’Economia. Si tratta di un fatto tecnico. I numeri vengono indicati dagli uffici. E con questo pensano di mettere a tacere  i Commissari Ue. Anche le loro osservazioni – dicono – sono dovute a tecnici che operano a Bruxelles. Si dà il caso che per quanto riguarda l’Italia i “tecnici” siano, fra l’altro, dell’Ufficio parlamentare di Bilancio, che non hanno sottoscritto la manovra, non l’hanno “bollinata”, per non parlare del “conflitto – hanno detto al nostro, anzi al loro Tria – con gli organi dell’Unione europea delle regole comuni che hanno considerevolmente innalzato i tassi di interesse”.

Non si tratta di “problemi tecnici” ma di scelte politiche che riguardano tutta la Ue

Questa è la situazione. Altro che “problemi tecnici”. Non a caso ha fatto notizia sulla stampa di tutta Europa l’intervento del vicedirettore di Banca d’Italia, Signorini in Commissione Bilancio quando  ha posto il problema dei danni che provoca all’intera economia nazionale, con riflessi su tutta la Comunità europea, il permanere dello spread su quota 300 punti di differenza fra i .nostri Btp e i Bund tedeschi. Già famiglie e imprese hanno perduto in interessi aggiuntivi 1,5 miliardi. E per i prossimi due anni saliranno a ritmo ancora più veloce. In questa situazione l’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Ue si  avvicina sempre più. Altra soluzione, l’assicurazione da parte del governo gialloverde della messa a punto di una manovra bis. Cosa che peraltro Tria, fino a ieri escludeva. Allo stato non ci sono nuove notizie. Conte tace, così fanno Salvini e Di Maio che continuano a fare la voce grossa contro i “ burocrati”. E già che c’è, anche il mite Tria, l’imbarazzato Tria, edizione Crozza, continua a ripetere: “Una manovra come quella che vuole la Ue facendo scendere il deficit allo 0,8 sarebbe una manovra suicida”. E già che c’è, su imitazione dei due vicepremier, l’arroganza personificata, afferma che “martedì ribadirà i pilastri della manovra”. Pare quasi un invito alla bocciatura per poi poter affermare che “ci abbiamo provato ma i burocrati della Ue ci hanno impedito di mantenere le promesse elettorali”. Un nostro pensiero? Sì, ma come si dice “a pensar male…”.

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