Manovra bocciata. Conte alla Camera si arrampica sugli specchi, ma non dice nulla. Tria al Senato: “troveremo soluzioni condivisibili” con la Ue. Bersani: è la supercazzola del conte Mascetti

Manovra bocciata. Conte alla Camera si arrampica sugli specchi, ma non dice nulla. Tria al Senato: “troveremo soluzioni condivisibili” con la Ue. Bersani: è la supercazzola del conte Mascetti

“Ribadiremo gli effetti della manovra sulla crescita” afferma con convinzione il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso di un’informativa in Aula alla Camera, sulla valutazione negativa da parte della Commissione europea del progetto di bilancio italiano. Conte ha cercato di spiegare, senza però riuscirci, in che cosa consisteranno le controdeduzioni che l’Esecutivo fornirà all’Ecofin, per scongiurare la procedura di infrazione per debito. “Nell’immediato – ha rimarcato Conte – miriamo all’accelerazione degli investimenti e alla possibile rimodulazione di alcuni interventi previsti dalla legge di bilancio, se dal confronto parlamentare dovessero emergere indicazioni che possano accrescere gli effetti positivi delle misure proposte sulla crescita, senza alterarne la ratio e i contenuti”.  Il governo apre? E a chi? Finora non ha tenuto conto in nessun modo dei suggerimenti e degli emendamenti migliorativi delle opposizioni, e soprattutto di quella parte che pure sostiene lo sforamento del deficit al 2,4%, ma che indica una “modulazione” differente nell’impiego delle risorse. Insomma, Conte si è limitato a leggere un compitino che però non ha convinto, perché non ha spiegato le ragioni della bocciatura in sede di Commissione Ue. Il suo è stato solo un tentativo di delineare in modo grossolano e generico i fondamenti su cui si basa la manovra di Bilancio.

Tutti i verbi di Giuseppe Conte coniugati al futuro e non c’è una riflessione sulla procedura di infrazione

“L”impulso alla crescita – ha illustrato Conte ai deputati – sarà anche assicurato da una strategia integrata che punta sulla ripresa della produttività attraverso l’accumulazione di capitale. Al centro del progetto ci sono gli investimenti pubblici, che devono essere concepiti come strumento per favorire e incoraggiare quelli privati. Un aumento del reddito potenziale sarà garantito dal recupero alle forze di lavoro di ampi settori della popolazione, attualmente emarginati dalla vita sociale ed economica a causa di politiche di austerità protratte per troppi anni, dal ringiovanimento della forza lavoro e da un aumento complessivo della sua produttività, garantito dal ricambio generazionale a seguito degli interventi sulle regole di pensionamento. A questo – ha indicato ancora Conte – si aggiunge un vasto piano di revisione e di semplificazione dell’assetto normativo che regola i rapporti fra i privati e fra privati e pubblica amministrazione: è in fase di avanzata trattazione – ha ricordato il capo del Governo – il disegno di legge in materia di contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione” ed “è in elaborazione un disegno di legge di delega legislativa di ampia portata in materia di contratti pubblici, come pure un analogo disegno di legge di delega di semplificazione e di codificazione”. Praticamente è tutto qui, condensato in questo messaggio che coniuga i verbi al futuro, il discorso di Conte alla Camera.

La replica di Tria in Senato: “troveremo una soluzione condivisible”. E il comizio di Salvini, in cui attacca la Ue

E nell’altro ramo del Parlamento, al Senato, durante il question tim relativo proprio alla bocciatura europea della manovra, il ministro dell’Economia Giovanni Tria replicava con queste parole, abbastanza sibilline, sulle intenzioni del governo: “Ritengo sia nell’interesse del Paese e dell’Ue sdrammatizzare i toni del dibattito interno ed esterno per garantire la prosecuzione del dialogo instaurato” sulla Legge di bilancio. Per Tria, “un dialogo deve incentrarsi sulle misure cardine della Manovra e sugli strumenti di monitoraggio che già possediamo. L’impianto assicura un totale controllo dei conti pubblici – ha ribadito Tria – e garantisce la riduzione del rapporto debito/Pil. L’obiettivo del dialogo è arrivare a una soluzione condivisibile”. Ecco il punto che Conte non ha toccato e che invece Tria rilancia ai senatori: “una soluzione condivibile”. E quale sarebbe? Un ritorno a quella cifra, 1,6% di deficit, che egli stesso aveva accettato? Riscrivere la legge di Bilancio, come invita a fare il ministro Savona? Attendiamo davvero di capire quale sarà la soluzione condivisibile. Anche alla luce degli attacchi continui di Salvini alla Ue. Anche oggi il ministro dell’Interno non ha voluto mancare al “dibattito” ed è uscito con una dichiarazione delle sue: “Stasera ai Tg vi diranno che l’Europa boccia la manovra. Non vuole che cambiamo la legge Fornero. Ma fosse l’ultima cosa che faccio io la smonto pezzo per pezzo la Fornero perché è una legge sbagliata e infame. Non ho intenzione di mollare. È una manovra che non piace a Bruxelles ma piace agli italiani”, ha detto in un comizio a Nuoro, aggiungendo che “in questa manovra, grazie ai soldi messi sullo smantellamento della Fornero, ritrovano il diritto alla pensione mezzo milione di italiani. E così liberi mezzo milione di posti di lavoro per i giovani che altrimenti sono costretti a scappare all’estero, a scappare dalla Sardegna”. Come si evince anche da quest’ultima dichiarazione, prosegue il tentativo propagandistico di gettare fumo, e tanto, sulle ragioni vere della bocciatura e su come evitare la procedura di infrazione.

Bersani su Conte: “altro avvocato degli italiani, sarà l’avvocato della causa persa”

“Sono rimasto abbastanza allibito, anche se ormai non c’è da stupirsi di niente. Se Conte andrà a fare delle controdeduzioni all’Europa così come ce le ha raccontate oggi, non sarà l’avvocato degli italiani, sarà l’avvocato della causa persa”, afferma a Radio Radicale Pier Luigi Bersani dopo l’informativa del presidente del Consiglio alla Camera. “Alla fine c’è il tentativo di annidarsi dentro la complessità delle procedure, l’invocazione ad andare lentamente e la giaculatoria delle cose dette e risapute che non hanno convinto nessuno: né l’Europa né i mercati e credo neanche l’opinione pubblica internazionale e italiana e chi dovrebbe comprarsi i buoni di stato. C’è un solo larvatissimo cenno a possibili rimodulazioni nella discussione sulla legge di Stabilità”, aggiunge l’esponente Leu che fa ricorso all’ironia per darne una lettura: “Nel film Amici Miei c’era quella famosa frase, che adesso non ripeto per rispetto agli ascoltatori… Non vuole dire niente”. Insomma, la ormai celebre ‘supercazzola’ del Conte Mascetti. “Ecco lo ha detto lei – dice a chi lo intervista – Tuttavia, può lasciare anche intendere il fatto che magari, come spero, dietro a parole che vogliono salvare la faccia ci possa essere qualche correzione più di sostanza, più convincente. Ci credo poco, ma noi ci proveremo perché così si va a sbattere”.

Dal Pd si levano tra le altre le voci di due ex ministri, Martina e Padoan: “Conte non ha parlato della procedura di infrazione”

“Ora alla Camera il governo conferma la sua strategia folle contro l’Italia. Più debito, meno crescita, più tasse e meno equità. Portano il paese contro un muro”, scrive Maurizio Martina, deputato e candidato alla guida del Partito Democratico, su Twitter commentando l’intervento del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in Aula a Montecitorio. “Sono molto deluso: abbiamo chiesto al premier di riferire di un fatto di cui non ha parlato, senza precedenti, cioè che siamo sotto procedura d’infrazione”, ha detto a sua volta l’ex ministro Piercarlo Padoan, intervevendo alla Camera. “Come sa benissimo – aggiunge rivolto a Conte – il debito superiore al 60% pone le condizioni per la procedura in ogni momento”.

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