Italia a passo di gambero. Pil diminuisce, disoccupazione aumenta. Spread sempre alto. Bilancio ancora allo “studio”. Furlan: Cgil, Cisl, Uil diranno come cambiare la manovra. Speranza (Mdp): occorre un grande piano di investimenti

Italia a passo di gambero. Pil diminuisce, disoccupazione aumenta. Spread sempre alto.  Bilancio ancora allo “studio”. Furlan: Cgil, Cisl, Uil diranno come cambiare la manovra. Speranza (Mdp): occorre un grande piano di investimenti

Ma di quale manovra di Bilancio si parla sia in Italia che a Bruxelles e nella trasferta di Buenos Aires dove si svolge il G20 con Conte e Tria che elemosinano clemenza nel tentativo di evitare che la Ue apra la procedura di infrazione per debito eccessivo? Un interrogativo al quale è difficile, anzi impossibile rispondere, perché la manovra è in  continuo divenire. Non solo. L’ottimismo di cui fanno sfoggio in particolare Conte. Di Maio e Salvini. più qualche altro ministro e sottosegretario/a che in tv qualcosa devono pur dire per “rassicurare” gli elettori e far sapere che loro sono al lavoro per realizzare le promesse elettorali, cozza contro la realtà. Il sogno italiano che i gialloverdi hanno assicurato agli italiani sta evaporando. La realtà di tutti i giorni per quanto riguarda i dati di fondo dell’economia segna il rosso. Ci muoviamo come il gambero. E ciò, ovviamente non sfugge agli occhiuti Commissari della Ue e ai governi, 28 esponenti dei paesi aderenti alla Ue, riuniti nell’Ecofin hanno approvato la decisione della Commissione di dar vita alla procedura di infrazione che ora seguirà il suo corso mentre Conte e Tria implorano di rallentare l’iter in modo da arrivare ad un accordo sui decimali,abbassando il deficit attualmente previsto in manovra del 2,4% al 2,2%. Potrà bastare per evitare la procedura di infrazione? Certamente i dati negativi  arrivati dall’Istat  non giocano a favore del nostro Paese. Il Pil diminuisce dello 0,1%. Si tratta di miliardi, la disoccupazione a ottobre sale toccando il 10,6% con una crescita di 0,2 punti, 2.746.000, in crescita di 64.000 unità su settembre.

In rialzo anche la disoccupazione giovanile, ora al 32,5%

Sale anche il dato relativo alla disoccupazione giovanile, in rialzo al 32,5% (+0,1% rispetto a settembre). Di Maio e Salvini cercano di cavarsela addebitando ai governi precedenti la causa delle difficoltà in cui si dibatte  il nostro Paese. Viene da chiedere loro: il governo gialloverde cosa ha fatto oltre a chiacchiere, per affrontare subito la situazione? La risposta è una sola: il contratto di governo, il reddito di cittadinanza a me, leggi Di Maio, quota cento a Salvini. E, di seguito liti continue, con il capo leghista che è diventato il vero leader del governo con le sue leggi liberticide, la sua politica di estrema destra. Il vicepremier e ministro del lavoro parlando con i cronisti i quali si sono ben guardati dal porgli domande “scomode” ha così commentato i dati forniti  da Istat relativi all’aumento dei giovani che cercano lavoro: “Sono contento – ha detto – di questa accelerazione dei contratti a tempo indeterminato (non si capisce a cosa si riferisca, ndr), significa che il decreto Dignità sta funzionando”. Questa dichiarazione fa il pari con quella relativa alle schede elettroniche  che non ci sono ancora, non sono state stampate perché nessuno sa come e quando funzionerà il reddito di cittadinanza. Torniamo all’Istat  secondo cui la stima completa dei conti economici trimestrali indica una diminuzione del Pil dello 0,1%, con una  revisione al ribasso rispetto alla valutazione preliminare che stimava una variazione nulla.

Gli effetti dei gialloverdi: cala l’attività economica dopo un’espansione durata 14 mesi

Si tratta del primo calo dell’attività economica – sottolinea l’Istituto – dopo un periodo di espansione protrattosi per 14 trimestri. La flessione, che segue una fase di progressivo rallentamento della crescita, è dovuta essenzialmente alla contrazione  della domanda interna, causata dal sovrapporsi di un lieve calo dei  consumi e di un netto calo degli investimenti, mentre l’incremento delle  esportazioni, pur contenuto, ha favorito la tenuta della componente  estera. La domanda interna che si contrae è un segnale pericoloso, un avvertimento che richiama la possibilità di una fase recessiva. Segnali di pericolo continuano ad arrivare anche dallo spread che ormai staziona fra i 290 e o 310 punti.

Speranza (Mdp): un grande piano di investimenti per mettere in sicurezza il territorio

Le prime dichiarazioni, appena noti i dati Istat, richiamano in particolare la manovra di Bilancio e sono tutte negative sull’operato del governo gialloverde. Fra i primi interventi quello della segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan che afferma: “I dati ancora una volta sottolineano che il tema vero del Paese è il lavoro. È evidente che c’è bisogno di una scossa forte per far ripartire la crescita: bisogna creare il lavoro, prima di distribuirlo bisogna crearlo e alzare il reddito delle famiglie per i consumi”. “Diremo con chiarezza al presidente Conte quali sono i punti della piattaforme di Cgil, Cisl e Uil per cambiare la manovra. Creare condizioni di lavoro significa investire sulle infrastrutture, sulla scuola, sull’innovazione – afferma la sindacalista -. Quindi bisogna concentrare lì il grosso delle risorse disponibili. E immaginare un fisco che sostenga il lavoro dipendente e le pensioni. In questo modo si può creare un po’ più di equità sociale”.

Roberto Speranza, coordinatore nazionale di Mdp, deputato di Leu afferma che “senza un cambio radicale nella manovra economica i dati dell’occupazione continueranno a peggiorare come oggi certifica l’Istat”. “Noi proponiamo un green new deal, un grande piano di investimenti per la messa in sicurezza del territorio. Non esiste strumento più efficace per far ripartire l’occupazione”.

Confesercenti, pesa frenata consumi, restituire fiducia

“Il Pil va peggio di quanto previsto. Il risultato negativo del terzo trimestre – il primo stop dell’economia in quattro anni, dal terzo trimestre del 2014 – è più grave di quanto indicato dalle stesse stime preliminari Istat diffuse un mese fa. La variazione annua acquisita del prodotto interno lordo è ora ferma a quota +0,9%, non troppo lontana – ma neanche vicina – all’1,1% stabilito come obiettivo per l’anno in corso. Un obiettivo auspicabile, ma che appare difficile da raggiungere”. Così Confesercenti commenta i conti trimestrali diffusi oggi da Istat. Confesercenti sottolinea: “Per aiutare la ripresa della domanda interna, o almeno evitare ulteriori peggioramenti, è necessario in primo luogo dissipare il clima di incertezze che vivono famiglie ed imprese, aggravato dalla mancanza di sicurezza sulla manovra e dal contrasto aperto con l’Europa. Per questo chiediamo al Governo – conclude -, che in queste ore sta trattando con Bruxelles, di dare precedenza a investimenti per la crescita, alleggerimento del fisco, per ridare finalmente fiato al potere d’acquisto delle famiglie e fiducia alle imprese”.

Confcommercio, ripresa ancora lontana 

Dato che conferma tutte le preoccupazioni sul rallentamento dell’economia italiana al quale si aggiunge la pessima impressione della riduzione congiunturale dei consumi, fenomeno che non si verificava dal primo trimestre del 2014, e la brusca interruzione della ripresa degli investimenti produttivi: questo il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio ai dati diffusi oggi dall’Istat sui conti economici trimestrali del terzo trimestre 2018. Il quadro degli altri dati congiunturali – prosegue la nota – è coerente con lo scenario di moderata recessione che si sta delineando. La dinamica dei prezzi permane negativa pure in novembre, dopo il calo di ottobre, rispecchiando anche la debolezza dei consumi. In queste condizioni, che non dovrebbero radicalmente migliorare a brevissimo termine – conclude Confcommercio – si delinea un gap negativo tra la realtà dei dati e le previsioni del governo già per il 2018, comportando una peggiore valutazione del PIL reale e nominale per l’anno prossimo, anche a prescindere dal raggiungimento o meno degli ambiziosi obiettivi di crescita fissati nel documento programmatico di bilancio.

Delrio: governo manda in fumo sacrifici di famiglie e imprese 

“Frena l’economia e cresce la disoccupazione. Dal governo fino ad ora solo chiacchiere, cifre sballate e propaganda sguaiata che hanno impoverito il Paese e bruciato già 7 miliardi di euro con l’aumento dello spread. La ricetta della maggioranza, fondata sull’aumento della spesa corrente, sui condoni, sui tagli alla spesa sociale non farà che aggravare la situazione mandando in fumo anni di sacrifici delle famiglie e delle imprese italiane”, ha dichiarato il presidente dei deputati Pd Graziano Delrio. A sua volta, Carlo Cottarelli commenta: “rimaniamo fragili, dobbiamo sperare che l’Europa continui a crescere e che la Germania si riprenda, e che quindi non ci sia quello shock che però è la mia paura”. Cottarelli conclude, a proposito della mancata crescita e dello spread a quota 290, che “secondo la Banca d’Italia, nel 2019 ci sarà un miliardo e mezzo in più di spesa di interessi”.

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