In 60 città mobilitazioni contro il disegno di legge Pillon sull’affido, che “va ritirato, non modificato”, perché “pericoloso e vendicativo”

In 60 città mobilitazioni contro il disegno di legge Pillon sull’affido, che “va ritirato, non modificato”, perché “pericoloso e vendicativo”

No fermo e deciso al disegno di legge Pillon. Oggi le piazze di molte città italiane, da Milano a Napoli, fino a Palermo, si sono idealmente unite per chiedere che “non venga approvato. Ha una impostazione maschilista”. Visione respinta dal ministro dell’interno e vicepremier Matteo Salvini, che dice “assolutamente no. La riforma dell’affido condiviso e del diritto di famiglia è una delle mie priorità”. Nella manifestazione di Roma, che si è conclusa con ‘Bella Ciao’, in piazza Madonna di Loreto erano tante le donne che hanno partecipato. Le militanti di ‘Nonunadimeno’ vestite di rosso come le protagoniste della serie tv ‘Handmaid’s Tale?’, ambientata in una società del futuro maschilista e patriarcale. Dal palco i vari interventi delle associazioni femminili e non solo, tra cui una ‘papessa’: “Ci vogliono ancelle – ha detto la donna vestita da pontefice – il ddl Pillon è una vendetta nei nostri confronti e noi lo bloccheremo”.

E per il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che stamattina ha partecipato al presidio organizzato a Roma contro il testo di legge su separazione e affidi, “l’impostazione culturale del ddl Pillon è un salto indietro nel medioevo perché spesso nelle relazioni familiari c’è molto dolore: dobbiamo impedire che cresca e diventi un dramma”. Zingaretti ha sottoscritto al banchetto in piazza la petizione per il ritiro del ddl. E a Milano associazioni, partiti, sindacati e cittadini si sono riuniti in piazza della Scala. “Nessuno dica che questa proposta di legge deve essere modificata – afferma Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali della Giunta Sala – deve, invece, essere cancellata completamente dato che non è in grado di affrontare il tema vero del sostegno ai genitori che si separano. Il timore è che si tratti di un primo passo teso a smontare decenni di diritti sociali”. Stessa lunghezza d’onda della piazza di Napoli dove il comitato ‘No Pillon’ pensa che il decreto “comprometterebbe anni di battaglie e di sacrifici: li vanificherebbe. Va ritirato, non modificato”.

Non uno dei punti del disegno di legge può esser “accettato”. “Il minore e il genitore debole, troppo spesso e nella maggior parte dei casi la donna – evidenziano i manifestanti – diventano bersaglio di questa legge. Vengono messi in una posizione autorizzata di debolezza”. Dito puntato anche contro la norma che pretende che il bambino passi un periodo di tempo con la madre e un altro con il padre. In sostanza, dicono dal comitato ‘No Pillon’, il disegno di legge “riporta indietro l’Italia di almeno 50 anni e che conferma come i diritti delle donne siano acquisti e non innati e, di conseguenza, sempre in discussione e a rischio di essere negati”.

Genitori con bambini piccoli, ragazze e ragazzi, uomini e donne di età diverse, cartelloni, musica, cori e manifesti contro il disegno di legge Pillon. Anche a Bologna, come in altre città italiane, è stata organizzata una manifestazione per contestare il testo sull’affido condiviso dei figli. “Questo ddl – si legge su un cartellone – è pericoloso e vendicativo”. “Ma quali 7 giorni di riflessione – recita un altro – decidono le donne senza mediazione”. In Piazza Re Enzo, nel cuore della città, “Nonunadimeno” ha ribadito lo stato di agitazione permanente, insieme alla “Casa delle donne per non subire violenza” e ad altre associazioni ha allestito banchetti dove sono stati distribuiti volantini, carta colorata e pennarelli per i cartelloni e un foulard fucsia da indossare al collo.

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