Cgil. Congresso nazionale. Landini accetta la proposta a segretario generale avanzata da Camusso. “La Confederazione o è collettiva o non è. Abbiamo bisogno dell’intelligenza di tutti”

Cgil. Congresso nazionale. Landini accetta la proposta a segretario generale avanzata da Camusso. “La Confederazione o è collettiva o non è. Abbiamo bisogno dell’intelligenza di tutti”

La Cgil entra nella fase conclusiva del Congresso, il XVIII che si svolgerà a Bari dal 22 al 25 gennaio del 2019. Un congresso difficile, il rinnovamento delle politiche di fronte ad un governo nato nel segno del populismo, con punte razziste, che non ha un programma con cui confrontarsi ma si fonda su una alleanza, Lega e M5s, un “contratto” su alcuni punti. Una spartizione di potere come si evince dalla manovra di Bilancio. Un governo che guarda a destra con punte di razzismo, xenofobia, che rifiuta, di fatto, il confronto con i sindacati e più in generale con le forze intermedie, quelle sociali in primo luogo, che caratterizzano  le democrazie europee. Non è un caso che proprio mentre il governo, o meglio le due componenti, guidate da Salvini, quella della Lega e da Di Maio, per i pentastellati, non abbiano sentito il bisogno di un confronto con Cgil, Cisl, Uil che hanno messo a punto e discusso nelle assemblee nei luoghi di lavoro e negli organismi direttivi un documento con proposte da sottoporre al confronto con il governo. E se questo confronto verrà negato verrà dato vita ad un grande mobilitazione.

Un percorso congressuale che ha mobilitato decine di migliaia di iscritti

Un congresso che si svolge in una fase fra le più difficili vissute nella storia politica, economica, sociale del nostro Paese .E per quanto riguarda la Cgil la responsabilità di dar vita  al rinnovamento del gruppo dirigente anche a termini di statuto. A partire dal segretario generale dal momento che Susanna Camusso termina il suo secondo mandato. A partire dal 5 aprile si sono tenute circa 1500 assemblee nei luoghi di lavoro su tutto il territorio nazionale. Dal 20 giugno al 5 ottobre si sono svolte le assemblee congressuali di base. Poi i congressi delle categorie territoriali, delle Camere del Lavoro territoriali e metropolitane, delle categorie regionali. Dal 5 novembre si svolgono i congressi regionali. Dal 26 novembre si svolgeranno i congressi delle categorie nazionali e quello del sindacato nazionale dei pensionati. Poi, come abbiamo detto, il Congresso nazionale a Bari. Ovviamente e non poteva che essere così, l’elezione del nuovo segretario generale, lo stesso rinnovamento della segreteria nazionale non sono stati argomenti, problemi, estranei alle assemblee congressuali di territorio e di categoria. Chi ha vissuto, come chi scrive, all’interno della Cgil conosce bene il dibattito che si sviluppa in queste occasioni, un confronto di posizioni, che permea la vita di tutta l’organizzazione. La costruzione di un gruppo dirigente di un sindacato che conta oltre cinque milioni di iscritti, che fa del confronto, del pluralismo, della democrazia, il fondamento dell’unità, non è cosa facile. La “trasparenza” delle decisioni è stata ed è tutt’oggi la garanzia che il sindacato deve dare ai propri iscritti.

Come diceva Lama, confronto, ma evitando “scontro” e “conta”

La formazione del quadro dirigente, ad ogni livello, operazione, chiamiamola così, non facile, ha bisogno di un largo consenso. Per usare il gergo “sindacalese” se possibile, e deve essere possibile, come ricordava Luciano Lama, il compito di chi attualmente dirige la Confederazione, è quello di evitare lo “scontro”, la “conta”, sviluppando il “confronto”. Politiche e formazione del gruppo dirigente possono, devono andare di pari passo. Su questa linea si è mosso Maurizio Landini, la cui candidatura a segretario generale era stata avanzata dal segretario generale uscente Susanna Camusso. Concludendo il suo intervento al congresso della Camera del Lavoro di Milano ha detto:  La Cgil “o è collettiva o non è”. Nella confederazione “abbiamo bisogno dell’intelligenza di tutti”. Questa è “un’organizzazione in cui, con trasparenza, si è sempre potuto discutere e dire quello che si pensa, quindi non raccontiamoci che non c’è democrazia, perché sennò raccontiamo una Cgil che non è quella che viviamo e che facciamo tutti i giorni”. Il segretario confederale della Cgil ha reso ufficiale la sua disponibilità a guidare il sindacato. “Ho accettato e mi sono messo a disposizione di questa proposta – ha detto Landini – ben sapendo naturalmente che si deve affrontare la questione, e proprio perché è una proposta che mette assieme tante cose e che dà un’idea di come deve essere il gruppo dirigente. Io credo che il Comitato direttivo possa fare questa discussione”. Anche perché da alcuni membri del direttivo è stata avanzata la proposta di Colla anch’egli segretario confederale. Sono stati presentati anche due ordini del giorno contrapposti, poi ritirati.

Abbiamo tutte le condizioni per rafforzare l’unità di questa organizzazione

“È nostro compito – dice Landini – rafforzare l’unità di questa organizzazione. Abbiamo tutte le condizioni per farlo. Dipende dalla nostra responsabilità e dalla nostra intelligenza. L’unità c’è, non dobbiamo costruirla – ha detto Landini -. Mi sembrerebbe curioso parlare di divisione della Cgil quando abbiamo un documento sul quale c’è la condivisione del 98% degli iscritti”. Landini, intervistato da RadioArticolo1 la emittente della Cgil ha richiamato la “fase di ascolto” anche alla luce di possibili altre candidature ricordando che “le proposte indicate nell’ultima segreteria non nascono come un’azione improvvisa, ma sono frutto di una discussione fatta approfonditamente. Tutti sapevano tutto e tutto il percorso è stato deciso insieme. E quella avanzata non è semplicemente una proposta nominativa su chi farà il segretario, ma è una proposta complessiva che dice anche quali criteri deve avere la squadra. In vita mia non mi sono mai candidato a nulla, perché sono della scuola che tutti siamo al servizio dell’organizzazione”, ha proseguito, citando poi un passaggio “che ho sentito da Susanna Camusso all’Assemblea delle donne a cui ho partecipato a Roma (lo scorso 6 ottobre, ndr). Lei ha iniziato il suo intervento conclusivo in un modo che mi ha colpito molto, perché dà un’idea anche della diversità che c’è tra gli uomini e le donne.

Camusso. Una cosa importante è volersi bene. Prima di tutto l’interesse generale

Ha iniziato il suo intervento dicendo a tutta l’organizzazione che se c’è una cosa importante è imparare a volersi bene. Questo è un insegnamento che mi ha fatto riflettere parecchio. Vuol dire che non ci sono cose personali che vengono prima dell’interesse generale, in questa organizzazione. Volersi bene – prosegue Landini – vuol dire anche non aver paura di dirsi la verità sempre, anche quando si hanno idee diverse. Assumersi la responsabilità di dirle in trasparenza, perché questa è la nostra forza. Dobbiamo dare questo messaggio alle persone che rappresentiamo. E alla riunione del Direttivo tenuta nella sala Di Vittorio aveva concluso fra gli appalusi. Proprio perché siamo persone intelligenti, e proprio perché ci vogliamo bene, credo che saremo in grado di fare un grande congresso e di dare un messaggio a tutto il Paese”. Una nuova riunione del Direttivo è proposta per il prossimo 11 novembre, guardando al Congresso di Bari che a conclusione eleggerà  segretario generale e gruppo dirigente.

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