Calcio, serie A. La Juventus dei record vince sulla Spal e il Napoli è incapace di segnare al Chievo: +8 in classifica. Bene l’Inter, male la Roma. Pari tra Lazio e Milan

Calcio, serie A. La Juventus dei record vince sulla Spal e il Napoli è incapace di segnare al Chievo: +8 in classifica. Bene l’Inter, male la Roma. Pari tra Lazio e Milan

Sorprese: ne avevamo avuto il sentore. Le giornate senza partitissime molto spesso nascondono le insidie per le squadre di un certo rilievo: ci sono caduti il Napoli, incapace di battere il fanalino di coda Chievo, la Roma che ha perso a Udine e l’Atalanta fattasi ribaltare dall’Empoli (da 0-2 a 3-2). La Juve contro la Spal è invece andata avanti senza intoppi verso l’ottavo scudetto consecutivo e il traguardo dei 100 punti (e oltre: potrebbe arrivare a 103) nell’anno solare 2018 in cui la difesa ha subito solo 17 gol (8 in questo campionato). Ronaldo ha segnato il suo nono gol in campionato: aveva raggiunto in vetta alla classifica dei cannonieri Piatek, che però ha segnato il decimo nel derby genovese. L’attacco bianconero ha sempre segnato. Insomma, è la Juve dei record. Ora Allegri vuole completare il suo capolavoro battendo il Valencia e conquistando da primo il passaggio agli ottavi di Champions.

La “rosa” della Juve è una miniera di campioni e dove pesca, pesca bene. Ma il prossimo turno ci sarà la Fiorentina fuori, prima dell’Inter, del derby e della Roma: una fine d’anno in salita. Il Napoli, sotto il diluvio è rimasto intrappolato dalla pericolante squadra del tecnico esordiente stagionale Di Carlo, colpendo un palo con Insigne, sfiorando molte volte il gol, battendo 20 corner, ma correndo anche qualche (raro) pericolo. Ora i punti di svantaggio dalla Juve si sono fatti otto e c’è da pensare alla Stella Rossa. Si è parlato negli ultimi giorni dell’ondata di ostilità di certe tifoserie nei confronti di Ancelotti perché vorrebbe bandire villanerie e espressioni di razzismo dagli stadi. Molta gente va alla partita per sfogarsi contro i soprusi del capufficio, il nervosismo che la tecnologia le mette addosso. Una volta si diceva che allo stadio si sbolliva pure la rabbia per le disavventure sentimentali.

L‘Inter (un punto dal Napoli) si è riscattata dopo la brutta sconfitta di Bergamo e la vittoria sul Frosinone l’ha rimessa in corsa per le posizioni di vertice. Contro avversari di seconda linea riesce a far bene anche senza Icardi. Keita (doppietta) e Lautaro Martinez sono andati a segno. E sono ripresi i peana, in casa nerazzurra: l’applausometro è risalito vorticosamente, il pernacchiometro del dopo-Atalanta si è afflosciato. Ora c’è da pensare al Tottenham. Lazio-Milan avrebbe potuto terminare in tanti modi, ma è finita in parità: dopo il gol di Kessie (con l’aiuto di una deviazione di Wallace) è arrivato in extremis il pareggio di Correa. Così la Lazio è rimasta quarta e il Milan quinto. La squadra di Inzaghi ha fatto di più. Ma i rossoneri hanno colpito un palo, oltre a segnare il gol del vantaggio e nonostante le tante assenze.

Chi lo ha detto che il cambio dell’allenatore non serve? Lo hanno dimostrato il citato Di Carlo e Nicola. L‘Udinese, mutata la guida tecnica, ha sistemato la difesa e ha ritrovato il gol con De Paul (il sesto), mandando a picco la Roma che, con cinque punti in cinque partite, non può certo avere grandi aspirazioni. Anche in casa giallorossa si passa dal grande ottimismo alla depressione. Alle viste ora c’è Roma-Inter. Adesso che il distacco dalla zona Champions è aumentato, si parla di panchina traballante e si fanno nomi e cognomi dei possibili sostituti di Di Francesco: Sousa, per esempio. Un’altra mezza sorpresa è stata quella del Parma che, vincendo il derby col Sassuolo, si ritrova a ridosso della zona alta della classifica. Gervinho ci ha messo ancora una volta lo zampino e la squadra di D’Aversa ha scavalcato, oltre che i sassuolesi, la stessa Roma. La Fiorentina, abbonata ai pareggi (sei) ha fatto zero a zero anche a Bologna (protagonisti i portieri Skorupski e Lafont). La squadra di Pippo Inzaghi è ora terzultima per la vittoria dell’Empoli in rimonta sull’Atalanta. I nerazzurri di Gasperini (“Eravamo svagati”), in dieci per l’espulsione che Ilicic s’è cercata, si sono fermati dopo quattro vittorie. Ha segnato La Gumina che Iachini (due partite, sei punti) aveva fatto esordire in serie A a Palermo. In coda situazione fluida, con quattro squadre in due punti. Il “derby della Lanterna” non era una partita d’alta classifica, ma era molto sentita, come al solito. Al gol di Quagliarella ha risposto Piatek su rigore. Poi, la solita solfa. Le due genovesi sono fuori quasi da tutto. Nel Monday Night, Cagliari-Torino. Mazzarri venerdì è stato colto da malore.

Dopo le Coppe, un turno con Fiorentina-Juve, Atalanta-Napoli e la citata sfida Roma-Inter: un bel programmino…

Share