Bilancio. Il governo in stato confusionale. Nessuna certezza sulla manovra. Tria annuncia modifiche, quali? Non lo dice. Di Maio convoca i sindacati ma per il 10 dicembre. “Rischio contagio” dall’Italia ai paesi Ue. Preoccupazioni della Bce

Bilancio. Il governo in stato confusionale. Nessuna certezza sulla manovra. Tria annuncia modifiche, quali? Non lo dice. Di Maio convoca i sindacati ma per il 10 dicembre. “Rischio contagio” dall’Italia ai paesi Ue. Preoccupazioni della Bce

Esiste una manovra di Bilancio? Un testo scritto, conti esatti, conoscenza di quanto costa il reddito di cittadinanza per ogni unità in attesa di lavoro? Ancor di più cosa significa reddito di cittadinanza, quale rapporto fra tale “reddito” e il lavoro, per non parlare di lavoro sociale o meglio del rapporto fra il lavoro e lo stato sociale? Dice la nostra Costituzione che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. È al lavoro che il legislatore ha affidato il compito di intervenire per eliminare, o perlomeno, ridurre sempre più le disuguaglianze che invece vanno crescendo e non saranno interventi assistenziali, anche se  è un dovere di una società civile combattere la povertà con tutti i mezzi possibili, a ristabilire un equilibrio nelle politiche dei redditi. Così come, proprio nel momento in cui la tecnologia, in alcuni settori industriali in particolare, provoca significativi cambiamenti nel modo di produrre, si pone in termini sempre più stringenti il problema del rapporto fra tempo di vita e tempo di lavoro.

Il governo del cambiamento che non si vede, anzi si torna indietro

Il lavoro, dunque, una occasione da cogliere al volo per il governo gialloverde che si è autodefinito il “governo del cambiamento”.  Ma il cambiamento non si vede neppure con un cannocchiale, di quelli che ti fanno guardare le stelle, le costellazioni. Anzi si torna indietro. All’inizio della settimana prossima è annunciata la presentazione della legge di Bilancio alla Camera, già gira voce che il governo porrà la questione di fiducia. Ed è un fatto grave perché ormai il Parlamento è ridotto ad una specie di registratore di cassa. Tanto che un sottosegretario, se non andiamo errati un pentastellato, intervenendo in Aula ha confuso i ruoli, dando priorità a quello del governo rispetto al Parlamento. Purtroppo anche un ministro, uno di peso, quello del Tesoro, il titolare della manovra di Bilancio, delle trattative con la Ue, intervenendo al Senato, qualche giorno fa ha detto che “per andare incontro alle richieste  dell’Europa sono possibili delle modifiche al testo della legge di bilancio, ma senza rinunciare alle priorità”. Ma le modifiche quali sono? Mistero. Per quanto riguarda la trattativa in corso con l’Europa non ha detto niente. Meno di quanto si legge sui giornali, mentre da Bruxelles continuano ad arrivare avvertimenti in relazione alla  annunciata procedura per deficit eccessivo. Come un disco intaccato  ha ribadito quali siano le priorità, quelle dettate dal “contratto di governo” fra Lega e M5S, reddito di cittadinanza che non significa lavoro e quota cento per le pensioni, di cui Salvini si fa cane da guardia. Poi ha accennato ad “una maggiore prudenza di spesa”. Alle molte critiche arrivate dai senatori ha preferito non rispondere. Ha presentato una risoluzione secondo cui tutto ve bene.

Gli imbarazzi del ministro del Tesoro. Il premier a ruota libera al G20 invece sprizza ottimismo

Ma il ministro Tria che a differenza di Conte, Salvini, Di Maio, conosce l’economia, era visibilmente imbarazzato.  Invece il premier non mostra alcun imbarazzo, non mostra proprio niente, va a ruota libera. Ormai i suoi interventi sembrano fatti in fotocopia. Al summit internazionale dei paesi più industrializzati che si svolge a Buenos Aires, il G20, ha sprizzato ottimismo da tutti i pori. Ha detto che “condividiamo con gli altri leader la nostra idea di cambiamento”. Sarebbe interessante conoscere quale. Sulla manovra dice: “Lavoriamo per clima di fiducia dei mercati. Incontrerò Juncker, continueremo il dialogo, potremo  ragionevolmente recuperare un po’ di risorse”. Quante, come? Non si sa. Tria stesso ha fatto circolare voci relative allo spostamento di date per l’entrata in vigore e del “reddito di cittadinanza” e della “quota cento” per le pensioni. Poi ha smentito se stesso. Niente spostamenti.  E Di Maio ha  addirittura annunciato che “incontrerà i sindacati”. Ma verso il 10 dicembre, a cose fatte. Sempre Conte ha tenuto a far sapere che “l’Italia non è un rischio per nessuno”. Ma fra i “nessuno” ci sono, per esempio le banche, la Bce, le agenzie  che si occupano di economia. La pensano diversamente, esprimono forti preoccupazioni per la situazione dell’Italia. Da Bruxelles sia Moscovici che Dombrovskis, i due Commissari e lo stesso presidente della Commissione Ue, Juncker fanno presente ancora una volta che il problema non è solo dei decimali. Certo anche uno 0,2% in meno nel rapporto deficit-Pil ha un significato, ma il problema è ben più complesso, riguarda la struttura della manovra, la necessità e l’urgenza che il debito diminuisca, che tutte le risorse possibili vengano impiegate per investimenti produttivi. Già nei  giorni scorsi il Fondo monetario aveva avvertito dei rischi cui stava andando incontro l’Italia, rischi ribaditi anche dalla Federal reserve. Parole chiare, segnali di allarme erano venuti anche da Bankitalia.

Nell’Eurozona timori dei mercati sui piani di Bilancio dell’Italia

Una conferma  delle preoccupazioni e dei pericoli che incombono sulla situazione del nostro paese arrivano dalla Banca centrale europea: “Nell’Eurozona i timori dei mercati sui piani di Bilancio dell’Italia sono aumentati rispetto a maggio”. Così il rapporto sulla Stabilità Finanziaria, pubblicato da Bce due volte l’anno, spiegando che “le tensioni sui titoli di Stato italiani ci ricordano di quanto velocemente le incertezze della politica possano portare ad un cambiamento della fiducia dell’atteggiamento del mercato e ad un aumento del premio di rischio”. La Financial Stability Review, della Bce, afferma che  il contesto finanziario dell’area Euro “è diventato più difficile da maggio”. “All’interno dell’area dell’euro – annota il rapporto – le preoccupazioni del mercato in merito ai piani di bilancio in Italia sono aumentate da maggio in relazione al riemergere del protezionismo e dello stress dei paesi emergenti,” ma “le perdite osservate nei mercati finanziari italiani negli ultimi sei mesi non si sono tuttavia significativamente estese ad altri paesi dell’area dell’euro”. Sui rischi al ribasso, afferma la Bce che nell’area euro incertezza politica, “connessa alle preoccupazioni del mercato relative ai piani di spesa pubblica, (il riferimento all’Italia è evidente) è aumentata durante il periodo in esame”. Inoltre, anche la Brexit “potrebbe rappresentare un rischio per la stabilità finanziaria”, dice la Bce. Sul versante bancario, la Bce segnala che la redditività delle banche è “rimasta sostanzialmente stabile nella prima metà del 2018”. Tuttavia, il rendimento medio del capitale proprio (attorno al 7%) non è ancora al di sotto del costo del capitale delle banche. “Le vulnerabilità strutturali, tra cui la sovraccapacità in alcuni mercati bancari nazionali e gli alti costi operativi, continuano a frenare la redditività delle banche”.

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