Torino. Anche i rider sono stufi delle chiacchiere inconcludenti di Di Maio e Salvini. Un corteo di protesta contro le indegne condizioni di lavoro

Torino. Anche i rider sono stufi delle chiacchiere inconcludenti di Di Maio e Salvini. Un corteo di protesta contro le indegne condizioni di lavoro

Un centinaio di rider del food delivery si sono ritrovati nel pomeriggio in piazza Statuto, a Torino, per protestare contro le condizioni di lavoro a cui sono sottoposti. “Nella concorrenza spietata che le varie aziende si fanno – si legge sulla pagina Facebook “Critical Mass Rider” – la tendenza è quella di speculare sempre di più sulla pelle dei lavoratori. La conferma ci è data dall’ultima azienda approdata a Torino, Glovo, che propone un contratto sempre più al ribasso, che contiene in sé le peggiori caratteristiche delle forme contrattuali delle altre aziende”. Nei mesi scorsi la protesta ha preso di mira soprattutto Foodora, l’azienda tedesca accusata di proporre contratti “che calpestano la dignità dei lavoratori”.

Un corteo è partito da piazza Statuto e ha proseguito per le vie del centro. Alla manifestazione hanno partecipato anche una cinquantina di antagonisti del centro sociale Askatasuna e di anarchici. I rider hanno acceso fumogeni e hanno lanciato alcune uova contro la sede della cooperativa legata a Foodora in via Giacosa, nel quartiere San Salvario. Durante il corteo, sono stati numerosi gli slogan contro il vicepremier Luigi Di Maio che “parla, parla però non muove un dito” e contro il ministro dell’interno Matteo Salvini.

“Sono certo che prima o poi riusciremo a convincere le istituzioni piemontesi e torinesi a vietare il cottimo come forma di retribuzione”, ha detto il consigliere regionale di Liberi e Uguali Marco Grimaldi, che oggi pomeriggio, in piazza Statuto a Torino, si è schierato a fianco dei rider del food delivery per protestare contro le “indegne condizioni a cui sono sottoposti i lavoratori”. “Il caporalato tecnologico va fermato – spiega Grimaldi – che si chiami Foodora o Glovo poco cambia se usi le stesse regole di ingaggio. C’è chi è arrivato a Torino e non ha mai smesso di assumere nuovi fattorini, senza paga oraria minima e con un’assicurazione che non copre alcun tipo di danno. I fattorini stanno fermi anche ore senza guadagnare un solo euro, vanno in giro anche in condizioni atmosferiche avverse”.

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