Scuola, parte l’autunno delle proteste. Venerdì studenti in piazza in tutta Italia

Scuola, parte l’autunno delle proteste. Venerdì studenti in piazza in tutta Italia

Arriva ottobre, tornano le proteste degli studenti. Venerdì prossimo 12 ottobre è il gorno della prima mobilitazione studentesca nazionale dell’anno scolastico, la prima con Cinque Stelle e Lega al governo: “Serve una scossa!” lo slogan scelto per l’iniziativa, con hashtag #agitiamoci, organizzata dalla Rete della Conoscenza (un network nazionale cui aderiscono l’Unione degli Studenti e Link – Coordinamento Universitario).

Da Milano a Torino, da Roma a Napoli, da Bari a Catania migliaia di studenti medi, delle superiori e gruppi universitari scenderanno in piazza per protestare contro l’esecutivo e chiedere un “vero cambiamento”, appunto una “scossa”, nel settore istruzione: “Scendiamo in piazza in tutta Italia perché vogliamo smascherare i bluff dei ministri che parlano di sicurezza e innovazione per le nostre scuole ignorando le vere condizioni delle studentesse e degli studenti. La scuola pubblica fa acqua da tutte le parti. Bloccheremo le città e agiteremo il paese: Salvini e Di Maio state attenti, il 12 ribalteremo il vostro governo del cambiamento”, avverte la Rete.

Di “autunno caldo” ormai, a parte le temperature stagionali un po’ sopra la media, non si può più parlare da tempo, ma ogni anno organizzazioni e collettivi degli studenti nella prima metà di ottobre scendono in piazza. La protesta contro il governo è un appuntamento fisso ormai, una tradizione: non c’è inizio d’autunno senza manifestazioni, seguite magari da occupazioni o autogestioni degli istituti. Quella di venerdì era stata già annunciata il 10 settembre, quando le scuole ancora non avevano riaperto.

La novità di quest’anno è che almeno una metà del governo, quantomeno la Lega del vicepremier Salvini, è apertamente schierata a destra: essendo le organizzazioni studentesche promotrici quasi tutte dichiaratamente di sinistra, ecco che il pretesto per mobilitarsi viene da sé. Un aspetto che spingerà le Questure ad una maggiore attenzione nell’organizzare i piani di sicurezza e ordine pubblico. Anche perché – come sempre – nei cortei potrebbero infiltrarsi collettivi e centri sociali più inclini a violare “zone rosse” e a spingersi per cortei e blitz non preannunciati, dove spesso si arriva a contatti e tensioni con le forze dell’ordine.

Le rivendicazioni degli studenti sono chiare: “Ancora troppi silenzi e nessuna risposta sui disastri della legge 107, dalla riforma dell’Esame di stato all’alternanza scuola-lavoro; non esiste un piano reale di finanziamento sull’edilizia scolastica: ancora nel 2018 ci crollano i soffitti in testa, pretendiamo la messa in sicurezza degli edifici, spazi aperti e di qualità; non esiste la garanzia del diritto allo studio: la dispersione scolastica è un cancro del nostro Paese e troppi studenti e studentesse sono costretti ad abbandonare il loro percorso: pretendiamo un reddito di formazione per tutti che abbatta le disuguaglianze e che ci garantisca di vivere le nostre scuole e la nostra città senza che siano le barriere economiche e sociali a decidere sul nostro futuro e sulle nostre aspettative; non esiste alcun tipo di tutela nei percorsi di alternanza scuola-lavoro che troppo spesso si sono rivelati dannosi, costosi, non formativi e utili solo a farci lavorare gratuitamente magari da enti privati che distruggono le nostre città: pretendiamo un Codice Etico che ci tuteli e che garantisca i nostri diritti e che proibisca alle aziende e agli Enti Privati collusi con la mafia o colpevoli di disastri ambientali di lucrare sulla nostra formazione”.

Circa trenta le città coinvolte da cortei e manifestazioni: a Torino è previsto un corteo da Piazza Arbarello dalle 9; a Milano corteo dalle 9 da Piazza Garibaldi; a Pisa corteo dalle 9 da Piazza Guerrazzi; a Roma corteo dalle 8 dalla Piramide Cestia (Piazzale Ostiense); a Napoli mobilitazione dalle 9 a Piazza Garibaldi; a Bari corteo da Piazza Umberto dalle 9; a Cosenza da Piazza Loreto dalle 9. Ma mobilitazioni, flash-mob e momenti di proteste sono previsti anche a Catania, Lecce, Caserta, Campobasso, L’Aquila, Bergamo e Monza.

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