Rai. Le mani di M5S e Lega sulle nomine alla direzione delle reti e dei tg. Predicavano “fuori i partiti”, ma ora occupano senza scrupoli

Rai. Le mani di M5S e Lega sulle nomine alla direzione delle reti e dei tg. Predicavano “fuori i partiti”, ma ora occupano senza scrupoli

Si stringono i tempi sulle nomine dei tg e delle reti Rai. Marcello Foa e Fabrizio Salini potrebbero chiudere la partita questa settimana, presentando al Consiglio di amministrazione di viale Mazzini (e poi forse anche in Parlamento) i nomi che guideranno i telegiornali e le reti della tv nazionale. I rumors si fanno sempre più insistenti, dopo gli incontri che il presidente e l’ad hanno avuto al settimo piano di Viale Mazzini, oltre ai contatti che lo stesso Foa ha mantenuto con la maggioranza politica. I vertici Rai vorrebbero portare a casa i risultato prima della fine di questa settimana, anche al momento il Cda non è stato ancora convocato.

“Solo giornalisti interni” è la linea sponsorizzata da Salini e su cui alla fine lo stesso Foa ha dovuto ripiegare, con il placet sia di Matteo Salvini che di Luigi Di Maio. A questo incipit si aggiunge il principio dell’alternanza già sperimentato con la squadra di governo. Escono quindi di scena tutti i nomi autorevoli ‘extra Mamma Rai’ come lo stesso Andrea Bonini, attualmente in Sky, una sorta di ‘desiderata’ che era passato prima per probabile guida del Tg1 e poi per quella di Rainews24. Per il telegiornale della rete ammiraglia quindi si fortifica la candidatura di Alberto Matano, con Franco Di Mare però ancora non uscito completamente fuori dai giochi. Per il Tg2 sembra fatta per Luciano Ghelfi, nome del Carroccio, mentre per il Tg3 al vaglio ci sarebbe un’ampia rosa di giornalisti di “spessore”, fanno trapelare dalla maggioranza, da cui è difficile pescare. Per le reti, invece, Gennaro Sangiuliano potrebbe fare da contraltare a uno dei due profili istituzionali voluti da M5S per l’ammiraglia, mentre per Rai2 non sembra essere uscito di scena, almeno non del tutto, Carlo Freccero. Per Rai3 potrebbe giocarsela una donna, da Federica Sciarelli a Maria Pia Ammirati.

Le voci che si rincorrono su un’accelerata in viale Mazzini non piacciono però alle opposizioni. “Ormai è l’ennesima spartizione, d’altronde non si interessano di altro, se non a occupare poltrone. La Rai non può essere piegata a giochi di potere” e parlano di” “ingerenze della politica”, dichiarano dal Pd. E sulla stessa linea ci sono anche Loredana De Petris e Federico Fornaro, capigruppo di Liberi e Uguali al Senato e alla Camera: “È la prima volta che i vertici della più grande azienda pubblica di informazione e intrattenimento prendono in maniera così diretta e pubblica ‘ordini’ dalla politica”. Alla commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, l’audizione di Foa e Salini al momento è in programma ma non ancora fissata e non è escluso che si svolga a nomine fatte, chiosano in Parlamento.

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