Palestina. Gaza. Migliaia di palestinesi alla Marcia del ritorno. L’esercito di Tel Aviv risponde con lacrimogeni e munizioni vere. Bilancio provvisorio: 32 feriti gravi. Netanyahu minaccia ancora

Palestina. Gaza. Migliaia di palestinesi alla Marcia del ritorno. L’esercito di Tel Aviv risponde con lacrimogeni e munizioni vere. Bilancio provvisorio: 32 feriti gravi. Netanyahu minaccia ancora

Migliaia di palestinesi si sono ammassati lunedì nel nord della striscia di Gaza, lungo il confine con Israele, nel tentativo di forzare la barriera difensiva in un’ulteriore manifestazione della cosiddetta ‘Marcia del ritorno’ che mira a spezzare il blocco israeliano alla Striscia. Fonti locali riferiscono che i dimostranti hanno dato fuoco a pneumatici e che poi, protetti da una cortina di fumo, hanno cercato di forzare una cancellata che avrebbe consentito loro di raggiungere la localita’ israeliana di Ziqim, dove si trova anche una base militare. Le stesse fonti hanno aggiunto che i militari hanno respinto la folla con gas lacrimogeni e anche con munizioni vere. Almeno 32 persone – riferisce la agenzia di stampa palestinese Maan – sono state ferite dal fuoco dei soldati. Secondo gli organizzatori delle proteste – ispirate da Hamas – si è trattato della manifestazione più massiccia condotta finora in quel tratto di confine, nell’estremità nord della Striscia. In precedenza altri dimostranti hanno fatto esplodere una carica sul confine ed in reazione un velivolo israeliano ha colpito una postazione militare di Hamas.

Netanyahu minaccia Hamas, risposta israeliana sara’ “molto dolorosa”

Se il movimento islamista palestinese Hamas non interromperà gli attacchi dalla Striscia di Gaza, Israele risponderà in modo “molto, molto doloroso”. Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante la riunione domenicale del suo governo. “Sembra che Hamas non abbia ancora recepito il messaggio. Se non fermeranno gli attacchi, saremo noi a fermarli in un modo che sarà molto, molto doloroso. Siamo molto vicini a cambiare la nostra risposta. Hamas farebbe meglio a cessare il fuoco e a interrompere le violenze subito”, ha detto il capo del governo israeliano, ripreso dal quotidiano locale “Haaretz”. Netanyahu ha anche fatto appello al Consiglio dei saggi della Torah perché approvi il nuovo disegno di legge sull’esercito. “Il progetto di legge va approvato per il bene di tutti”, ha sottolineato il premier. Parole che arrivano dopo che nella giornata di venerdì 15 mila manifestanti palestinesi hanno protestato nuovamente lungo il confine tra la Striscia di Gaza e Israele. L’esercito israeliano ha aperto il fuoco sui dimostranti uccidendone sette. Nelle ultime ore è intervenuto anche il ministro della Difesa dello Stato ebraico, Avigdor Lieberman, in un’intervista al portale web “Ynet”. “Prima che Israele decida di intervenire militarmente, occorre esaurire ogni altra opzione”, ha affermato Lieberman. “Hamas – ha osservato il ministro – ha trasformato le violenze lungo il confine in un’arma strategica attraverso la quale spera di logorare la nostra resistenza”. Secondo Lieberman, l’obiettivo del movimento islamista è quello di indurre Israele a rimuovere l’embargo sulla Striscia di Gaza senza che venga raggiunto un accordo sullo scambio di prigionieri, senza procedere al disarmo e senza accantonare l’obiettivo della distruzione dello Stato ebraico.

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