Oltre 100mila in marcia da Perugia ad Assisi, partecipazione straordinaria. E candidano il Modello Riace a Nobel per la pace

Oltre 100mila in marcia da Perugia ad Assisi, partecipazione straordinaria. E candidano il Modello Riace a Nobel per la pace

Stimano in oltre 100 mila le presenze alla Perugia-Assisi gli organizzatori della Marcia della Pace che si svolge oggi. Il corteo si snoda per circa 15 chilometri. Circa 500 gli autobus con cui sono giunti a Perugia i partecipanti. La testa della Marcia è già arrivata ad Assisi alla Basilica di San Francesco. Il momento conclusivo è previsto, come tradizione, alla Rocca della città di San Francesco. Sempre secondo gli organizzatori il numero dei partecipanti è andato oltre le previsioni ed è superiore a quelli delle ultime edizioni. “Candidiamo al Nobel per la pace il modello Riace”: la proposta è arrivata da Flavio Lotti, coordinatore e anima della Marcia della pace PerugiAssisi, in occasione del suo intervento per i saluti alla partenza del corteo. “Non ci riferiamo a persone in particolare e non vogliamo personalizzare la questione – ha poi ribadito all’ANSA Lotti – ma come comitato organizzatore della Marcia proponiamo che il prossimo Nobel venga dato ad un modello di accoglienza, integrazione e solidarietà che serve a tutti e che risponde ai valori a cui la Marcia si è sempre ispirata”.

“Nessuno deve essere lasciato solo!”, si legge nel manifesto finale della Marcia della pace che anche quest’anno ha percorso la strada tra Perugia e Assisi. “Diciamo basta all’individualismo e alla competizione che ci impediscono di rispondere ai bisogni fondamentali delle persone – sottolineano i promotori -. Cerchiamo assieme le soluzioni dei problemi che non sono ancora state trovate e intraprendiamo nuove iniziative per attuarle”. Inoltre, “prendiamoci cura di tutti, senza distinzioni, a cominciare dai più vulnerabili – si legge ancora nel manifesto -. Rimettiamo al centro della nostra comunità, della nostra società le persone, tutte le persone, la loro dignità e i loro diritti umani fondamentali. Costruiamo un argine alla violenza diffusa, al razzismo, alle discriminazioni, al bullismo, alle parole dell’odio… Riaffermiamo il dovere umano di assicurare ad ogni persona dignità e rispetto. Riaffermiamo il principio universale di uguaglianza e di giustizia. Riaffermiamo il dovere di proteggere ovunque tutte le persone minacciate da violenze, guerre, persecuzioni, sfruttamento e sistematiche violazioni dei diritti umani!” In tre parole: “Osiamo la fraternità!”.

Alla marcia partecipano soprattutto migliaia di studenti, insegnanti e amministratori locali. Sono previsti gli interventi di: Stefania Proietti, sindaco di Assisi; Catiuscia Marini, presidente Regione Umbria; Andrea Ferrari, presidente Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i diritti umani, Carlo Petrini, presidente di Slow Food, Lanfranco Binni, Comitato ‘Aldo Capitini 2018’, Marta Lolli, Pro Loco Fogliano Redipuglia, Sergio Bassoli, coordinatore della Rete della pace, Jean Fabre, esperto Onu; Luigina Mortari, Università di Verona, Flavio Lotti, coordinatore della Marcia PerugiAssisi; Aluisi Tosolini, dirigente scolastico Liceo Attilio Bertolucci di Parma. Interventi musicali di Erica Boschiero che canterà l’inno della Marcia PerugiAssisi ‘E’ tempo’ e del Liceo Musicale Attilio Bertolucci di Parma.

Camusso, segretaria generale Cgil: “pensare alla condizione umana delle persone e quindi ai principi dell’accoglienza e dell’integrazione”

“E’ una Marcia sempre più necessaria perché il tema dell’accoglienza e delle migrazioni è sempre più respinto, come se fosse possibile chiudere i confini. Ancora di più del nostro Paese, dove c’è una ventata che ignora la nostra storia e pensa di risolvere i problemi con un nazionalismo disastroso”, ha dichiarato Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, nel corso della Marcia della Pace Perugia-Assisi, che ha parlato anche del ruolo che ha avuto l’Unione Europea nel processo di emersione dei nazionalismi. “L’Europa ha fatto molti errori costruendo una posizione non sociale, di non attenzione alle persone e all’ integrazione – ha sottolineato – non avere avuto attenzione a come si doveva continuare il processo di miglioramento della condizione sociale sicuramente è una delle ragioni di questa freddezza che c’è nei Paesi nei confronti dell’Europa, ma nello stesso tempo è la ragione per cambiare quell’Europa e confermare quel sogno”. Infine, “non si può pensare di costruire la pace se soprattutto non si pensa alla condizione umana delle persone e quindi ai principi dell’accoglienza e dell’integrazione e ovviamente della fratellanza”, ha proseguito Susanna Camusso. Con lei, a portare uno striscione dei sindacati, anche il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. “Meno guerre, meno invidie, meno egoismi – le sue parole -, rilanciare l’economia ridistribuendo la ricchezza del mondo. Cooperazione, accoglienza e pace per tutti”.

Fratoianni, leader di Sinistra Italiana: “questa marcia è straordinaria boccata di aria fresca”

“In un’Italia dove i governi hanno fatto e fanno la guerra alle Ong che salvano vite. In un Paese dove i fascisti rialzano la testa e insultano, minacciano, picchiano chi ha un colore diverso della pelle o chi combatte il razzismo. In un’Italia dove i governi di ieri e di oggi spendono 65 milioni di euro al giorno per armamenti, questa marcia di decine di migliaia di persone da Perugia ad Assisi è una straordinaria boccata di aria fresca”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali parlando con i cronisti a margine della marcia al gazebo di Mediterranea a Santa Maria degli Angeli .

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