Mattarella firma il decreto sicurezza e dà modo a Salvini di brindare: “Ciapa lì e porta a ca’, se dise a Milàn”, con enfasi da bar. Conte ad Assisi cita il Vangelo a sua insaputa. Arci delusa: “Campagna contro il Dl”

Mattarella firma il decreto sicurezza e dà modo a Salvini di brindare: “Ciapa lì e porta a ca’, se dise a Milàn”, con enfasi da bar. Conte ad Assisi cita il Vangelo a sua insaputa. Arci delusa: “Campagna contro il Dl”

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha emanato il decreto legge in materia di sicurezza e immigrazione, e ha contestualmente inviato una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Ecco il testo: “Signor Presidente, in data odierna ho emanato il decreto legge recante: Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Al riguardo avverto l’obbligo di sottolineare che, in materia, come affermato nella relazione di accompagnamento al decreto, restano ‘fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato’, pur se non espressamente richiamati nel testo normativo, e, in particolare, quanto direttamente disposto dall’art. 10 della Costituzione e quanto discende dagli impegni internazionali assunti dall’Italia”. Fin qui il presidente Mattarella, che ha voluto mettere sull’avviso il presidente Conte e l’intero Parlamento quando sarà chiamato a discutere del decreto sicurezza e immigrazione per la relativa conversione in legge, soprattutto nei passaggi che, come ricorda Mattarella, potrebbero confliggere con l’articolo 10 della Costituzione e con i Trattati internazionali. Nel momento in cui scriviamo non abbiamo notizia di risposte da parte del presidente Conte, impegnato ad Assisi nella ricorrenza di san Francesco. Si è espresso, e in maniera molto loquace, Matteo Salvini, che ha preferito abbandonare i toni istituzionali per lasciarsi andare a qualche sproloquio dialettale, per confermare la tesi della chiusura dell’Italia ai migranti. E lo faceva proprio mentre il presidente Conte ad Assisi sproloquiava a sua volta sul passaggio evangelico “gli ultimi saranno i primi” che davvero nulla c’entra con l’attualità politica e con la manovra finanziaria. Paradossale: il ministro che usa il Vangelo nei suoi comizi lo contraddice ad ogni pie’ sospinto e il presidente Conte che va in pellegrinaggio nei luoghi di padre Pio prende un clamoroso e colossale abbaglio sul senso evangelico degli “ultimi” e dei “primi” (difficile credere che Gesù Cristo si sia mai occupato del bilancio della provincia di Palestina, governata allora dai Romani). Ci si chiede dove ancora porterà questi signori la smania di demagogia. Ma andiamo con ordine e partiamo dalla nuova esibizione via facebook del ministro Salvini.

Salvini a Mattarella: hai firmato il decreto e perciò “Ciapa lì e porta a ca’, se dise a Milàn”

“Ho spiegato al presidente Mattarella che noi rispettiamo la Costituzione, le Convenzioni e i trattati internazionali però non vogliamo passare per fessi”. Il significato di questa frase è evidentemente oscuro. “Queste decine di articoli, dal nostro punto di vista, porteranno – ha sottolineato – più sicurezza nelle strade. Finalmente, dopo tante polemiche, dopo che i giornali, soprattutto quelli di sinistra, dicevano che Salvini non ce la farà mai, Mattarella non firmerà mai il decreto, chiacchierano tanto ma non riusciranno ad arrivare fino in fondo”. “Ciapa lì e porta a ca’, se dise a Milàn”, ha continuato usando un’espressione in dialetto milanese. Salvini l’ha detto in un altro videomessaggio su Facebook, celebrando come una sorta di vittoria sua personale la firma del decreto legge sicurezza da parte del Capo dello Stato Sergio Mattarella, che pure in una lettera aveva richiamato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al rispetto dell’articolo 10 della Costituzione e delle leggi internazionali sulla questione dei migranti. Salvini ha quindi precisato che “se un richiedente asilo arriva in Italia, fa richiesta di asilo politico e nel frattempo spaccia droga, picchia un poliziotto, scippa un’anziana o molesta una bambina viene immediatamente convocato dalla commissione prefettizia, che gli dice ‘caro mio tu non sei un profugo sei un delinquente’ e col primo aereo, primo barcone, primo pedalò, prima mongolfiera, torni a casa”. Insomma, non se ne esce, la spavalderia di Salvini anche nei confronti del Capo dello Stato ha superato ogni limite, e nei confronti degli “ultimi”, dei migranti, che egli ritiene tutti, o quasi, spacciatori e criminali, usa il criterio dell’estrema destra: in una mano la croce e nell’altra la spada.

Il presidente del Consiglio Conte ad Assisi cita il Vangelo, a sua insaputa. La gaffe è davvero imperdonabile

Ma anche il capo del governo non pare essere da meno, in questa sfida a distanza tra demagoghi. Ad Assisi, il presidente Conte ha voluto “farsi bello” nella basilica di san Francesco, accumalndo una gaffe dietro l’altro. “San Francesco, con la sua personale testimonianza di vita, ha dato attuazione al messaggio più rivoluzionario mai concepito dall’antichità ai nostri giorni: gli ultimi diventano i primi. E’ un principio dal valore universale, dotato di una incredibile forza evocativa, che dovrebbe guidare tutti coloro che amministrano la res publica, orientandone l’azione verso il bene comune”. Non sappiamo dire se questo passaggio è stato scritto dal presidente Conte o da qualche ghost writer, ma certo si può affermare che non ha alcuna attinenza col senso evangelico, espresso in Matteo, 20, 1-16, ovvero la parabola del vignaiolo e degli operai, ai quali dà la stessa paga a prescindere dalla quantità di ore di lavoro, un denaro per tutti, a cominciare dagli ultimo. Si tratta di una parabola che racchiude un messaggio sacro di salvezza, e non proprio la soddisfazione matierale per un lavoro effettuato. Il carattere simbolico della parabola è dunque testimoniato dalla frase finale: “gli ultimi saranno i primi, e i primi ultimi”. Al di fuori di questo contesto simbolico non ha alcun significato. Ma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha anche aggiunto: “Lavorare per il bene comune e mettere le persone al centro della propria iniziativa: sono le due linee guida che dovrebbero orientare l’azione di ogni governo”. Chissà se tra le persone egli annovera anche i migranti. “Siamo qui a celebrare la giornata della pace e del dialogo, valori che consideriamo essenziali. E festeggiamo San Francesco d’Assisi, il patrono della nostra Italia, un Paese ammirato e apprezzato nel mondo per la sue bellezze, per i suoi paesaggi, per le mille ricchezze artistiche custodite in ogni piega della nostra penisola. E’ un’Italia – ha aggiunto – di cui essere orgogliosi”.

La reazione dell’Arci: “la firma di Mattarella è una brutta notizia per la democrazia”

“La firma di Mattarella sul DL Salvini è una brutta notizia per la democrazia. Evidentemente il presidente della Repubblica non ha riscontrato gli elementi per bloccarla”, sottolinea con forza l’Arci, rilevando che tuttavia “la raccomandazione rivolta al Presidente del Consiglio sulla necessità di rispettare sempre e comunque la Costituzione lascia intendere che Mattarella sia preoccupato dei contenuti della legge. Adesso spetta al Parlamento intervenire per assicurare che l’art.10 della Costituzione venga rispettato, come chiede Mattarella. Come abbiamo già avuto modo di dire – aggiunge l’associazione – questo DL rischia di cancellare il diritto d’asilo in Italia e di consegnare ai privati il sistema d’accoglienza pubblico, trasformandolo in un business. Il DL dà sostanza ai peggiori luoghi comuni contro i migranti propagandati dalla peggiore destra razzista europea. Come abbiamo già fatto in questi giorni, promuoveremo una campagna permanente per contrastare gli effetti del DL e lanceremo mobilitazioni sui territori con la richiesta al Parlamento di non approvarlo”.

Padre Alex Zanotelli: “perché il popolo italiano non sta reagendo contro Salvini?”

“Quanto durerà Salvini? Non lo so. Non mi interessa molto. Quello che mi domando è perché il popolo italiano non sta reagendo. E qui mi metto sotto accusa come Chiesa”. Padre Alex Zanotelli, intervistato dall’agenzia Dire, critica senza incertezze le politiche del governo in materia di sicurezza. Politiche sbagliate, che tuttavia raccolgono un consenso crescente. “La Lega non è nata ieri, sono 30 anni che l’abbiamo. Io chiedo alla Chiesa italiana: la Conferenza episcopale ha mai scritto un documento sulla Lega? Oppure i vescovi di Piemonte, Lombardia e Veneto hanno mai fatto un testo da leggere nelle parrocchie che dice: ‘guardate, Gesù ci dice questo. Il Vangelo di Salvini ci dice qualcosa d’altro. Quindi scegliete’. Non lo abbiamo mai fatto, quindi abbiamo delle profonde colpe anche come Chiesa”. Chi segue Salvini è un cattivo cristiano? “Ma certamente. Non ho dubbi. Per Gesù hai il Vangelo dell’accoglienza, del perdono, della riconciliazione. Qui è il Vangelo dell’odio. Quindi, o l’uno o l’altro, per un credente. Poi ognuno è libero di scegliere”.

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