Indonesia colpita da terremoto e tsumani. Si aggrava di ora in ora il bilancio delle vittime accertate: 1347 ad oggi. Difficilissime le condizioni sul terreno

Indonesia colpita da terremoto e tsumani. Si aggrava di ora in ora il bilancio delle vittime accertate: 1347 ad oggi. Difficilissime le condizioni sul terreno

Continua ad aggravarsi il bilancio del sisma seguito da tsunami che venerdì ha colpito l’isola indonesiana di Sulawesi: almeno 1.347 persone hanno perso la vita, secondo l’ultimo aggiornamento fornito dall’Agenzia per la gestione delle calamità. I soccorsi continuano la loro disperata ricerca di persone vive sotto le macerie della città di Palu. Nel frattempo cresce anche la tensione tra gli sfollati, rimasti senza viveri. La polizia ha arrestato 45 persone sospettate di aver preso parte a saccheggi a Palu. Intanto le squadre di soccorso hanno recuperato i corpi di 34 studenti di teologia in una chiesa travolta da una frana. Nella chiesa di Jonooge, nel distretto di Siri Biromaru, nel centro dell’isola, c’erano 86 giovani raccolti per un seminario di studi biblici. La notizia della macabra scoperta è stata data dalla Croce Rossa locale. Non è chiara l’età delle vittime né che fine abbiano fatto quelli che ancora mancano all’appello. Il distretto montuoso di Siri Biromaru, a sudest di Palu, è di difficile accesso e i soccorritori devono affrontare una marcia estenuante per recuperare le vittime. L’Indonesia, 260 milioni di abitanti, è il Paese musulmano più popoloso al mondo, ma ci sono rappresentate diverse minoranze religiose, tra cui i cristiani.

Le autorità indonesiane faticano a rispondere alla scala della devastazione arrecata a Palau e Donggala dal terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito l’area cinque giorni fa, e dal successivo tsunami. “Il numero delle vittime continuerà a salir”, ha avvertito il portavoce della Bnpb, secondo cui il bilancio definitivo potrebbe ammontare a migliaia di morti. Nugroho ha anche annunciato che i soccorritori saranno costretti a seppellire le vittime in fosse comuni per evitare la diffusione di infezioni e malattie. Nel frattempo si aggravano anche i problemi di ordine pubblico: dopo tre giorni all’addiaccio, molti sopravvissuti sono ricorsi al saccheggio di edifici distrutti e negozi per acqua, generi alimentari e combustibile; il governo ha preferito proibire alla Polizia di intervenire, annunciando che rimborserà i titolari degli esercizi commerciali in un secondo momento.

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