Fca vende Magneti Marelli ai giapponesi di Calsonic Kansei. Camusso, Cgil: “ci vendiamo i gioielli di famiglia”. Re David, Fiom: “il governo ci riceva”

Fca vende Magneti Marelli ai giapponesi di Calsonic Kansei. Camusso, Cgil: “ci vendiamo i gioielli di famiglia”. Re David, Fiom: “il governo ci riceva”

Chrysler Automobiles N.V ha siglato un accordo definitivo per la cessione del business della componentistica per autoveicoli Magneti Marelli a CK Holdings Co. Ltd., holding di Calsonic Kansei Corporation, uno dei principali fornitori giapponesi di componentistica per autoveicoli. Il controvalore dell’Operazione è pari a 6,2 miliardi di euro. L’operazione dovrebbe concludersi nella prima metà del 2019 ed è soggetta ad approvazioni da parte delle autorità regolatorie e ad altre consuete condizioni di chiusura. Al termine dell’operazione, CK Holdings sarà rinominata come Magneti Marelli CK Holdings. Le attività congiunte di Calsonic Kansei e Magneti Marelli rappresenteranno il 7mo gruppo indipendente più grande al mondo per fatturato nella componentistica per autoveicoli con un fatturato complessivo di 15,2 miliardi di euro. L’azienda combinata sarà guidata da Beda Bolzenius, attuale CEO di Calsonic Kansei, basato in Giappone. Ermanno Ferrari, CEO di Magneti Marelli, entrerà a far parte del board di Magneti Marelli CK Holdings.

Camusso, leader Cgil: “La cessione in qualche modo cambia la natura e l’organizzazione del settore e di Fca”

“Ci vendiamo i gioielli di famiglia. E’ una situazione che dimostra come il capitalismo italiano non sviluppa se stesso. Questo mi pare il primo problema”, commenta la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso. “Ben venga che l’azienda garantisca gli attuali livelli occupazionali. Abbiamo però delle domande sulle prospettive del gruppo Fca, sullo spezzatino e sul significato dell’operazione. Credo che la situazione rafforzi la necessità di aprire un confronto con il governo sul settore auto. La cessione in qualche modo cambia la natura e l’organizzazione del settore e di Fca”, conclude Camusso.

Re David, segretaria generale Fiom: “fondamentale avviare sin da subito un confronto sul futuro del gruppo”

“La Fiom da mesi si è mobilitata con i lavoratori per chiedere al governo un ruolo attivo per un confronto con la proprietà della Magneti Marelli, ma dobbiamo prendere atto della avvenuta vendita a Calsonic Kansei. Il governo ha perso un’occasione enorme di politica industriale non occupandosi della Magneti Marelli nonostante le nostre continue richieste. Delle aziende e dei settori sarebbe bene occuparsene non quando sono in crisi, in difficoltà finanziarie o produttive, ma quando hanno delle potenzialità di crescita”, dichiara in una nota Francesca Re David, segretaria generale della Fiom-Cgil. E aggiunge: “La divisione della componentistica di Fca è un vero ‘gioiello industriale’, una pietra angolare di un sistema complesso di componentistica fatto di aziende, competenze e innovazione che avrebbero avuto bisogno di una politica attiva per la messa in rete. L’annuncio congiunto tra FCA e Calsonic Kansei garantisce positivamente la situazione occupazionale degli stabilimenti italiani. È certamente una opportunità di mercato la crescita dimensionale e la maggiore solidità nel settore della componentistica ma è fondamentale avviare sin da subito un confronto sul futuro del gruppo sia dal punto di vista occupazionale che produttivo e della ricerca e sviluppo su cui chiederemo un ruolo attivo del Governo. Ora è necessario un incontro con il management di FCA e Calsonic Kansei per garantire il futuro occupazionale e produttivo per i lavoratori”.

Edi Lazzi, segretario Fiom Torino: “l’occupazione deve rimanere ai livelli attuali”

“È necessario avere immediatamente chiarezza sulle intenzioni da parte della nuova proprietà nipponica su cosa intenda fare degli stabilimenti italiani”, afferma il segretario torinese della Fiom, Edi Lazzi, a proposito della cessione di Magneti Marelli a Calsonic Kansei. “Un altro pezzo importante dell’industria italiana è stato ceduto a una multinazionale e si è compiuto un altro passo nella perdita da parte dell’Italia del controllo di un’eccellenza del nostro tessuto industriale. La Magneti Marelli conta 10 mila dipendenti e 20 stabilimenti nel nostro Paese, ed in particolare a Torino la Magneti Marelli è una realtà importantissima presente da molti anni sul nostro territorio con dieci stabilimenti e 3.200 dipendenti che lavorano al loro interno. Negli stabilimenti torinesi si producono marmitte, componenti accessori, sospensioni, fari, fanali, si progettano motori e l’elettronica dell’auto”, ha detto Lazzi . “Per quanto ci riguarda l’occupazione deve rimanere ai livelli attuali e agiremo per fare in modo che ci sia un piano di sviluppo che preveda investimenti finalizzati a consolidare l’eccellenza degli stabilimenti nostrani. Altre eventuali ipotesi vedranno la contrarietà della Fiom-Cgil che si schiererà al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in difesa dell’occupazione”, ha aggiunto il sindacalista.

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