F1. Gran Premio del Messico. Hamilton, quarto, si laurea campione del mondo. Vince Verstappen su Vettel e Raikkonen. Ancora aperta la gara tra i costruttori

F1. Gran Premio del Messico. Hamilton, quarto, si laurea campione del mondo. Vince Verstappen su Vettel e Raikkonen. Ancora aperta la gara tra i costruttori

Lewis Hamilton ruba la scena anche quando finisce giù dal podio e arriva a oltre un minuto dal vincitore, nella gara più difficile dell’anno per la Mercedes. Il britannico con il quarto posto raccolto nel Gran Premio del Messico si laurea campione del mondo per la quinta volta in carriera, eguagliando una leggenda come Juan Manuel Fangio e mettendo nel mirino il ‘mito’ Michael Schumacher, a sette titoli. A Città del Messico come l’anno scorso trionfa ancora una volta Max Verstappen, che detta legge sorprendendo alla partenza il compagno di squadra Daniel Ricciardo e domina una corsa avvincente per i tanti sorpassi in pista e le differenti strategie tra i tre top team. Alle spalle del pilota della Red Bull finiscono sul podio le due Ferrari di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, che ringrazia l’ennesimo ritiro stagionale di Daniel Ricciardo, beffato allo start dal compagno e da Hamilton e tradito nel finale dalla sua monoposto, che l’ha appiedato mentre si trovava in seconda posizione.

Hamilton, dopo un buon spunto al via che l’ha visto proiettarsi al secondo posto tra le due Red Bull, ha vissuto un weekend di passione a causa dell’eccessivo degrado delle gomme della sua Mercedes, problema che ha condizionato anche lo ‘scudiero’ Valtteri Bottas, quinto e addirittura doppiato da Verstappen. Se l’olandese rappresenta il futuro, il presente però è ancora di Lewis. “E’ una sensazione molto strana quella che provo ora, è surreale – le prime parole del neo campione del mondo – Sono qui dal 2013, eguagliare quello che ha fatto Fangio con la Mercedes è incredibile. Voglio ringraziare il mio team, non ho vinto il Mondiale qui ma grazie al loro duro lavoro in tantissime gare. Ringrazio chi ha lavorato in fabbrica e tutti i nostri partner”. Dopo tante gare dominate, la certezza aritmetica del titolo è arrivata al termine di una corsa travagliata. “E’ stata una gara orribile, ero partito benissimo, stavo recuperando posizioni poi non so cosa sia successo, ho faticato tantissimo – ha ammesso – Ho cercato di tenere duro e di portare la macchina al traguardo”.

Il primo a complimentarsi con Hamilton è stato proprio il suo rivale in questa stagione, quel Sebastian Vettel di nuovo combattivo, come dimostrano i sorpassi in pista su Ricciardo e sullo stesso Hamilton. “E’ una vittoria meritatissima per lui. Congratulazioni, ha fatto un lavoro superbo per tutto l’anno. Dobbiamo accettare il verdetto”, ha sottolineato il tedesco non senza una punta di rammarico e delusione, nonostante il podio. “Mi sarebbe piaciuto lottare ancora ma non è stato possibile – ha ammesso il tedesco – Hamilton è stato super forte quest’anno, più forte di me e di noi. Non mi piace perdere, non sono qui per perdere. Oggi mi sento un po’ svuotato, per questo non so cosa dire”. Il Cavallino Rampante però rientra dal Messico con la certezza di essere ancora in lotta per il mondiale costruttori. “La nostra squadra non si arrende. Il Mondiale costruttori è ancora aperto – ringhia Maurizio Arrivabene, anche se la Mercedes può contare su un notevole margine di 55 punti a due gare dalla fine – Abbiamo preso altri punti, non si molla fino alla fine, a questo punto diventa un dovere. Non bisogna arrendersi mai”.

Ago della bilancia in vista degli ultimi due appuntamenti in Brasile e Abu Dhabi potrebbe essere proprio Max Verstappen, il più contento dopo Hamilton. “La partenza è stata la chiave. Non ho dormito molto bene stanotte, ero determinato a vincere – ha raccontato l’olandese – Il team ha fatto un lavoro fantastico, la macchina ha funzionato molto bene. Peccato per il ritiro di Ricciardo, sarebbe stato bello fare doppietta”.

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