Rai. Il Cda rivota Foa presidente, confermando l’accordo tra Salvini e Berlusconi, subìto dai grillini. La decisione passa alla Vigilanza. Ira di Fnsi e Usigrai. Borioni, Pd, annuncia ricorso

Rai. Il Cda rivota Foa presidente, confermando l’accordo tra Salvini e Berlusconi, subìto dai grillini. La decisione passa alla Vigilanza. Ira di Fnsi e Usigrai. Borioni, Pd, annuncia ricorso

Via libera (per la seconda volta, dopo le polemiche degli ultimi mesi) del Cda Rai alla nomina di Marcello Foa a presidente. Il consiglio di amministrazione della tv pubblica ha eletto il giornalista a maggioranza con quattro favorevoli, uno contrario e un astenuto. A favore hanno votato i consiglieri Beatrice Coletti (M5S), Igor De Biasio (Fdi), Gianpaolo Rossi (Fi) e Fabrizio Salini, che è anche amministratore delegato del Gruppo Rai, mentre lo stesso Foa non ha partecipato al voto. Contraria la consigliera Rita Borioni del Pd che subito dopo la seduta ha detto: “Ho presentato formale diffida a procedere all’elezione di Marcello Foa, visti i chiarissimi profili di illegittimità della stessa. Nonostante ciò, il Cda ha deciso di procedere ugualmente. A questo punto mi riservo qualsiasi azione a tutela dell’azienda stessa. La Rai – ha concluso – non dovrebbe forzare regole e procedure consolidate per sottostare ai diktat di alcune fazioni politiche”. Ad astenersi, invece, è stato Riccardo Laganà eletto dai dipendenti Rai. Ora la nomina dovrà essere confermata dalla Commissione di vigilanza parlamentare con un voto di almeno due terzi dei suoi componenti (27 commissari). Lo scorso agosto, quando Foa era già stato eletto presidente la prima volta, la nomina fu bloccata dai voti contrari dei membri di Forza Italia. Voti che questa volta dovrebbero invece esserci, visto l’accordo trovato nel centrodestra con il vertice dapprima ad Arcore tra Berlusconi e Salvini e ieri tra FI, Lega e Fratelli d’Italia, che ha confermato non solo il ritorno di Berlusconi al centro delle decisioni, ma anche un accordo, pare d’acciaio, per le prossime elezioni regionali. E i voti ci saranno anche secondo il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che dopo il via libera del Cda Rai ha confermato di non temere lo stop della Commissione di vigilanza. “Penso che Foa – ha sottolineato – sia una persona che insieme ad altre potrà fare tanto per il servizio pubblico. Sono contento e non vedo l’ora che tutti lavorino al 100%. Presentiamo di solito persone di spessore, non amici degli amici”.

La Vigilanza dovrebbe riunirsi martedì e audire Marcello Foa prima di procedere alla votazione. Non mancano, invece, gli attacchi da parte dell’opposizione al Movimento cinque stelle. Il senatore dem Salvatore Margiotta si è detto ansioso di capire se “il M5s avrà il coraggio di votare un nome, già bocciato dalla Vigilanza e che, per giunta, nasce da un patto di ferro tra Berlusconi e Salvini. Non sfugge a nessuno che Foa – ha aggiunto – rappresenti una parte della trattativa, tutta interna al centrodestra, per il rilancio della coalizione in vista delle elezioni regionali, comprese quelle nella mia Basilicata. L’autolesionismo di Di Maio non ha più limiti. In 100 giorni è riuscito a perdere la leadership della coalizione di governo e ora sarà costretto a ingoiare questo boccone amarissimo e votando Foa – ha concluso – i pentastellati certificheranno la loro subalternità non soltanto alla Lega, ma a tutto il centrodestra”.

Fornaro, LeU: Foa 2 è vendetta di Arcore e fine innocenza M5S 

“Come da copione scritto ad Arcore da Berlusconi e Salvini, Marcello Foa è stato ri-votato Presidente della Rai e ora Forza Italia voterà a suo favore in Commissione di Vigilanza. Foa che ad agosto non andava bene come Presidente della Rai, miracolosamente un mese e mezzo dopo diventerà il candidato anche di Forza Italia”, afferma il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera Federico Fornaro, componente della commissione parlamentare di Vigilanza. “Sulle nomine, infatti, si appalesa sempre la seconda maggioranza (M5S-centrodestra unito) con buona pace dei proclami di Di Maio sul fatto che loro mai con Berlusconi. ‘Foa 2’ è la vendetta di Arcore e la fine dell’innocenza dei cinquestelle”, conclude Fornaro.

De Petris, LeU: “Ora si tratta di spartirsi direzioni di reti e tg: sarà una sagra della lottizzazione”

“Non è certo stupefacente che il cda Rai abbia scelto di ricandidare alla presidenza Marcello Foa, dal momento che tutta la manfrina di questi giorni è stata messa in scena solo ed esclusivamente per imporlo alla guida della Rai come voleva Salvini”, afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto e membro della commissione di vigilanza Rai. ”Pur di accontentare Salvini è stata messa da parte in questa occasione ogni decenza. Berlusconi, cioè il proprietario della principale azienda concorrente della Rai, ha trattato il prezzo del suo cambio di voto in prima persona come non si era mai permesso di fare neppure quando guidava il governo”. “La messa in scena sarà completata con il voto della Vigilanza, opposto a quello espresso meno di due mesi fa, alla faccia della legalità e del conflitto di interessi. M5S continuerà a fare finta di niente umiliando i propri stessi sbandierati princìpi e temo che sia solo l’inizio. Ora si tratta infatti di spartirsi direzioni di reti e tg: sarà una sagra della lottizzazione”, conclude la presidente De Petris.

 Fnsi-Usigrai, Cda esegue ordini arrivati da fuori 

“E così il Cda della Rai ha eseguito ancora una volta gli ordini arrivati da fuori”. Fnsi e Usigrai commentano in questo modo il voto a maggioranza che ha riproposto Marcello Foa presidente Rai. In un nota del sindacato è detto che il Cda di viale Mazzini “prima ha accettato l’illegittimo diktat governativo, poi ha piegato gli interessi aziendali lasciando l’azienda in stallo per oltre un mese e mezzo, e infine – come nel gioco dell’oca – è tornato al punto di partenza nominando la persona prescelta dal governo e ora santificata sull’altare del conflitto di interessi. Dunque, ancora una volta, dopo le promesse di una Rai libera e autonoma dai partiti, ci troviamo di fronte a una Rai con vertici scelti dal governo, in alleanza con il partito del conflitto di interessi”.

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