Ilva. Trattativa in salita, lontanissimi dall’accordo. Parlano Re David e Bentivogli. Piena occupazione, diritti sindacali e salariali, i nodi della vertenza. Di Maio tace dopo il polverone sulla legittimità della gara

Ilva. Trattativa in salita, lontanissimi dall’accordo. Parlano Re David e Bentivogli. Piena occupazione, diritti sindacali e salariali, i nodi della vertenza. Di Maio tace dopo il polverone sulla legittimità della gara

Si dice che nella storia delle vertenze sindacali la notte porta bene. Come al solito la verità non sta mai da una sola parta. Grandi vertenze per il rinnovo dei contratti in particolare nel passato si sono concluse in modo positivo. Quando si era sviscerato tutto lo scibile le parti si riunivano in “ristretta” per provare a chiudere l’accordo e poi portare i risultati alla delegazione dei lavoratori che aveva assistito alla trattativa. Spesso le vertenze si sono chiuse positivamente. Ma non sono mancati i casi in cui, proprio nella notte, si sono avute rotture clamorose. E una lunga notte è iniziata al Mise il ministero dello Sviluppo economico e del Lavoro, di cui è titolare il vicepremier Di Maio che si è deciso ad affrontare la vertenza Ilva dopo che i sindacati, Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil avevano posto un ultimatum, proclamando una giornata di sciopero in tutto il gruppo. Sciopero previsto per il giorno 11 e tutt’ora confermato.

Al tavolo di trattativa rappresentanti di Arcelor Mittal. Allora sono legittimi

Al tavolo al ministero siedono i rappresentati di Arcelor Mittal, colosso dell’acciaio indoeuropeo che si è aggiudicato la gara per rilevare il gruppo siderurgico italiano, i dirigenti sindacali e il governo. La presenza dei rappresentanti di Arcelor Mittal significa, perlomeno così viene intesa, che la questione di legittimità della gara posta da Di Maio è stata accantonata dopo il parere espresso dall’Avvocatura dello Stato e dall’Anticorruzione. Il ministro ne aveva fatto una questione preliminare, quasi una battaglia personale, accusando, di fatto, il governo di cui era ministro Calenda, di aver approvato una gara la cui legittimità era in forte dubbio. Anzi, per la precisione il ministro e vicepremier aveva dichiarato che si era trattato di “un delitto perfetto, ma la gara non si poteva annullare”. Di Maio non aveva letto la risposta dell’Avvocato dello Stato, ne aveva solo fatto un sunto. Alla richiesta di Calenda, “se ritieni la gara illegittima” non aveva mai risposto. Così come non ha mai risposto ai sindacati, al sindaco di Taranto. C’è voluto l’annuncio dello sciopero perché arrivasse la convocazione.

Al Mise circola una bozza di accordo ma non si capisce chi l’ha formulata

Negli ambienti del Mise circola una bozza di accordo che, allo stato, non si capisce bene chi l’abbia predisposta e presentata, in cui per quanto riguarda il nodo centrale della trattativa, il “quantum” che riguarda i posti di lavoro si parla della assunzione di 10.100 lavoratori sui circa 14 mila che fanno parte del siderurgico, entro il 2018. Se ben ricordiamo siamo fermi al punto di partenza con gli esuberi respinti fin dall’inizio dai sindacati. Il ministro Di Maio non ha mosso un dito. Poi vengono previsti incentivi all’esodo e si parla di assunzioni per chi rimarrà fuori non avendo beneficiato di incentivi, ma entro il 2023. Nella bozza si parla di “costi invariati” che verrebbero mantenuti tramite la riduzione dell’orario di lavoro. Nella nota che è stata fatta circolare al ministero, non si capisce se si tratta di una iniziativa ministeriale, si afferma che con la proposta di accordo sarebbe “soddisfatta la richiesta dei sindacati che hanno sempre puntato a non lasciare per strada alcuno dei 14 mila lavoratori”. La “soddisfazione” non c’è proprio. Si tratta di una “invenzione” di chi ha scritto il testo. Sarebbe interessante conoscere il parere del ministro Di Maio.

Fiom Cgil e Fim Cisl. Il governo deve far cambiare posizione a Mittal

Si conosce intanto quello della Fiom Cgil espresso dalla segretaria generale Francesca Re David . “Allo stato attuale siamo lontanissimi da un accordo – afferma – bisogna vedere quali modifiche sostanziali sono sul tavolo.Continuiamo a chiedere che non ci siano esuberi, che ci sia piena occupazione e pieno riconoscimento dei diritti salariali e sindacali. Nessuno di questi punti è garantito. Noi non ci sottraiamo al confronto ma Mittal deve cambiare posizione. Il governo deve far cambiare posizione a Mittal”. Interviene anche il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, il quale afferma che “nei primi testi consegnati le distanze sono ancora molto rilevanti su assetti occupazionali, conferma salario di secondo livello fino a nuova contrattazione aziendale, necessità che il governo confermi 250 milioni per gli incentivi volontari all’esodo, somma stanziata già dal precedente governo, doppio regime salariale con neoassunti, conferma trattamenti economici e normativi pre-esistenti. Dobbiamo avere un quadro complessivo dei testi, compresi gli allegati e valuteremo come proseguire”.

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