Genova. A un mese esatto dal crollo del ponte Morandi, il governo vara un decreto-fuffa, “salvo intese”

Genova. A un mese esatto dal crollo del ponte Morandi, il governo vara un decreto-fuffa, “salvo intese”

Un mese esatto dopo la tragedia del crollo del ponte Morandi, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella fa sentire alto il suo monito: “La città di Genova è stata colpita da una tragedia inaccettabile. L’immagine che Genova ha dato di sé – e che rimane impressa nei nostri ricordi – in quei giorni di lutto e di smarrimento non è stata soltanto di profondo dolore, ma anche di grande solidarietà e di forza d’animo. Una città colpita duramente, negli affetti, nella memoria, nella funzionalità, nella sua stessa essenza di metropoli dinamica e moderna, aperta al mondo e al futuro, è stata capace di non cadere nella disperazione”. Alle parole di Mattarella fa da contraltare l’ignavia del governo pentaleghista presieduto da Giuseppe Conte, che solo nella tarda serata di giovedì vara un decreto legge sulle “emergenze”, che appare però un contenitore vuoto, legittimato dalla curiosa dicitura del “salvo intese”, che tradotto vuol dire: “abbiamo litigato su tutto, e non abbiamo deciso nulla”. Pertanto, nella mattina di venerdì 14 settembre, a un mese esatto dalla tragedia, il presidente Conte sarà a Genova con un pungo di mosche tra le mani.

Il decreto “salvo intese”. Ecco cosa contiene 

Il Consiglio dei ministri ha dunque approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti volte a velocizzare le operazioni di demolizione e ricostruzione del ponte Morandi, al sostegno dei soggetti danneggiati per il crollo, alla ripresa delle attività produttive e di impresa, nonché dirette a intraprendere ogni iniziativa necessaria al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture. Inoltre, il decreto introduce misure urgenti aventi ad oggetto gli eventi calamitosi che hanno colpito l’Italia centrale e l’isola di Ischia, già oggetto di interventi normativi, ma che necessitano di ulteriori misure indifferibili ed urgenti. Infine, per uscire dalla logica emergenziale, ha approvato norme con finalità di prevenzione, volte al monitoraggio delle infrastrutture a rischio. Tra le misure principali in favore della popolazione di Genova colpita dal crollo del viadotto Morandi, si istituisce un contributo di sostegno per tutti i soggetti coinvolti dalle ordinanze di sgombero o che hanno subito danni materiali. Alle imprese danneggiate dal crollo, si riconosce un contributo finalizzato alla mitigazione dei pregiudizi sofferti, impregiudicati i diritti risarcitori nei confronti degli eventuali responsabili. Sono altresì introdotte misure di facilitazione fiscale per le imprese genovesi e per la piena ripresa dei traffici portuali, prevedendo l’istituzione di una zona franca urbana e di una zona logistica semplificata per il porto e il retroporto, nonché misure immediate per favorire la viabilità e i collegamenti in entrata e in uscita da Genova, implementando il trasporto pubblico locale. Si istituisce poi la figura del Commissario straordinario per consentire di procedere alla celere ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, nonché per attuare ogni misura idonea a superare le conseguenze degli eventi dannosi.

Al fine di rafforzare le misure di prevenzione e di garantire la piena sicurezza nella mobilità e nei trasporti, si introducono nuove norme che prevedono l’istituzione di una Agenzia di vigilanza per la sicurezza delle strade e autostrade, con parallelo ampliamento degli organici tecnici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dedicati ai controlli di sicurezza, e la creazione di una banca dati sulle opere pubbliche per monitorare, tra l’altro, i parametri di sicurezza delle infrastrutture, utilizzando sistemi tecnologici innovativi. Insomma, il classico lungo elenco di cose da fare e da normare ma privo di una strategia precisa e soprattutto concordata con gli enti locali, che hanno manifestato tutta la loro rabbia contro il governo.

Il presidente spiega al governatore ligure Toti cosa vuol dire “salvo intese”: fuffa

Al presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che ha rimproverato il Governo di mancanza di galateo istituzionale per non aver invitato le istituzioni locali al Consiglio dei ministri, Conte ha replicato: ‘Il galateo di questo Governo prevede standard molto elevati di condotta a tal punto che ha deliberato di approvare questo decreto salvo intese proprio perché domani sarò a Genova, incontrerò il presiedente Toti, il sindaco Bucci e presenterò il frutto di questo intenso lavoro dell’attività di governo per condividerlo con loro. Se ci saranno suggerimenti siamo disposti ad accoglierlo’. Quanto al commissario ad hoc, in attesa della sua nomina, ‘avrà ampi poteri – ha assicurato il capo del governo – per consentire a Genova di poter ottenere un ponte più bello e completamente nuovo e un rilancio della stessa immagine di Genova, della Liguria e dell’Italia’. Insomma, a conti fatti, l’ennesima fuffa. Genova merita un altro governo.

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