Fca. La Fiom Cgil sulla Magneti Marelli: “la paura è tanta” sul futuro dell’azienda

Fca. La Fiom Cgil sulla Magneti Marelli: “la paura è tanta” sul futuro dell’azienda

Tre assemblee “super-partecipate” e un messaggio unico: la paura è tanta. Oggi la Fiom-Cgil è andata a toccare con mano l’umore dei dipendenti della Magneti Marelli di Bologna e Crevalcore alle prese con le indiscrezioni che spingono l’azienda nelle braccia di un nuovo e lontano proprietario. Il nuovo management avrebbe intrapreso la strada di un negoziato con il Fondo Kkr; e si parla di una trattativa per la cessione a un prezzo tra i 3,23 ed i sei miliardi. La cessione porterebbe ad una fusione con la Clasonic Kansei, multinazionale giapponese che opera nel settore dell’automotive in America, Europa, Asia e ha stabilimenti in 15 diversi Paesi e circa 22 mila dipendenti. Un colosso insomma, ma che spaventa anche. “La preoccupazione è tanta”, riferisce Michele De Palma, della segreteria nazionale Fiom che oggi ha inaugurato il tour di incontri con i dipendenti Magneti Marelli dagli stabilimenti sotto le Due torri. “La preoccupazione è tanta perché in fabbrica non vengono date notizie di fronte alle tante cose che vengono dette sul futuro dell’azienda. Noi abbiamo offerto il nostro punto di vista e spiegato cosa intendiamo fare”, racconta De Palma alla ‘Dire’. Ovvero: incalzare l’azienda per un incontro con la dirigenza che riporti “la questione del futuro di Magneti Marelli su un piano di trasparenza rispetto alle scelte strategiche e alle diverse dichiarazioni che si sono fatte in merito”; prima si parlava di spin off, ora incombe una vendita “che non possiamo certo discutere a cose fatte”, avvisa il sindacalista.

Analogamente, la Fiom preme sul ministero dello Sviluppo economico perché si apra un tavolo sul futuro di Magneti Marelli, “un tema che il Governo non può non voler affrontare perché quest’azienda – ricorda De Palma – per le competenze e le tecnologie che ha, penso al motore elettrico o alle centraline, è un gioiello del paese. Inoltre, alcuni stabilimenti sono strettamente legati agli assemblaggi per Fca”. De Palma non dimentica poi che “nei processi di vendita dei rischi ci sono sempre, sul piano contrattuale e occupazionale. Noi vogliamo essere parte della discussione su tutto questo; la questione Marelli non può essere portata avanti con i dipendenti come una variabile indipendente” su cui si scaricano le decisioni, specie “mentre si registrano fibrillazioni nel negoziato” sul costo dell’operazione. Dunque, conclude il dirigente Fiom, “se rispetto a tutti questi temi non si muovesse foglia, valuteremo con i lavoratori che iniziative intraprendere. Nel frattempo ci rivolgiamo anche agli altri sindacati per portare avanti queste istanze”, cioè fare fronte comune con Fim e Uilm, anche se con loro in Fca i rapporti non sono facilissimi, nei confronti dell’azienda e del negoziato.

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