2mila metalmeccanici manifestano al Mise. Fiom, Fim e Uilm: allarme fine Cigs per 140mila lavoratori. Di Maio li convoca per martedì

2mila metalmeccanici manifestano al Mise. Fiom, Fim e Uilm: allarme fine Cigs per 140mila lavoratori. Di Maio li convoca per martedì

“Dal 24 settembre prossimo scadranno gli ammortizzatori sociali, in particolare cassa integrazione e contratti di solidarietà, per migliaia di lavoratrici e di lavoratori, a causa delle limitazioni e delle riduzioni introdotte dal D.lgs. 148/2015. Da Nord a Sud, in molte aziende verrà superato il limite dei 36 mesi di CIG e CdS a disposizione nel quinquennio”, scrivono in una nota le organizzazioni sindacali Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil che hanno organizzato al Ministero dello Sviluppo Economico fino alle 14 un presidio unitario dei metalmeccanici per chiedere risposte immediate al Governo e per evitare quindi migliaia di licenziamenti. Sono 140mila i lavoratori metalmeccanici coinvolti da situazioni di crisi dei comparti degli elettrodomestici, della siderurgia, dell’ICT e Telecomunicazioni, dell’elettronica, dell’automotive, con oltre 80.000 lavoratori metalmeccanici interessati dalla cassa integrazione straordinaria. In totale sono ben 144 i tavoli di crisi aziendale dei vari settori aperti al Ministero dello Sviluppo Economico al 30 giugno 2018 che riguardano 189mila lavoratori. La risposta del ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio è giunta nella tarda mattinata: incontrerà martedì alle ore 17, presso il MISE le organizzazioni sindacali dei lavoratori metalmeccanici. L’incontro è stato concordato con i segretari generali. Infine, Maurizio Landini, segretario confederale della Cgil, chiede, anche a nome di Cisl e Uil, un allargamento dell’incontro al Mise anche a quelle realtà produttive che non sono state comprese nell’allarme lanciato dai metalmeccanici e che vivono lo stesso dramma, e rappresentate proprio dalle tre confederazioni.

Re David, Fiom: “la legge ha tagliato la cassa integrazione. Ragionare nella manovra finanziaria”

La leader delle tute blu della Fiom, Francesca Re David, osserva che “il fatto che il ministro ci riceva è già un bel segnale, è un fatto di attenzione”. La sindacalista sottolinea che “tanti lavoratori rischiano il licenziamento: abbiamo già situazioni drammatiche e altre che verranno al pettine perché sono stati ridotti i requisiti per l’accesso e la durata della cassa. La cassa integrazione – osserva la Fiom – è diminuita non perché non c’è la crisi, ma perché la legge l’ha tagliata. Ora bisogna ragionare anche nella manovra finanziaria per avere strumenti universali”. I metalmeccanici stimano altri 48 mila lavoratori a rischio entro la fine dell’anno e poi altri 80 mila nel 2019.

Scacchetti, segretaria confederale Cgil: “dall’analisi dei dati Inps si rileva un quadro allarmante”

“Senza nuove norme che correggano provvedimenti ingiusti e sbagliati, come il dlgs 148/2015, migliaia di lavoratrici e lavoratori a fine settembre si ritroveranno disoccupati poiché scadranno gli ammortizzatori sociali”, dichiara la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti. “Per questo – ha aggiunto – sosteniamo la mobilitazione di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, in corso davanti al Mise per chiedere risposte immediate al Governo e per evitare migliaia di licenziamenti”. Da un’analisi degli ultimi dati Inps sulla Cassa integrazione, quelli di luglio, la Cgil rileva un quadro “allarmante”: è evidente, su base annuale, che vi è stato un calo complessivo medio della Cig del 32,4%, ma questo è accompagnato ad un aumento del 9,4% della cessata occupazione. In particolare, preoccupa il raddoppio della NASpI a seguito dell’aumento di 136.617 posizioni, ovvero un +98%, rispetto al mese di giugno. La crescita del ricorso all’indennità mensile di disoccupazione, dimostra che sono molte le aziende che si approssimano all’esaurimento della loro disponibilità di cassa. Cresce quindi il ricorso alla disoccupazione che nei primi 7 mesi del 2018, rispetto al 2017, ha fatto segnare segnare un +6,2%. Alla fine di dicembre termineranno anche le proroghe di cassa e mobilità in deroga per le aree di crisi complessa e preoccupano le persistenti difficoltà nel ricorso al FIS, ammortizzatore che ha sostituito la cassa integrazione in deroga. “La prossima legge di Bilancio – aggiunge in conclusione Scacchetti – dovrà assolutamente dare risposte a questa emergenza e individuare interventi strutturali capaci di garantire gli ammortizzatori fino alla ripresa delle attività aziendali o fino a nuove opportunità di occupazione”.

Furlan, segretaria generale Cisl: “ogni ritardo rischia di scaricarsi sulla pelle dei lavoratori”

“Sostegno e condivisione della Cisl alla mobilitazione di Fim, Fiom e Uilm. La situazione è oggi molto grave in tante aziende. Il Ministro Di Maio apra urgentemente il tavolo di confronto richiesto dai sindacati confederali su ammortizzatori sociali, le politiche attive, la circolare interpretativa del Decreto Dignità”, scrive su twitter la segreteria generale della Cisl, Annamaria Furlan, commentando il presidio di oggi dei sindacati dei metalmeccanici, aggiungendo che “ogni ritardo rischia di scaricarsi sulla pelle dei lavoratori”.

Fassina, LeU: “il Jobs Act continua a fare vittime”

“Il Ministro Di Maio deve intervenire per rinnovare la Cassa integrazione e i contratti di solidarietà in scadenza, nonostante le responsabilità siano del Governo Renzi. E’ vero: il Jobs Act continua a fare vittime. Passo dopo passo diventano sempre più visibili gli effetti negativi che avevano portato alcuni di noi a contrastarlo nella scorsa legislatura. Oltre a far aumentare la precarietà, oltre a rendere ancora più ricattabili lavoratrici e lavoratori, in queste settimane arrivano anche le conseguenze del taglio degli ammortizzatori sociali. Ora, circa 140.000 persone sono in pericolo, coinvolte in aziende in crisi, oggetto dei tavoli aperti al Mise. Salvarli è una priorità della prossima Legge di Bilancio. Da qui si misura il cambiamento promesso dal Governo”, scrive in una nota Stefano Fassina, deputato di LeU.

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