Papa Francesco sa parlare ai giovani del XXI secolo. “Avete nel cuore queste stelle brillanti che sono i vostri sogni: sono la vostra responsabilità e il vostro tesoro”

Papa Francesco sa parlare ai giovani del XXI secolo. “Avete nel cuore queste stelle brillanti che sono i vostri sogni: sono la vostra responsabilità e il vostro tesoro”

Oltre 70mila i giovani giunti nella capitale per incontrare Papa Francesco in vista del prossimo Sinodo di ottobre. Ragazzi e ragazze di tutte le età, appartenenti a 195 diocesi, si sono messi in marcia da ogni parte della penisola per giungere nella capitale e partecipare all’evento ‘Siamo qui, i giovani italiani incontrano Papa Francesco’, in programma sabato e domenica a Roma. Dopo una settimana di ‘pellegrinaggio’, i ragazzi si sono incontrati al Circo Massimo. “E’ bellissimo che il Papa abbia chiamato i giovani, è un’occasione per capire a che punto siamo di questo cammino”, il commento di uno di loro. “Ci aspettiamo dal Sinodo uno sguardo nuovo sui giovani”, il desiderio espresso da un altro ragazzo.Papa Bergoglio ha percorso tutta l’area sulla papamobile aperta, salutando e benedicendo la folla tra bandiere, fazzoletti e cappellini colorati. Poi ha dialogato con loro, con quei giovani del XXI secolo che in pochi riescono a capire. Una generazione che più di altre è intrisa di mille problemi e contraddizioni, ricca di opportunità, ma anche di sofferenze e di povertà. A questa generazione, nessuno come papa Francesco sa parlare, e la sinistra farebbe bene a leggere e ascoltare le parole del pontefice, per imparare.

Papa Francesco: “camminare insieme ci fa diventare un popolo”: il mondo ha bisogno di fraternità

“Camminare soli permette di essere svincolati da tutto, ma camminare insieme ci fa diventare un popolo, il popolo di Dio. E questo dà sicurezza: la sicurezza dell’appartenenza al popolo di Dio… E col popolo di Dio ti senti sicuro, hai identità. Dice un proverbio africano: ‘Se vuoi andare veloce, corri da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme a qualcuno. Il mondo oggi ha molto bisogno di fraternità”. Con queste parole papa Francesco ha concluso la veglia di preghiera del Circo Massimo. “Poiché siete giovani, io, come Pietro – ha confidato Francesco nella sua omelia – sono felice di vedervi correre più veloci, come Giovanni, spinti dall’impulso del vostro cuore, sensibile alla voce dello Spirito che anima i vostri sogni. Per questo vi dico: non accontentatevi del passo prudente di chi si accoda in fondo alla fila”. “Camminando insieme, in questi giorni, avete sperimentato – ha sottolineato il papa – quanto costa fatica accogliere il fratello o la sorella che mi sta accanto, ma anche quanta gioia può darmi la sua presenza se la ricevo nella mia vita senza pregiudizi e chiusure. Ci vuole il coraggio – ha detto infine – di rischiare un salto in avanti, un balzo audace e temerario per sognare e realizzare come Gesù il Regno di Dio, e impegnarvi per un’umanità più fraterna. Sarò felice di vedervi correre più forte di chi nella Chiesa è un po’ lento e timoroso, attratti da quel Volto tanto amato, che adoriamo nella santa Eucaristia e riconosciamo nella carne del fratello sofferente”.

Parole coraggiose del papa: “Lo scandalo è una Chiesa formale, non testimone”

Per Papa Francesco, “lo scandalo è una Chiesa formale, non testimone. Lo scandalo è una Chiesa chiusa. Gesù ci insegna questo cammino di uscita da noi stessi, cammino della testimonianza, e noi alle volte – e questo è lo scandalo – tante volte la nostra Chiesa, perché siamo peccatori, lo scandalo è questo, l’Apocalisse: io busso alla porta, ma io penso tante volte a Gesù che bussa alla porta, ma da dentro, perché lo lasciamo uscire, perché lo teniamo prigioniero delle nostre chiusure, egoismo, del nostro modo di essere clericali. Tocca tutti noi. Il clericalismo è una perversione della Chiesa”.

I giovani e l’amore: il papa ha fiducia nei ragazzi del XXI secolo. “L’amore è la vita”

“E’ pericoloso parlare ai giovani dell’amore? No, non è pericoloso, perché i giovani sanno bene quando c’è l’amore e quando c’è il semplice entusiasmo truccato da amore. L’amore non è una professione. L’amore è la vita. Se l’amore viene oggi, perché devo aspettare tre, quattro, cinque anni, di finire l’università, per farlo crescere, per farlo stabile? Per questo io chiedo ai genitori di aiutare i giovani a maturare. Quando c’è l’amore, che l’amore maturi, non spostarlo sempre più avanti”. Papa Francesco, parlando a braccio, ha risposto così a una delle domande dei giovani, quella di Martina, 24 anni, sul discernimento nella vita e sull’idea di impegno e responsabilità nei confronti del mondo. “Nella vita – ha insistito – sempre prima l’amore, ma l’amore vero, e lì dovete imparare a discernere quando c’è l’amore vero e quando c’è l’entusiasmo solo”. “L’amore non tollera mezze misure. O tutto o niente – ha proseguito -. E l’amore, per farlo crescere, non vuole scappatoie: l’amore dev’essere sincero, aperto, coraggioso. E nell’amore tu devi mettere tutta la carne sulla grigliata, così diciamo noi in Argentina”.

Il cambio di paradigma teologico nella correzione del Padre Nostro

Si annuncia un cambiamento ‘forte’ nella preghiera per antonomasia, quella del Padre Nostro che Gesù Cristo ha indicato agli apostoli e a tutti i fedeli. E ad annunciarlo è Papa Francesco, rivolgendosi ai giovani dal palco del Circo Massimo a Roma. “Nella preghiera del Padre Nostro, c’è una richiesta: ‘non ci indurre in tentazione’. Questa traduzione italiana recentemente è stata aggiustata alla precisa traduzione del testo originale, perché poteva suonare equivoca. Può Dio Padre indurci in tentazione? Può ingannare i suoi figli? Certo che no! La vera traduzione è ‘non abbandonarci alla tentazione’, ovvero ‘trattienici dal fare il male, liberaci dai pensieri cattivi’. A volte le parole, anche se parlano di Dio, tradiscono il suo messaggio d’amore; a volte siamo noi a tradire il Vangelo”, spiega il pontefice.

E infine, il sogno: “un giovane che non sa sognare è anestetizzato”

“Padre, dove posso comprare le pastiglie che mi faranno sognare? No quelle no, ti addormentano il cuore ti bruciano i neuroni ti rovinano la vita”. Papa Francesco ha citato un immaginario colloquio con un ragazzo in cerca di senso nel dialogo al Circo Massimo con oltre 70 mila ragazzi italiani. “Un giovane che non sa sognare – ha scandito – è un giovane anestetizzato, non potrà capire la vita, la forza della vita. I sogni ti svegliano, sono le stelle più luminose”. “Ecco, cari giovani, voi – ha detto il Papa – avete nel cuore queste stelle brillanti che sono i vostri sogni: sono la vostra responsabilità e il vostro tesoro. Il lavoro che dovete fare è trasformare i sogni di oggi nella realtà del futuro”.

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