Ostia, alla fine il Municipio a 5Stelle ritira il discutibile spot con protagonista Roberto Spada e la testata al reporter di Nemo e la Presidente cerca inopportune giustificazioni

Ostia, alla fine il Municipio a 5Stelle ritira il discutibile spot con protagonista Roberto Spada e la testata al reporter di Nemo e la Presidente cerca inopportune giustificazioni

“Provvederemo già da questa mattina a ritirare lo spot radiofonico sugli eventi estivi. Non era minimamente nelle nostre intenzioni ledere l’immagine del nostro territorio, in quanto è sotto gli occhi di tutti l’impegno di questa amministrazione nel rivalutarlo”. E’ quanto fa sapere, con un ritardo decisamente discutibile, il presidente del municipio X, quello di Ostia, Giuliana Di Pillo riferendosi allo spot con riferimento alla testata di Roberto Spada contro il reporter di Nemo, Daniele Piervincenzi. “Abbiamo sempre condannato qualsiasi forma di violenza, come del resto abbiamo espresso solidarietà e vicinanza al giornalista di Nemo, Daniele Piervincenzi per il vile gesto di cui è stato vittima. Abbiamo a cuore questo territorio e lo dimostriamo giorno per giorno e ci stupisce l’indignazione di quella politica che solleva proteste cavalcando strumentalmente lo spot radiofonico sugli eventi estivi, quando proprio quel tipo di gestione amministrativa negli anni ha portato al Commissariamento del municipio”. Ma la Presidente del Municipio di Roma, va anche oltre e cerca di giustificarsi, anche in questo caso inopportunamente, sui costi di realizzazione dello spot e sul suo contenuto definito dalla stessa di pura satira, peccato però, che le accuse nei confronti degli Spada sono di contiguità e metodi mafiosi: “Se da una parte ci sono state critiche –dice la Presidente- ci sono stati anche apprezzamenti per quello spot. Quindi potrei dire: lo lascio perché c’è a chi piace. Ma poiché mi rendo conto che coloro a cui non è piaciuto si sono sentiti addirittura toccati e magari offesi, tra le due scelte ho deciso di tutelare coloro che si sentono offesi. Il municipio – ha proseguito Di Pillo – ha commissionato lo spot a Fabio Avaro e lui si è messo a disposizione praticamente gratis. Si è fatto pagare semplicemente la sala, le sue spese, per un costo di 700 euro iva compresa”. “Io l’ho vista come una satira – ha detto ancora Di Pillo rispondendo in merito allo spot – ma comunque è stato interrotto. Ho tolto lo spot però comunque tutta questa attenzione sugli eventi che ci sono stati e ci sono in questa città non c’è e di questo mi dispiaccio”.
Di Pillo ha poi comunicato all’Aula di aver telefonato a Daniele Piervincenzi il reporter che lo scorso novembre, inviato della trasmissione Nemo di Rai2, è stato aggredito a Ostia da Roberto Spada con una testata.
Durissimo il Pd: “La Presidente del X Municipio ha ritirato come aveva richiesto anche il PD, lo spot che sfruttava la testata degli Spada per pubblicizzare gli eventi di questa estate ad Ostia, ma il danno e’ stato fatto e non sono state neppure chieste le scuse ai cittadini”. Lo dichiarano in una nota Athos de Luca, capogruppo PD e Antonio Seneca della segreteria romana. “Purtroppo – prosegue la nota – questa vicenda fa seguito a continui incidenti amministrativi e politici che hanno portato Ostia all’immobilismo e alla totale inefficienza della giunta come per la vicenda delle spiagge lasciate al degrado e all’abusivismo. Lo spot con la testata degli Spada e’ la cifra politica di questa amministrazione. Questo non puo’ che preoccupare tutti coloro cui sta a cuore il rilancio di Ostia”. Poi Bozzi delle liste civiche ed autonomiste: “Bene ha fatto la Presidente del Municipio X Di Pillo a ritirare lo spot vergognoso con l’ammiccamento alla capocciata di Spada, che tante critiche ha giustamente sollevato. Ma oggi in Consiglio ci saremmo aspettati le scuse a tutta la cittadinanza indignata, che ieri lei stessa aveva definito poco intelligente e poco onesta per non aver colto la loro geniale ironia. E invece la Presidente ha rivendicato addirittura la buona idea, dicendo che lo ritirano solo per non far soffrire qualcuno. Ecco, ora che lo spot non c’è più resta il fatto che non capiscano neanche la gravità di quello che fanno, resta la loro mediocrità e resta l’arroganza che gli impedisce di chiedere scusa”.

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