L’altalena in Borsa di Atlantia, proprietaria di Autostrade per l’Italia. Apre a quasi meno 9%, e chiude recuperando a meno 4,68%. Il titolo vale 18,43 euro

L’altalena in Borsa di Atlantia, proprietaria di Autostrade per l’Italia. Apre a quasi meno 9%, e chiude recuperando a meno 4,68%. Il titolo vale 18,43 euro

La prima seduta di Piazza Affari dopo i funerali di Stato delle vittime del crollo del Ponte Morandi, ma anche dopo la conferenza stampa in cui l’amministratore delegato Giovanni Castellucci ha parlato di stanziamenti per mezzo miliardo di euro a favore degli interventi a Genova, si conclude con un nuovo tonfo per Atlantia. Il titolo, dopo una partenza difficile, senza riuscire a fare prezzo, seguita da un avvio in calo di oltre otto punti percentuali riesce a recuperare qualcosa nella seconda parte della giornata, andando però a chiudere con un passivo del 4,68% a 18,43 euro. La capitalizzazione, poco sopra ai 15,3 miliardi di euro, indica che anche oggi sono stati bruciati oltre 600 milioni di euro, a fronte degli oltre quattro miliardi andati in fumo la scorsa settimana. Sarà a partire da questo quadro che andrà ad aprirsi la due giorni dei consigli di amministrazione che, stando a quanto si apprende, vedrà riunirsi domani in mattinata il board Autostrade per l’Italia e il giorno successivo quello della capogruppo.

La stessa Autostrade per l’Italia ha diffuso oggi due comunicati. Il primo per informare di aver ricevuto proprio in data odierna la lettera di contestazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in relazione al crollo, rispetto alla quale avrà a disposizione 15 giorni per fornire le relative controdeduzioni. Il secondo per annunciare di aver risposto a un appello lanciato attraverso la piattaforma Change.org, istituendo un nuovo fondo per le vittime del Viadotto Polcevera. “Queste risorse – si legge nella nota – si aggiungono allo stanziamento nei confronti del Comune di Genova annunciato nella conferenza stampa di sabato scorso per soddisfare le prime esigenze delle famiglie colpite dalla tragedia e i bisogni degli sfollati”. A livello politico, intanto, prosegue il dibattito sull’eventuale nazionalizzazione della rete autostradale italiana. Le voci provenienti dai vari schieramenti appaiono contrastanti: il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha parlato in un’intervista al Corriere della Sera di opzione “conveniente”, mentre il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, non si è detto particolarmente persuaso dall’idea. Contrari, invece, sia Mariastella Gelmini per Forza Italia che Giacomo Portas del Pd. Dal mondo dell’economia a levarsi è la voce dell’Istituto Milton Friedman, che ha segnalato di opporsi “con forza” all’eventualità. “Auspichiamo che in futuro possano esservi regole più rigorose per chi gestirà un servizio quale quello autostradale, ma riteniamo che il sistema concessorio non possa essere messo in discussione considerato che ogni alternativa che preveda il coinvolgimento in prima linea dello Stato non possa che essere peggiorativa”, scrive in una nota il think tank.

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