La Turchia spaventa i mercati internazionali. Crollano lira turca e bond governativi. Rischio contagio in Eurozona

La Turchia spaventa i mercati internazionali. Crollano lira turca e bond governativi. Rischio contagio in Eurozona

Precipita la crisi finanziaria della Turchia sull’effetto dei nuovi dazi annunciati dagli Stati Uniti su alluminio e acciaio. Una crisi che ha diverse radici, politiche soprattutto, ma anche economiche e che rischia di provocare un effetto contagio sull’Europa e in particolare sull’area euro. Il paese guidato da Erdogan è ormai considerato il più rischioso al mondo per gli investimenti. Guardando i principali indicatori finanziari il premio richiesto per acquistare bond turchi è il più elevato al mondo. Per i titoli a un anno è richiesto un interesse del 21%, occorre tornare all’estate rovente di qualche anno fa con i bond governativi della Grecia per vedere tassi analoghi. La lira turca ormai è in caduta libera, oggi ha perso quasi il 16% sul dollaro e sull’euro precipitando rispettivamente a 6,42 e 7,34. A inizio anno per acquistare un dollaro bastavano 3,77 lire turche.

L’effetto Turchia è stato avvertito in modo pesante in Europa. Sui mercati si è assistito al “fly to quality” per cui acquisti a mani basse di Bund tedeschi con il rendimento del decennale in calo del 10% e vendite sulle periferie con il Btp decennale italiano che ha visto salire il rendimento al 3% e il pari scadenza spagnolo all’1,41%. Sull’azionario forti ribassi sui bancari. In particolare vendite su Bbva, Bnp paribas e UniCredit che sono gli istituti dell’area euro con la maggiore esposizione sulla Turchia, soprattutto la banca spagnola che controlla il terzo istituto turco con asset che sfiorano gli 80 miliardi di euro. Bbva sul listino di Madrid ha perso quasi il 6%, flessione del 5% per UniCredit mentre Bnp Paribas ha accusato un calo del 3%. Nel finale di seduta ha invece ridotto le perdite la Borsa turca con l’indice principale in calo del 2,70% dopo aver accusato uno scivolone del 5%.

Intanto, il leader turco Recep Tayyip Erdogan ha avuto un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin incentrato sui rapporti economici e commerciali tra i due Paesi: lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu, che cita fonti della presidenza di Ankara. Stando a quanto riportato, i due presidenti hanno parlato anche degli ultimi sviluppi in Siria e delle prospettive nel quadro del Processo di Astana, sostenuto da Turchia, Russia e Iran. Erdogan e Putin, scrive la Anadolu, hanno “espresso soddisfazione per i progressi nella cooperazione nei settori di energia e difesa” e si sono “felicitati” per lo stato dei rapporti economici tra i due Paesi. La notizia arriva nel mezzo della crisi della lira turca e dopo che il presidente americano Donald Trump ha annunciato che verranno raddoppiati i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio dalla Turchia, definendo “non buoni in questo momento” i rapporti tra Washington e Ankara.

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