Crudeltà senza limiti. Salvini vuole spedire i migranti a bordo della Diciotti nei campi di concentramento libici. Fratoianni, Civati, Patriarca (Pd): calpestate convenzioni internazionali e la nostra Costituzione

Crudeltà senza limiti. Salvini vuole spedire i migranti a bordo della Diciotti nei campi di concentramento libici. Fratoianni, Civati,  Patriarca (Pd): calpestate  convenzioni internazionali e la nostra Costituzione

La crudeltà non ha limiti. La storia del mondo registra episodi orrendi, stragi, stermini di intere popolazioni, delitti orribili contro le persone. Il cinema horror ci fa rabbrividire, mette in luce quanto di perverso trova spazio nella storia dell’umanità. Crudeltà visibile, da denunciare, mettere al bando, combattere sempre e ovunque. C’è anche un’altra crudeltà, invisibile a prima vista, che si insinua nelle pieghe delle società moderne, le inquina, provoca sofferenze per gli individui, intere popolazioni, condanna a indicibili torture, elimina la pietà, sostantivo  che non dovrebbe mai venire meno nella nostra storia, nel nostro futuro.

Leggendo quanto ha affermato il ministro degli Interni, Salvini Matteo, che è anche vicepremier, capo della Lega, a proposito dei 180 migranti raccolti da una nave della nostra Marina militare, la Diciotti, non possiamo che lanciare un grido di allarme ed usare questa parola maledetta, crudeltà. Lui, il Salvini, minaccia di riportarli in Libia, in uno dei campi di concentramento. Crudeltà, ripetiamo, senza se e senza ma, che segna il corso della politica del governo gialloverde contro i migranti, contro l’accoglienza che è dovuta a chi cerca di fuggire da paesi in cui le condizioni di vita sono impossibili. Non entriamo  nella contesa fra il governo italiano e quello maltese che trattano i migranti come se fossero dei pacchi postali. A noi interessa una sola cosa: che queste 180 persone, salvate in mare da una nave che come bandiera ha il tricolore, di cui siamo orgogliosi, vengano sbarcate in un porto italiano, accolte nel nostro Paese. Questo è, o dovrebbe essere, il primo atto che ci rafforza anche a livello europeo dove la “questione migranti” sta diventando sempre più la cartina di tornasole, la prova che la Unione europea mantiene i valori originari, solidarietà fra i popoli in primo luogo.

Sempre più vicini ai 4 di Visegrad, paesi razzisti, xenofobi

Dando battaglia a chi, come i paesi dell’est europeo, a partire da Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, i quattro di Visegrad, rifiutano di accogliere i migranti. Salvini Matteo, invece si avvicina sempre più in questo campo dove si coltiva razzismo, xenofobia. Il ministro dell’Interno, in un post scrive: “O l’Europa decide seriamente di aiutare l’Italia in concreto, a partire ad esempio dai 180 immigrati a bordo della nave Diciotti, oppure saremo costretti a fare quello che stroncherà definitivamente il business degli scafisti. E cioè riaccompagnare in un porto libico le persone recuperate in mare”. Intanto perché in un porto libico, visto che coloro che la Diciotti ha salvato sono cittadini somali ed eritrei? “Non bastava – commenta Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra italiana, parlamentare di Liberi e Uguali – la vergogna, l’ennesima, di tenere in mare una nave della nostra Marina Militare come la Diciotti con 180 persone a bordo da diversi giorni”. Il Salvini, prosegue Fratoianni, “annuncia senza vergogna, la volontà in mancanza di un non meglio precisato aiuto europeo, di compiere un respingimento collettivo. Insomma, siamo al punto che un ministro della Repubblica annuncia a mezzo stampa – conclude Fratoianni – la decisione di compiere un reato. Contro le Convenzioni internazionali firmate dal nostro Paese e contro la Costituzione su cui ha prestato giuramento. Il limite è ampiamente superato”. Il ministro dimentica,  come ricordato più volte dalla Commissione europea, che nessuna nave di un paese membro può riportare migranti in Libia perché violerebbe la Convenzione di Ginevra che vieta i respingimenti e perché la Libia non è considerato porto sicuro. Glielo ricorda Pippo Civati, di Possibile, che parla di “un ricatto criminale. Rispedire in Libia i migranti, ora a bordo della Diciotti, sarebbe l’atto peggiore di un governo che ha già calpestato i diritti umani. Il principio di non respingimento è sancito dalla Convenzione di Ginevra e garantisce che nessuno possa essere trasferito in Paesi dove la sua vita è a rischio. Senza dimenticare che è contro la Costituzione italiana su cui ha giurato”. Per il Pd interviene il senatore Edoardo Patriarca: “Riportare i migranti della Diciotti in Libia come vorrebbe Salvini sarebbe un vero respingimento. A bordo di quella nave – afferma – ci sono donne e bambini, il governo non può voltarsi dall’altra parte”.

Il post di Salvini dopo quello di Toninelli. Il silenzio del premier

Già, il governo. Il post di Salvini, guarda caso, arriva dopo quello del ministro delle infrastrutture, Danilo Toninelli il quale aveva chiesto all’Europa di farsi carico dei migranti della nave Diciotti. Facendo finta di prendere le distanze da  Salvini che aveva attaccato duramente la Guardia costiera italiana perché non lo aveva avvisato del salvataggio dei migranti. “L’Italia – scriveva Toninelli – non si tira mai indietro quando si tratta di salvare vite umane. Il comportamento di Malta è ancora una volta inqualificabile e meritevole di sanzioni. L’Ue si faccia avanti e apra i propri porti alla solidarietà, altrimenti non ha motivo di esistere”. Lui e Salvini assomigliano al gatto e la volpe di Pinocchio. Tanto che dopo la presa di posizione di Toninelli arriva Salvini il quale dice proprio che intende spedire in Libia coloro che la Diciotti ha salvato. Evitiamo di dar conto della disputa priva di senso fra i ministri italiani e il governo maltese. I fatti parlano in modo chiaro. Toninelli chiede sanzioni per Malta per non aver soccorso il barcone. Malta risponde che se si tratta di un salvataggio e il luogo più vicino di sicurezza è Lampedusa. Esercizi linguistici non ci interessano. Interessa conoscere la posizione ufficiale del governo. Per ora solo il ministro degli esteri Moavero ha parlato, ovvero ha lasciato intendere di aver interessato la Farnesina a prendere contatti con la Ue. Punto. Silenzio del presidente del Consiglio, silenzio della ministra della Difesa.

Il ministro degli Interni contrario all’approdo della Diciotti in un porto italiano

Ma nell’attesa che l’Europa risponda alla richiesta italiana, le parole del ministro dei Trasporti lasciano pensare che l’Italia insista nella richiesta di far approdare  la Diciotti in un porto non italiano. Non a caso Salvini ha spesso affermato che le coste italiane saranno viste solo in cartolina, facendo capire che non ci sarebbe stata una ripetizione della vicenda dell’Aquarius cui fu dato accesso al porto italiano grazie all’intervento del Presidente della Repubblica che contattò il premier Conte. Già, l’Aquarius che si trova in alto mare. Si dirigeva verso Marsiglia dopo aver sbarcato a Malta migranti salvati alcuni giorni prima. È venuta a contatto con un piccolo gommone con cinque persone a bordo. Dopo averne dato comunicazione alle sale operative di Italia e Tunisia e aver messo in sicurezza il piccolo gommone, la Aquarius ha preso a bordo i migranti. Due di loro si sono buttati in acqua. Raccontano le agenzie di stampa che una nave tunisina ha chiesto alla Aquarius  di “consegnare” i migranti e riportarli indietro. La risposta è stata negativa, da bordo della nave è stato detto che attendono personale dell’Unhcr per verificare se i cinque abbiano i requisiti per poter chiedere protezione. Ora attendono indicazioni dalle autorità francesi. A chiudere questo sconcertante panorama che vede persone trattate come bestie, ancora una notizia da Tunisi. Da un gommone con a bordo una ventina di persone partito verso l’Italia  sarebbero state lanciate bottiglie molotov contro la guardia costiera tunisina. Poi avrebbero bruciato il gommone. Sette vittime sarebbero state recuperate. Chi sono? Non interessa, sono migranti. Pietà l’è morta. Non lo accettiamo. Contro la barbarie vale la pena di lottare.

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