Vertice Nato a Bruxelles. Scontro durissimo tra Trump e Merkel sulla sudditanza a Putin. Conte recita la litania del Fianco sud, minacciato dai migranti

Vertice Nato a Bruxelles. Scontro durissimo tra Trump e Merkel sulla sudditanza a Putin. Conte recita la litania del Fianco sud, minacciato dai migranti

Con la foto di famiglia di rito e le strette di mano tra i i leader è iniziato ufficialmente a Bruxelles il vertice dei capi di Stato e di governo della Nato. Per la prima volta un summit viene ospitato nel nuovo quartier generale dell’Allenza, inaugurato un anno fa dal presidente Usa Donald Trump. Lo stesso Trump che a poche ore dall’inizio del summit, e dopo giorni di polemiche a distanza con gli alleati europei accusati di non fare abbastanza per le spese relative alla difesa, ha sferrato un attacco frontale ad Angela Merkel accusando la Germania di essere “prigioniera” della Russia e dipendente da Mosca sul fronte energetico. I due leader, che durante la passeggiata dei capi di Stato e di governo prima del vertice si sono completamente ignorati, si sono poi visti a margine dei lavori del summit. Trump ha avuto un colloquio bilaterale anche con il presidente francese, Emmanuel Macron.

L’attacco di Trump alla Germania e alla cancelliera Merkel: “siete dipendenti da Mosca”

L’attacco di Trump è arrivato in mattinata, dopo la colazione di lavoro con il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg: “Proteggiamo la Germania, proteggiamo la Francia e proteggiamo tutti questi paesi dalla Russia e poi molti di questi paesi vanno a fare accordi sui gasdotti pagando miliardi di dollari nelle casse della Russia”, ha detto Trump che ha citato l’ex cancelliere tedesco Gerard Schroeder, a capo della società del gasdotto che fornisce il gas alla Germania. Berlino “alla fine avrà quasi il 70 per cento del suo paese controllato dalla Russia con il gas. E’ appropriato?”, ha chiesto polemicamente Trump secondo cui gli Usa non avrebbero “mai dovuto permettere che accadesse”, ed “è una cosa molto negativa per la Nato”. A stretto giro di comunicati stampa giunge la smentita da parte del ministero degli esteri tedesco: “nel 2014 il governo federale ha bloccato la tendenza dei tagli alla spesa per la difesa. Da allora ha aumentato gli investimenti nelle Forze Armate, sia in termini assoluti sia in proporzione al PIL. Quindi dal 2014 sono stati spesi circa 17 miliardi di euro in più del previsto per la difesa. Il governo federale intende proseguire su questa linea”.

La replica a Trump di Angela Merkel, prima dell’incontro bilaterale

“Ho vissuto personalmente il controllo della Russia sulla Germania”, risponde Merkel arrivando al vertice ricordando la sua gioventù vissuta nella Germania dell’Est, “e sono molto grata del fatto che ora siamo uniti nella libertà nella Repubblica Federale. Motivo per cui possiamo dire che adottiamo la nostra politica indipendente e prendiamo le nostre decisioni in modo indipendente”. La Germania, ha proseguito Merkel rispondendo alle accuse di Trump, “è uno dei paesi che partecipa più attivamente alle missioni della Nato”. Un appello all’unità arriva dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, che già ieri aveva provato a rassicurare Washington sottolineando che l’impegno economico degli alleati è in crescita e aumenterà ancora. “Esistono delle differenze su diversi temi”, ma “siamo tutti d’accordo sul fatto che esiste un’intesa sui fondamenti della nostra alleanza” e sulla necessità di incrementare le spese per la difesa”, ha detto. “Le differenze ci sono”, ha ribadito Stoltenberg, ma “sul tema del burden sharing siamo tutti d’accordo: chi spende meno del 2% del Pil deve spendere di più, tutti gli alleati devono incrementare la loro spesa. Malgrado le distanze mi aspetto un accordo sui fondamenti, ovvero sul fatto che siamo più forti insieme”. E su Trump si abbatte anche la scure dei Democratici americani. Non sono passati inosservati infatti a Washington gli attacchi di Donald Trump agli alleati della Nato. I capigruppo democratici al Congresso, Nancy Pelosi e Chuck Schumer, affermano senza mezzi termini: “Gli insulti alla Germania, uno degli alleati più stabili degli Usa, sono una vergogna. Il nostro Presidente è più fedele al Presidente Putin che non ai nostri alleati della Nato”.

La litania del presidente Conte: “Fedeli alla Nato, temiamo minacce dal fronte sud”, ovvero, dai migranti

Quanto all’Italia, è al vertice della Nato “per confermare la sua fedeltà all’Alleanza” e per chiedere che venga rafforzato il fronte sud, ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, arrivando al vertice di Bruxelles. “E’ interesse dell’Italia rafforzare il fronte sud e in questa prospettiva l’Hub di Napoli è un passaggio molto importante”, ha detto. Conte ha ribadito che l’Italia teme “minacce sul fronte Sud per quanto riguarda il terrorismo, sono minacce molto significative”. E “anche dalla stessa immigrazione potrebbero arrivare pericoli di foreign fighters”. Il vertice serve a prendere atto dei passi fatti “per l’allargamento a Est dell’alleanza, ma anche per ribadire l’interesse dell’Italia e degli italiani a rafforzare il fronte Sud dell’alleanza”. “L’hub che verrà sviluppato a Napoli è un passaggio molto importante perché significa rafforzare il presidio sul fronte Sud, dove le minacce per il terrorismo sono molto importanti e significative”.

Fratoianni: “spendiamo 64 milioni al giorno per armamenti. Il governo del cambiamento vuole aumentare il balzello?”

“Il segretario generale della Nato oggi ha annunciato che tutti gli alleati (immagino quindi anche l’Italia) sono d’accordo nell’aumentare le spese per la difesa e gli armamenti. Ieri in Parlamento gli ha fatto eco il ministro Moavero dicendo che è un tema che l’Italia deve affrontare. Già oggi spendiamo 64 milioni di euro degli italiani al giorno per armamenti. Volete aumentare questo balzello?! Complimenti davvero al governo del cambiamento …”, afferma Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana.

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