Due morti sul lavoro in poche ore. Operaio cade da impalcatura a Padova e muore. Marina di Carrara, 37enne travolto ed ucciso da un blocco di marmo

Due morti sul lavoro in poche ore. Operaio cade da impalcatura a Padova e muore. Marina di Carrara, 37enne travolto ed ucciso da un blocco di marmo

Due vittime sul lavoro in poche ore. La prima in un deposito a Marina di Carrara, dove un operaio di 37 anni è stato travolto ed ucciso da un blocco di marmo. Secondo quanto risulta alla Cgil aveva un contratto di soli sei giorni, iniziato il 9 luglio. “Un ragazzo di 37 anni – denuncia il Sindacato- ha perso la vita per un contratto di soli 6 giorni”, ha detto il sindacato, “la tragedia di oggi è indice del fallimento di tutta la nostra comunità”. L’operaio lavorava per una ditta di autogru e, prima di questo contratto, ne aveva avuto un altro di 5-6 mesi. Altro dramma nel padovano. “Oggi era il primo giorno di lavoro per la Detto Fatto, piccola impresa di manutenzione di Modena, formata dal titolare e da due dipendenti, che avrebbe lavorato in appalto alla Maus di Campodarsego, in provincia di Padova, per lo smontaggio e l’imballaggio dei macchinari da inviare ai clienti dopo i test di controllo. La Maus è un’azienda che produce macchine di alta tecnologia per la siderurgia per le quali si occupa di ogni passaggio dalla progettazione, al montaggio, alla verifica, allo smontaggio fino all’invio al cliente. Dal 2018 l’azienda è in concordato e la proprietà, dopo aver avuto un lieve incremento delle commissioni, ha deciso di esternalizzare alcune attività, fra le quali lo smontaggio e l’imballaggio che erano stati, appunto, dati in appalto alla Detto Fatto, appalto di cui non si conoscono le condizioni economiche né i termini dell’accordo.

I tre lavoratori erano arrivati in azienda per la prima volta e avevano cominciato lo smontaggio, anche se non era stato formalizzato il contratto di lavoro. I tre non erano ancora dotati di tutta l’attrezzatura necessaria e questa era stata data loro dai dipendenti della Maus, altrimenti non avrebbero potuto procedere nella mansione assegnata alla Detto Fatto. Erano sulle impalcature, impegnati nello smontaggio di una macchina, quando il titolare dell’impresa modenese, che non era correttamente agganciato ai cavi di sicurezza, è caduto da un’altezza di 3 metri ed è morto poco dopo.

Lo sgomento per l’ennesima morte sul lavoro nel padovano non può che portarci a interrogarci ancora una volta sulle condizioni del lavoro in Italia, e su come vengono gestiti le esternalizzazioni e gli appalti. Anche oggi, quindi, chiediamo più sicurezza nei luoghi di lavoro. La sicurezza nel lavoro all’interno delle aziende deve essere una priorità assoluta del Governo. In una Repubblica fondata sul lavoro, non si deve e non ci si può permettere che il lavoro sia vissuto come pericolo e come fonte di morte”. Lo dichiara in una nota congiunta la Fiom nazionale e la Fiom di Padova.

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