Fuori dal carcere Luca Parnasi, resta comunque ai domiciliari. Meno rischi di inquinamento delle prove

Fuori dal carcere Luca Parnasi, resta comunque ai domiciliari. Meno rischi di inquinamento delle prove

È stato scarcerato e messo ai domiciliari Luca Parnasi, il costruttore coinvolto nell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. La decisione è stata presa dal gip Maria Paola Tomaselli, in seguito all’istanza di scarcerazione presentata dai legali dell’imprenditore lo scorso 16 luglio. Parnasi, nell’ultimo interrogatorio, avrebbe reso dichiarazioni che avrebbero escluso, secondo il gip, la probabilità di inquinamento delle prove.

Alla base del provvedimento del gip la collaborazione resa da Parnasi nel corso del secondo interrogatorio nel quale, l’imprenditore, ha parlato con i magistrati ammettendo di aver ‘pagato’ profumatamente tutti i partiti politici. Spiegando di averlo fatto, perché “sono i politici a cercarti per essere finanziati, e se non lo fai sei fuori dai giri che contano”.

Il costruttore ha spiegato, infatti, al procuratore aggiunto Paolo Ielo e al pm Barbara Zuin che lo hanno ascoltato per 11 ore di aver erogato soldi a tutti i partiti: “Dalla Lega al Pd, ma anche al Movimento 5 Stelle e a Fratelli d’Italia”.

E non solo. Parnasi ha ammesso anche le tangenti “mascherate” da consulenze per l’ex presidente di Acea e uomo forte dei 5 Stelle, Luca Alfredo Lanzalone di fatto ‘incastrandolo’.  Anche grazie alle dichiarazioni rese dal costruttore l’indagine del Nucleo Investigativo dei carabinieri sul giro di denaro, decisamente poco legale.

In queste ore è stato interrogato anche il Presidente del Coni Malagò. Il confronto con gli inquirenti era stato sollecitato dallo stesso indagato nelle scorse settimane. Al termine dell’atto istruttorio Malagò ha depositato ai pm una memoria. Il nome del presidente del Coni compare nelle carte dell’inchiesta culminata il 13 giugno scorso con l’arresto di nove persone, tra cui quello del costruttore Luca Parnasi.

In una informativa i carabinieri avevano evidenziato “che nell’ambito dei rapporti esistenti con Malagò, Parnasi ha intrattenuto l’11 marzo del 2018 un colloquio di lavoro presso un circolo sportivo con tale Gregorio, compagno della figlia del presidente del Coni per trovare con l’imprenditore una possibile intesa professionale”. Nella stessa informativa sarebbe stato scritto che “Malagò ha presentato il compagno della figlia a Parnasi col preciso scopo di creargli un’occasione professionale”.

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