La follia dei voucher in agricoltura proposti dalla Lega. La Cgil a muso duro: con i voucher nessun diritto contrattuale, e si cancella il lavoro agricolo

La follia dei voucher in agricoltura proposti dalla Lega. La Cgil a muso duro: con i voucher nessun diritto contrattuale, e si cancella il lavoro agricolo

“Al Ministro Centinaio vogliamo dire che in agricoltura, come in tutti settori, i lavoratori si tutelano con contratti e regole sul mercato del lavoro, non certo con i voucher. E vogliamo ricordare che in agricoltura già esistono e si possono usare per studenti, pensionati e disoccupati”, dichiarano in una nota congiunta Cgil e Flai. “L’insistenza del Ministro – sostengono Confederazione e categoria – nasconde dell’altro: si vuole deregolamentare il lavoro agricolo, la cui caratteristica della stagionalità è strutturale. Se l’obiettivo fosse pagare tutto il lavoro stagionale con i Voucher, il lavoro agricolo contrattualizzato scomparirebbe e i Voucher coprirebbero il lavoro nero”. Altro che contrastare il lavoro nero, “si arriverebbe ad una sua ufficializzazione, nascondendo dietro ai Voucher un lavoro che non è affatto occasionale. Una cosa assurda e vergognosa, che non permetteremo”, sottolineano Cgil e Flai. “Attualmente, con il CCNL appena sottoscritto e i Contratti Provinciali di Lavoro, e considerando che in agricoltura è possibile assumere anche per una giornata – si spiega nella nota – ci sono tutti gli strumenti per assumere i lavoratori seguendo le regole e venendo anche incontro alle imprese in termini di flessibilità”.”Qualsiasi altra ipotesi di utilizzo dei Voucher in agricoltura – concludono Cgil e Flai – è un modo per aggirare e di fatto cancellare i contratti, e condannare i lavoratori agricoli ad essere lavoratori di serie B”.

Flai Cgil Milano. Reintrodurre i voucher per il lavoro agricolo in Lombardia significa cancellarlo

La Flai-Cgil regionale lombarda esprime “preoccupazione” per la dichiarazione dell’assessore all’agricoltura Alimentazione e Sistemi Verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi, che li ritiene “necessari”. “Gli vogliamo ricordare – dichiara il segretario generale della Flai-Cgil della Lombardia Claudio Superchi – che in agricoltura i voucher già ci sono e possono essere utilizzati a favore di pensionati, studenti e disoccupati per un tetto massimo di 5mila euro annui”. A suo dire “l’introduzione dei voucher, così come giustificato dall’assessore Rolfi in Lombardia, vorrebbe dire negare la stagionalità come elemento strutturale del lavoro agricolo e pagare tutti coloro impiegati nelle campagne di raccolta con i voucher”. “In questo modo – spiega il sindacalista – si cancellerebbe il lavoro agricolo, fino a farlo diventare un non lavoro, senza diritti, senza applicazione dei contratti, senza contributi previdenziali”. Il segretario della Flai-Cgil ricorda inoltre che “per le campagne di raccolta che stanno per iniziare basterebbe l’applicazione del Contratto Nazionale di riferimento appena sottoscritto e l’applicazione dei Cpl, in cui ci sono tutti gli strumenti per assumere i lavoratori, seguendo le regole e venendo anche incontro alle imprese in termini di flessibilità, considerando che in agricoltura si assume anche a giornata e ci sono tutti gli strumenti contrattuali per affrontare le campagne estive di raccolta”. “Prima di pensare a cambiamenti che destrutturano le regole – conclude Superchi – chiediamo all’assessore Rolfi di fare applicare le norme esistenti in difesa dei diritti e del buon lavoro, a partire dalla legge 199/2016 contro lo sfruttamento sul lavoro e il caporalato”.

La Cgil dell’Emilia Romagna: “i voucher non fanno miracoli”

I voucher non fanno miracoli, ricorda la Cgil emiliana, che promette: “Chi tenta di rimettere in discussione i diritti dei lavoratori agricoli si troverà di fronte una determinata reazione delle organizzazioni sindacali, come già abbiamo fatto con i governi Monti e Renzi”. È la posizione del sindacato espressa da Umberto Franciosi, segretario Flai-Cgil Emilia-Romagna, che insiste: l’obiettivo è quello di voler pagare tutto il lavoro stagionale con i voucher, “una cosa assurda e vergognosa per un settore, come quello agricolo, in cui la stagionalità è strutturale e insita nel lavoro stesso delle campagne”. Posto che nel settore in Italia su oltre un milione di occupati gli stagionali sono il 95%, mentre in Emilia-Romagna su 80.000 sono quasi il 90%, evidenzia Franciosi in una nota: “Vorremmo far notare che il lavoro ‘stagionale’, in agricoltura, prevede la chiamata giornaliera dell’operaio a tempo determinato anche per un solo giorno all’anno, anche per le sole ore necessarie a svolgere l’attività richiesta. Si tratta di un vero e proprio lavoro a chiamata previsto dalle normative di legge e dai contratti che regolano il mercato del lavoro in agricoltura, che non ha nemmeno bisogno della comunicazione giornaliera di inizio e fine lavoro, com’era previsto per i voucher”. Per i lavoratori, in ogni caso, la prospettiva non è rosea: “Con i voucher nessun diritto contrattuale, oltre a nessun diritto su malattia, disoccupazione, assegni familiari e copertura previdenziale. Non c’è bisogno di inventarsi altro: per la raccolta della frutta esistono già gli strumenti contrattuali, basta applicarli. Se si vogliono trovare altri strumenti basta leggere la Carta dei diritti del lavoro, la proposta di legge Cgil sostenuta da oltre un milione di firme”.

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