Ilva. Di Maio incontra Arcelor Mittal. Disponibilità a rivedere il piano. Cgil e Fiom: nessun licenziamento, riduzione dei tempi di investimento, bonifica aziendale, ingresso nel capitale di Cdp

Ilva. Di Maio incontra Arcelor Mittal. Disponibilità a rivedere il  piano. Cgil e Fiom: nessun licenziamento, riduzione dei tempi di investimento, bonifica aziendale, ingresso nel capitale di Cdp

Ancora tavoli separati al ministero dello Sviluppo economico dove, da ormai molto tempo è “depositata”, ci sembra proprio il caso di dirlo, la vertenza Ilva passata dalle mani dell’allora ministro Calenda e della viceministro Bellanova a quelle dell’attuale ministro e vicepremier Luigi Di Maio, il quale ha più volte affermato che aveva bisogno di leggere le 23mila pagine che raccontano la storia del grande gruppo dell’acciaio. A voler essere polemici si potrebbe dire che la “questione” Ilva, la sopravvivenza o meno era in discussione, appunto, da molto tempo e proprio il M5S, di cui il Di Maio era uno degli esponenti più autorevoli, del problema Ilva si era occupato. Verrebbe da dire che le prese di posizione dei pentastellati si sono avute a prescindere dalle migliaia di pagine che nessuno, compreso l’attuale ministro, aveva letto. Eppure è noto che questa vicenda ha fatto parte anche del dibattito e del confronto fra la Lega e M5S impegnati nella stesura del “contratto” di governo. Di Maio ora pare abbia consultato tutto ciò che era consultabile in una vicenda da anni all’attenzione delle forze politiche, dei sindacati, dei governi che si sono succeduti.

Era perciò molto atteso l’incontro fra le parti presso il Mise che Di Maio si era deciso a convocare. L’incontro vi è stato, ma a tavoli separati. Il governo ha dato ai sindacati una “informativa” sull’incontro avuto con Arcelor Mittal, il colosso dell’Acciaio, nuovo “inquilino” dell’Ilva con il quale si deve chiudere la partita dell’acquisto di Ilva.

Landini e Re David. Verifica delle condizioni  per riprendere la trattativa

Ai sindacati – ne danno conto in una dichiarazione il segretario confederale della Cgil, Maurizio Landini e Francesca Re David, segretaria generale della Fiom Cgil – il ministro ha fatto presente di avere chiesto delle modifiche ad ArcelorMittal sul piano occupazionale e sulle tempistiche di realizzazione sul piano ambientale e sull’utilizzo di nuove tecnologie. L’azienda – ha reso noto il ministro – “si è resa disponibile a formulare nuove proposte”.

“Come Cgil e Fiom – affermano Landini e Re David – abbiamo ribadito che queste modifiche, da noi condivise, sono la precondizione per riavviare il negoziato. Infatti, per quanto ci riguarda, sono imprescindibili l’assenza di licenziamenti e garanzie per i lavoratori diretti e dell’indotto, la certezza, la trasparenza e la riduzione dei tempi degli investimenti per le migliori tecnologie produttive e l’avvio di un reale processo di bonifica aziendale e del territorio di Taranto, e il rispetto dei contenuti dell’accordo di programma di Genova. Inoltre – prosegue la dichiarazione – abbiamo ribadito, come elemento di garanzia e di controllo pubblico, l’ingresso nell’assetto societario di quote significative di Cassa Depositi e Prestiti. Il mese di luglio è per noi il tempo nel quale verificare l’esistenza delle condizioni per la ripresa della trattativa, finalizzata a raggiungere un’intesa, la quale dovrà essere sottoposta al giudizio e al voto vincolante delle lavoratrici e dei lavoratori di tutto il Gruppo”.

 

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