Giustizia. Il sottosegretario leghista Morrone si scatena contro i giudici “di sinistra” mentre parla ai giovani magistrati. Valanga di proteste, richieste di dimissioni. Il ministro 5stelle lo difende

Giustizia. Il sottosegretario leghista Morrone si scatena contro i giudici “di sinistra” mentre parla ai giovani magistrati. Valanga di proteste, richieste di dimissioni. Il ministro 5stelle lo difende

Se non fosse stato registrato meritoriamente da Radio Radicale questo scampolo di intervento del sottosegretario alla Giustizia, il leghista Jacopo Morrone, avremmo stentato a crederci. Invece, abbiamo ascoltato la registrazione e ci siamo trovati dinanzi all’ennesimo comizietto contro le correnti dei magistrati, “in particolare quelle di sinistra”. Il comizietto del segretario giunge proprio mentre il rapporto tra la la Lega, il suo capo Salvini, e la magistratura è in rotta di collisione per l’esito delle inchieste dei pm di Genova sui 49 milioni di euro di fondi pubblici spariti, che hanno convinto la Cassazione ad emettere un giudizio definitivo. E dopo la richiesta di Salvini di chiamare in causa addirittura Mattarella contro “la sentenza politica” della Cassazione, ora questo ennesimo comizietto da bar Sport, del sottosegretario leghista alla Giustizia. Non possiamo fare a meno di riportare le parole scombinate e sconclusionate di Jacopo Morrone, e le reazioni che giustamente hanno suscitato, sia dai soggetti organizzati della magistratura che da esponenti politici.

Le parole del sottosegretario Morrone registrate da Radio Radicale: chiacchiere da bar, ma rivolte ai giovani magistrati

“Avete un compito non semplice e mi auguro che ci sia da parte vostra una forte imparzialità, perché avete un ruolo fondamentale”: il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, dunque si è rivolto così ai magistrati ordinari in tirocinio nell’ambito di un corso di formazione organizzato dal Csm. Morrone subito dopo ha aggiunto: “Conoscete il movimento cui appartengo, la Lega, e mi auguro che in magistratura siano sempre meno presenti le correnti, in particolare quelle di sinistra”. Parole non accolte bene dalla platea, dalla quale si è alzato un forte brusio, secondo quanto emerge dalla visione della registrazione video pubblicata sul sito di Radio Radicale. Disapprovazione che ha costretto il sottosegretario a intervenire sul tema un’altra volta nel momento dei saluti. “Volevo solo precisare – ha sottolineato Morrone – l’importanza dell’imparzialità di chi ha un ruolo fondamentale come il vostro. Spero di non aver colpito e offeso nessuno, dico semplicemente quello che penso. Faccio politica perché ho delle idee e non perché devo sempre e per forza cercare il consenso della platea. Per troppo tempo qualcuno ha cercato di fare ciò. Sono disponibile a un confronto anche periodico con la magistratura. Io mi auguro – ha concluso – che proprio dai giovani riparta un contributo di imparzialità come il ruolo richiede. Così come ho fatto io dal momento in cui ho indossato l’abito istituzionale, cercando di rappresentare nel migliore dei modi possibili l’Italia e tutti gli italiani”. Insomma, come dicono in Veneto, “peggio la toppa del buco”: indossa l’abito istituzionale ma fa discorsi da “bar Sport”. Evidentemente le lezioni del suo “capitano”, Salvini, hanno fatto breccia. Ed ecco alcune delle reazioni indignate.

Il ministro della Giustizia Bonafede “prende atto” che Morrone “ha chiarito”

“Prendo atto che il sottosegretario Jacopo Morrone ha già chiarito che quello di stamattina era un giudizio politico espresso in un luogo in cui non dovrebbero entrare le opinioni personali. Come già detto in altre occasioni, ritengo l’associazionismo dei magistrati una buona cosa, se non porta alle storture del correntismo. Tutti gli operatori del mondo della Giustizia hanno ormai ben compreso l’imparzialità del mio operato e del Governo, nell’ambito dei principi costituzionali, ma, soprattutto, l’inequivocabile apertura al dialogo nei confronti di tutti. Quanto avvenuto stamattina non deve compromettere il dialogo che il Ministero ha già avviato e che abbiamo tutta l’intenzione di portare avanti con determinazione”, così il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in merito alle dichiarazioni del sottosegretario alla Giustizia. Un chiarimento che di fatto non chiarisce, anzi il ministro addirittura parla di “storture del correntismo”, lanciando accuse superficiali.

Il vicepresidente del CSM Legnini: “ho informato il ministro Bonafede sollecitandolo a prendere posizione”

Per il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, le parole del sottosegretario della Lega Jacopo Morrone “non possono essere né condivise né accettate. La libertà di associazione è riconosciuta dalla Costituzione a tutti i cittadini e ovviamente anche ai magistrati”. Giovanni Legnini aggiunge: “l’associazionismo costituisce linfa vitale e il pluralismo associativo un valore prezioso per la magistratura e per il suo organo di governo autonomo. Altro è la deriva correntizia, che abbiamo tentato di contrastare e che io stesso ho più volte avuto modo di criticare. La critica alle correnti, però, non può mai spingersi fino a negare il valore dell’associazionismo, e tantomeno può essere indirizzata verso questa o quella corrente. Altrettanto inoppurtuna è la sede e la platea di giovanissimi magistrati in cui i si è scelto di formulare simili esternazioni, tanto più perché a ridosso della consultazione elettorale per il rinnovo del Csm. Ho già informato il ministro della Giustizia con una nota sollecitandolo a prendere posizione su quanto accaduto”, conclude.

I penalisti: “da Morrone visione autoritaria della giustizia”

“Sarebbe stata più che opportuna, e persino tardiva, una riflessione sugli effetti negativi delle correnti nella magistratura. La presa di posizione del sottosegretario alla giustizia, Jacopo Morrone, invece appare non cogliere il valore della diversità delle idee, in materia di giustizia, ed è piuttosto tesa ad eliminare una parte della magistratura ritenuta scomoda e avversa”, sottolinea in una nota l’Unione camere penali. “L’intervento del sottosegretario si pone nel segno di una visione autoritaria della giustizia, e sembra plasticamente rappresentare il pensiero di questo governo. Avevamo già colto, e ripetutamente denunciato, in questi mesi, la deriva spesso in contrasto con i principi costituzionali, e persino con la vita e la dignità delle persone. Crediamo sia arrivato il momento che, laicamente, ci si interroghi su quanto sta avvenendo nel nostro Paese”, concludono i penalisti.

Anm: parole Morrone gravissime e inaccettabili 

“Stamane il sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone, nel corso di un incontro di formazione organizzato dal CSM per i magistrati in tirocinio, ha pubblicamente auspicato che la magistratura si liberi dalle correnti, in particolare di quelle di sinistra”. È quanto si legge in una nota dell’Anm. Per la Giunta Esecutiva Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati, “si tratta di dichiarazioni gravi e inaccettabili sia perchè rese in una sede istituzionale e in un contesto di formazione di giovani magistrati, la cui reazione è stata di sconcerto, sia perchè provenienti da un rappresentante del Governo invitato all’incontro nella sua veste istituzionale”. L’Associazione Nazionale Magistrati stigmatizza il contenuto di “tali gravissime affermazioni e ribadisce il ruolo fondamentale di tutti i gruppi associativi all’interno della magistratura, in quanto garanzia di pluralismo culturale e democrazia interna”.

I magistrati di Autonomia e Indipendenza, la corrente di Davigo: non condividiamo Morrone

“Non condividiamo in alcun modo le parole del sottosegretario alla Giustizia on. Morrone. Le diverse sensibilità culturali sono un valore e un motivo di arricchimento in magistratura, né si può immaginare che sia coartabile la libertà di orientamento culturale e politico dei singoli magistrati intesi come cittadini elettori. Cosi come non è coartabile la libertà dei magistrati di organizzarsi in gruppi per confrontarsi, esprimere le proprie idee e partecipare al dibattito sulla Giustizia”, sottolinea la nota di Autonomia e Indipendenza, la corrente delle toghe fondata da Piercamillo Davigo. “Il problema non è rappresentato dalle correnti, ma dalla ‘degenerazione correntizia’, che si realizza attraverso la non trasparente gestione del potere e del consenso al Csm”. “Le imminenti elezioni del Csm – conclude la nota – non devono essere e non saranno luogo di scontro ideologico, anche perché alla stragrande maggioranza dei magistrati non interessa la contrapposizione ideologica ma solo un Csm autorevole, che garantisca l’autonomia ed indipendenza interna ed esterna della magistratura, detti regole certe ed oggettive e sia al servizio dei singoli magistrati valorizzandone le carriere, nel lavoro di tutti i giorni e nelle scelte comparative”.

Magistatura indipendente, Morrone rispetti ruolo

Magistratura Indipendente “si riconosce pienamente nel comunicato dell’Anm emanato sulle dichiarazioni del Sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, comunicato alla cui redazione ha contribuito attraverso i propri componenti in Giunta”. E’ quanto si legge in una nota di Magistratura Indipendente (MI), in cui si “ribadisce l’auspicio che i soggetti investiti di incarichi istituzionali abbiano maggior rispetto del proprio ruolo”.

L’opposizione chiede le dimissioni

“Abbiamo sperato che le dichiarazioni del sottosegretario alla Giustizia Morrone contro la magistratura fossero una notizia falsa. Ovviamente erano vere, e hanno giustamente sollevato una marea di reazioni e proteste. La Lega e certi atteggiamenti di questo Governo sono pericolosi”, afferma il deputato Pd Walter Verini, della commissione Giustizia della Camera. “Salvini – prosegue – non rispetta le sentenze della magistratura contro i furti di denaro pubblico da parte del suo partito e vuole intimidire i giudici. Così fanno i suoi uomini come questo sottosegretario. La cosa grave non è che non chieda scusa e si dimetta subito, come dovrebbe, ma che ricopra quel ruolo. Prendere i voti, come si vede, non porta automaticamente ad avere un minimo di conoscenza e di rispetto delle regole e della correttezza istituzionale. E costituzionale”.

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