Festival Puccini. Arriva Turandot, dopo il successo della Messa di Gloria e del concerto di apertura. Un Teatro che ha la capacità di rinnovarsi. La magia del Lago, un “paradiso” con “tramonti lussuriosi e straordinari”, diceva il grande maestro

Festival Puccini. Arriva Turandot, dopo il successo della Messa di Gloria e del concerto di apertura. Un Teatro che ha la capacità di rinnovarsi. La magia del Lago, un “paradiso” con “tramonti lussuriosi e straordinari”, diceva il grande maestro

Un luglio intenso, le melodie di Giacomo Puccini inondano il Lago di Massaciuccoli dove il grande maestro compose le sue opere più importanti. Dopo la serata di apertura,venerdì sei, con la Messa di Gloria, protagonista di eccezione Andrea Bocelli, l’opera prima composta a 22 anni, il diploma al Conservatorio di Lucca, e il concerto sempre con la partecipazione di Bocelli, tremila persone nel grande teatro, applausi a non finire per i protagonisti della serata, per il coro, l’orchestra, musiche di Bizet, di Verdi, sabato 14 arriva Turandot che sarà replicata il 21, il 28 luglio, il 17 agosto nell’allestimento di Alfonso Signorini diretto da Veronesi, fra gli interpreti Martina Serafin, Lana Kos e Amadi Lagha. Dal 1930 ad oggi, con questa sono ben 64 le edizioni del Festival che porta il nome del grande maestro Giacomo Puccini, che si svolge a Torre del Lago. Tanti anni, ma non li dimostra per la capacità, ormai consolidata nel tempo di rinnovarsi, cercare nuove strade nelle interpretazioni e nell’allestimento delle opere del grande maestro. Festival capace di suscitare entusiasmi ma difficile da organizzare e dirigere, armonizzare sensibilità diverse, quelle del direttore artistico, per esempio, con quelle di chi organizza, di chi presiede  la Fondazione. Difficile conciliare l’esigenza del “bello” con i costi di una stagione che sia all’altezza di un evento che richiama pubblico da ogni parte del mondo. Difficile mettere insieme un cast di grandi interpreti della  lirica,  di direttore d’orchestra, scenografi, le opere di Puccini sono complesse, raccontano mondi diversi, amori tragici, con uno sguardo che, insieme alle storie personali che animano il mondo pucciniano, è volto all’ambiente in cui la narrazione si svolge. Compito non facile per quelli che sono stati i “librettisti” del grande maestro. Ma, ogni anno, il Festival vive una sua modernità, cerca nuove strade, rapporti con teatri di ogni parte del mondo, “ospita” il meglio, se così si può dire, fra gli interpreti dell’opera lirica, ne scopre e ne lancia di nuovi.

Gli spettacoli nel grande teatro all’aperto che guarda il Lago di Massaciuccoli

Il grande teatro all’aperto, più di tremila posti, lo chiamano anche “Teatro dei quattromila” davanti al lago di Massaciuccoli, guarda la villa in cui Puccini viveva. Veronesi, il presidente della Fondazione, dice che “Torre del Lago ha svolto un ruolo davvero significativo. È un luogo che Puccini stesso definiva un ‘paradiso’, un ‘eden’ con ‘tramonti lussuriosi e straordinari’, perfetto per la caccia, una delle sue grandi passioni. Un luogo da cui non riusciva a distaccarsi – egli stesso scriveva di essere affetto da ‘una torrelaghite acuta’ – neanche durante i suoi frequenti viaggi a Parigi per comporre Tosca. Ecco quindi che nasce un legame tra vita, luoghi, opere, stati d’animo”, prosegue Veronesi – che ci fa conoscere alcuni aspetti della vita del Maestro. Proprio sulle sponde del Lago, nel 1900, aveva costruito la sua casa, oggi “Villa Puccini”. Si spostò a Viareggio nel 1921 a causa dell’inquinamento del lago. Nella villa sono custodite le spoglie del compositore e si possono ammirare reperti e cimeli della sua vita personale e della sua vicenda artistica.

Un calendario intenso con grandi interpreti. Il complesso dell’opera di Tblisi

Il calendario è molto intenso. Dopo Turandot, si susseguono le rappresentazioni, le repliche. Dopo la Messa di Gloria, il 14 luglio, repliche il 20, 28 luglio e 17 agosto Turandot, poi arriva Tosca, il 15 luglio, il 4 e il 12 agosto, in una nuova produzione di Giancarlo Del Monaco diretta da Pedro Halffter con Hui He, Paoletta Marrocu, Murat Karahan, Carlos Almaguer. Si passa a La bohème 27 luglio e 3 agosto, in una nuova produzione di Alfonso Signorini ancora diretta da Alberto Veronesi; Manon Lescaut il 26 luglio in forma semiscenica affidata alla bacchetta di Gianluca Martinenghi e complesso dell’Opera di Tblisi, coinvolti anche (concertatore, solisti, coro e orchestra) per alcune recite degli altri titoli in cartellone. Madama Butterfly 20 luglio, 18 agosto, tornerà nel collaudato allestimento di Vivien Hewitt concertato da Hirofumi Yoshida con le voci di Hiromi Omura, Amarilli Nizza, Rossana Rinaldi, Patrizia Porzio, Hector Lopez Mendoza, Cuckovski Giorgi, Pierluigi Dilengite, Stefan Ignat.

Il centenario dal debutto del Trittico, una produzione dell’Opera di Budapest

Il centenario dal debutto del Trittico, 11 e 25 agosto, sarà celebrato con una produzione importata dall’Opera di Stato di Budapest, direzione di Tiberiu Soare, regia e luci di Anger Ferenc. Fra gli interpreti Silvana Froli, Vitali Kovalchuk, Janco Sinadinovic, Florin Esteban, Donata D’Annunzio Lombardi, Lidia Lunetta, Annunziata Vestri, Bruno De Simone, Elisabetta Zizzo, Danilo Formaggia e Alessandro Fantoni. A latere si segnala a Villa Paolina, Viareggio, l’omaggio a Giovanni Pacini, un grande compositore, con Il Convitato di pietra affidato alla bacchetta di Daniele Ferrari e alla regia di Giandomenico Vaccari.

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