Rom, incentivi da 1000 a 3000 euro per lasciare Roma e tornare in Romania. Ecco la cura Raggi per il superamento del Camping River

Rom, incentivi da 1000 a 3000 euro per lasciare Roma e tornare in Romania. Ecco la cura Raggi per il superamento del Camping River

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha annunciato su Facebook, è questo il suo stile, i primi rimpatri di nomadi con l’incentivo messo in campo dal Campidoglio per il superamento del Camping River, una struttura ricettiva che dal turismo è passata alla gestione dell’emergenza nomadi. I numeri, rispetto alla popolazione nomade della Capitale ed anche di questo campo, non sono eccezionali, e rappresentano una mezza soluzione, che fa comunque acqua da tutte le parti. In 14 hanno aderito al rimpatrio assistito e sono tornati in Romania, ricevendo una somma che arriva fino a un massimo di 1000 euro l’anno a persona, o 3000 euro annui a famiglia, a seconda delle condizioni economiche o dei progetti nei quali rientreranno.

“Abbiamo messo in campo un ampio ventaglio di possibilità per favorire il superamento del Camping River tramite un costante coinvolgimento degli abitanti – scrive su Facebook la sindaca -. Uno degli strumenti a disposizione delle persone risiede nel rientro volontario assistito presso il Paese di origine, collegato a un progetto di inserimento socio-lavorativo”.

Raggi spiega poi che i nuclei familiari coinvolti “firmano un dettagliato patto di responsabilità, che prevede il rispetto di precisi diritti e doveri. I percorsi intrapresi nel Paese estero vengono programmati e monitorati in stretta sinergia con il ministero degli Affari esteri, la questura, Prefettura di Roma e gli enti e le istituzioni degli Stati di provenienza”. Se le diverse fasi del progetto non vengono portate a termine così come precedentemente stabilite “il patto si annulla”.

Durissime le opposizioni e tra questa quella di Alessandro Capriccioli Consigliere regionale del Lazio di +Europa Radicali.

“Esultare per aver ottenuto 14 rimpatri ‘volontari’ di ex abitanti del Camping River, dopo un’elemosina che può arrivare a mille euro a persona (3000 a famiglia), mentre nelle ultime settimane ci si è di fatto adoperati per cacciarli tutti con una surreale opera di distruzione dei moduli abitativi, con il distacco dell’acqua e con la cessazione di ogni servizio essenziale, è un atteggiamento del tutto fuori luogo e che distorce completamente la realtà”. “L’ordinanza del 13 luglio, con cui la Sindaca annuncia lo sgombero coattivo entro 48 ore dalla notifica di tutti gli abitanti del River per ragioni di salute pubblica, dopo aver di fatto causato quelle ragioni, è del tutto propagandistica; ma soprattutto è propagandistico fingere di ignorare che dalla diaspora di quelle persone sul territorio della città non potranno che nascere nuovi problemi ancora più gravi dei precedenti, primi tra tutti gli insediamenti informali che inevitabilmente sorgeranno dopo lo sgombero – aggiunge – La conseguenza di questo modo di affrontare i problemi realizza, nella sostanza, uno scempio senza precedenti, consistente nella consapevole interruzione di una serie di processi virtuosi che all’interno del Camping River, nonostante tutto, avevano iniziato a prendere forma: a partire dai percorsi scolastici dei tanti minori presenti nel campo, che fino a oggi hanno rappresentato una nota particolarmente positiva di quella realtà e che dopo una misura del genere non potranno che tradursi in un’irreparabile e imperdonabile dispersione. L’ordinanza di sgombero del Camping River, insomma, è un’iniziativa che non solo va contro i diritti umani e civili dei suoi ospiti, ma produce nuove criticità anziché tentare di risolvere quelle che già esistono. Raggi ci ripensi, rinunci alla propaganda, esca dal processo di salvinizzazione che l’ha investita e metta fine, per il bene di tutti, a questo scempio”. Ora bisognerà vedere se l’operazione messa in campo dalla Raggi, andrà a buon fine o se, una volta presi i soldi pubblici, i beneficiati resteranno in Romania o decideranno per altre mete, Italia compresa…

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