Salvini e Toninelli. Nuova barbarie. Attenti a quei due. I migranti? Meglio morti in mare o nei campi di concentramento che salvati dalle navi delle Ong

Salvini e Toninelli. Nuova barbarie. Attenti a quei due. I migranti? Meglio morti in mare o nei campi di concentramento che salvati dalle navi delle Ong

Salvini e Toninelli: dice un proverbio toscano “Dio li fa poi li appaia”. Non c’è di meglio per definire la strana, ma non troppo, coppia  di ministri, Matteo Salvini che è anche vicepremier oltre che titolare del dicastero degli Interni e Danilo Toninelli, ministro per le Infrastrutture.  Il primo, capo dei leghisti, il duro di turno, quello che i migranti li manderebbe tutti in campo di concentramento, magari a far compagnia agli zingari, ai sinti e ai rom. Il secondo, il volto buono di questa orribile compagine di governo che dovrebbe tenere a freno il Salvini che chiude i porti senza avere il potere di farlo, potere che invece è nelle mani del pentastellato Toninelli. Ora quest’ultimo fa addirittura a gara con Salvini nella lotta contro le Ong che, malgrado loro due continuano a salvare vite umane. Se ti azzardi a pronunciare le parole “organizzazioni non governative” vieni colpito dai fulmini dei due esponenti del governo.

Il silenzio del presidente del Consiglio, sempre più sordo e muto

Addirittura, nel silenzio del presidente del Consiglio, che ogni giorno diventa sempre più sordo e muto, attaccano una nave, la Lifeline, che ha salvato 224 migranti  e avrebbe impedito, udite udite, l’intervento della nave costiera libica che avrebbe riportato in Libia i migranti. Apriti cielo, chiuditi terra. Fanno finta di non sapere che questi libici fuggono dalla Libia, dai campi di concentramento, dalla tortura, dalla violenza. Eccoli Salvini e Toninelli pronti a gridare “Sequestreremo la nave”. Ancora: “La nave della Ong tedesca batte bandiera olandese illegalmente, non può navigare”. Insomma per i nostri due la soluzione è una sola: o nei campi di concentramento o a morire affogati nel Mediterraneo. Salvini rincara la dose: “La nave non toccherà il suolo italiano, vada in Olanda”. E si apre una sorta di guerra delle bandiere.  Mentre i due parlano e sparlano, dichiarano, scrivono su facebook,  dimenticano di ricordare, per esempio, i bambini che sono stati salvati da morte sicura. Alex in viaggio da solo ad otto anni, dall’Eritrea all’Italia non è stato a guardare se la nave che lo ha salvato batteva bandiera tedesca, olandese. Ma Toninelli, l’autorità, o meglio il potere, nel senso più negativo della parola, a imitazione di Salvini, non guarda in faccia a nessuno. La Lifeline verrà sequestrata, perché “fuorilegge”. Dal canto suo il ministro degli Interni, non sia mai che  rimanga indietro rispetto al pentastellato, afferma che “nessuna nave Ong approderà più in un porto italiano”. Aggiungiamo che Toninelli ha fatto verificare la corrispondenza effettiva tra la bandiera della nave e la sua registrazione. Da Amsterdam arriva una risposta ambigua: la Lifeline non risulta registrata e, per quanto riguarda l’altra nave della Ong tedesca Seefuchs non ci sono elementi sufficienti per rispondere alle domande delle autorità italiane.

Navi fantasma secondo i due ministri che salvano, però, centinaia di vite umane

Insomma sarebbero navi fantasma, ma non sono fantasmi le centinaia di persone salvate. Toninelli, quello dei Cinque stelle, sta battendo Salvini, il duro e puro. Ha infatti precisato che la Lifeline ha operato a 30 miglia dalle coste libiche rifiutandosi di obbedire alle indicazioni della Guardia costiera italiana che aveva ordinato di aspettare l’intervento della Guardia costiera libica poi arrivata sul posto. La Lifeline si è però rifiutata di consegnare i migranti ai libici. Fortunatamente, diciamo altrimenti i migranti sarebbero finiti in uno dei campi di concentramento. Si apprende che lo stesso Salvini ha ordinato alle nostre navi militari e della Guardia costiera di allontanarsi dalle coste libiche, di stare più vicini all’Italia. Via libera ai libici e, dice Salvini, ci sono altri che devono intervenire, la Tunisia, Malta, Francia, Spagna. Sempre Salvini ha fatto bella mostra di una lettera inviata dal nostro ministro degli Esteri all’Ambasciata olandese chiedendo spiegazioni sulla attività della Lifeline. Ma non ha ottenuto risposta. Il nostro vicepremier avrebbe dovuto domandarsi perché. Mentre quei due, Salvini e Toninelli, si trastullavano in dichiarazioni di fuoco, rafforzando la guerra alle Ong, dimenticando che  proprio in questi giorni la Procura di Palermo ha archiviato una inchiesta contro di loro perché “i fatti non sussistono”. Non esiste alcun connubio con gli scafisti, non ci sono affari sporchi come denuncia il Salvini, seguito dal Toninelli. Non solo, anche la Open Arms delle spagnola Proactive è rientrata in zona per operare salvataggi dopo il fermo  e il sequestro della nave da parte della Procura di Catania che è stata smentita dai giudici del Riesame.

Si susseguono notizie di salvataggi. Riprende la navigazione la Aquarius

I due ministri forse non sanno o fanno finta di niente che si susseguono notizie di salvataggi in mare che, per fortuna evitano possibili tragedie. Forse anche nelle sedi dei due ministeri questa notizie dovrebbero essere arrivate. Si parla di una nuova tragedia del mare, un centinaio di vittime. Si legge nel sito “migrace.org” che due migranti sono stati soccorsi da pescatori libici che li hanno recuperati a 19 chilometri a est di Al Zawiyah, 45 chilometri a ovest di Tripoli. I due, sudanesi, erano aggrappati ai resti di un barcone in legno affondato. Hanno raccontato che a bordo erano un centinaio di persone, quasi tutte del Sudan, fatte salire dai trafficanti a bordo di questa imbarcazione fatiscente che avrebbe cominciato ad imbarcare acqua dopo poche ore con il motore spento. La polizia di Pozzallo, che questa mattina ha arrestato il presunto scafista dell’ultimo sbarco di migranti arrivati mercoledì con la nave Diciotti della guardia costiera, ha confermato che le vittime del naufragio del 12 giugno sarebbero  76. A bordo del gommone spezzatosi in due e poi intercettato dalla nave Trenton della Us Navy sarebbero stati in 117 come hanno testimoniato due gemelle di 19 anni che hanno perso una terza sorella. E tra le vittime ci sarebbero anche una donna incinta e una giovane mamma con la sua neonata di pochi mesi. Altri due naufragi, con il recupero di 15 salme, sono stati segnalati dalla Guardia costiera libica. A fronte della inadeguatezza del dispositivo di soccorso militare la Aquarius di Sos Mediterranee ha ripreso il cammino da Valencia verso le zone dove  la vita dei migranti è più a rischio.

Per il vicepremier i migranti sono “un carico di esseri umani”. Vergogna

Concludiamo con una delle tante trucide affermazioni del Salvini, il quale, non ci meraviglia, vorrebbe che la scorta che tutela la vita, sempre in pericolo, di Saviano, il quale ha osato criticare il suo operato nei confronti dei migranti, venisse eliminata.  Il vicepremier manda questo messaggio a chi, come quelli della Lifeline, hanno salvato tante persone: “Avete fatto un atto di forza non ascoltando la Guardia costiera italiana e libica? Bene, questo carico di esseri umani ve lo portate in Olanda, fate il giro un po’ largo”. Le navi “di queste pseudo-ong non toccheranno più il suolo italiano”. Ancora: “Queste navi che ci sono nel Mediterraneo non fanno volontariato, aiutano il traffico di esseri umani. Questa Lifeline non ascolta la guardia costiera italiana, ostacola la guardia costiera libica, usa questi disperati come merce. Avviso ai naviganti: le Ong nei porti italiani non metteranno più piede”. Il “carico di esseri umani”: ancora nessuno aveva usato queste parole per parlare di persone che soffrono, che rischiano la vita con la speranza di trovare accoglienza, un lavoro, una vita dignitosa. Invece ci trovano Salvini e Toninelli.

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