Roma Pride, mezzo milione di persone per la “nuova Resistenza”. Madrina Tina Costa, partigiana: “vogliamo gridare la nostra libertà contro ogni fascismo”

Roma Pride, mezzo milione di persone per la “nuova Resistenza”. Madrina Tina Costa, partigiana: “vogliamo gridare la nostra libertà contro ogni fascismo”

“Siamo mezzo milione, l’ultimo carro è ancora alla partenza a piazza della Repubblica”, dice il portavoce del Roma Pride, Sebastiano Secci, quando la testa del corteo è arrivata nelle vicinanze del Colosseo. Sabato di giugno per le vie di Roma con carri, colori e danze: è la grande parata del Roma Pride, organizzata dal Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Da piazza della Repubblica lungo il centro della capitale, via Cavour, piazza dell’Esquilino, via Liberiana, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, via Labicana, piazza del Colosseo, Largo Corrado Ricci fino a Piazza della Madonna di Loreto. Un Pride che “oggi assume un significato speciale visto che sui diritti civili questo governo sta manifestando tutto il suo carattere oscurantista e retrogrado” twitta l’ex presidente della Camera Laura Boldrini. Le dichiarazioni del neo ministro della Famiglia non sono state rassicuranti per la comunità lgbtqi ma c’è chi ha deciso di rispondere con ancora più slancio: “Facciamo vedere al Ministro della Famiglia e Disabilità che esistiamo, e che siamo una grande famiglia”, così dopo “le dichiarazioni omofobe di Lorenzo Fontana abbiamo deciso di riunirci tutti, prima dell’inizio del #RomaPride2018 per mettere in scena un kiss-in: tante coppie che si baciano simultaneamente per rispondere all’odio con l’amore!”: è il flash mob lanciato sotto lo striscione (R)esistiamo.

“C’è un evidente rigurgito neofascista e la società assiste passivamente, non reagisce. È la conseguenza di una campagna divisiva, sulle contrapposizione tra gruppi. È pericoloso”, ha dichiarato alla vigilia dell’evento il portavoce del Roma Pride Sebastiano Secci. Non è un caso quindi che “il Coordinamento Roma Pride – da sempre promotore di posizioni e ideali profondamente antifascisti – ha scelto quest’anno di dedicare la grande parata del 9 giugno proprio alle partigiane e ai partigiani che hanno combattuto per liberare l’Italia, oppressa e occupata da fascisti e tedeschi”. Così quest’anno il Pride ha un testimonial d’eccezione come Tina Costa, partigiana dell’Anpi, 93 anni, e così sfila oggi la “Brigata Arcobaleno”, “un avamposto di opposizione e resistenza all’avanzata di vecchi e nuovi fascismi”. Sfila la Brigata “contro ogni discriminazione e stereotipo”, “rivendicando la libertà di autodeterminazione” e – come si legge nel documento politico del Roma Pride – chiedendo in particolare proprio “una riforma del diritto di famiglia per l’estensione degli istituti di matrimonio ed unione civile a tutte le coppie, a prescindere dal sesso di chi le compone, ed il pieno riconoscimento della genitorialità per le coppie omosessuali”.

La Brigata Arcobaleno e l’intervento di Tina Costa, partigiana

Dietro al carro di testa (la ‘Brigata arcobaleno’) spiccano quelli del Circolo ‘Mario Mieli’ con le bandiere bianche e quello del Muccassassina con la sua musica a tutto volume. In piazza anche le ‘Famiglie arcobaleno’, oggetto qualche giorno fa di alcune discusse dichiarazioni del neoministro della Famiglia, Lorenzo Fontana. Madrina e’ l’attrice Sabrina Impacciatore. Tra i personaggi politici alla partenza il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, con il vicepresidente Massimiliano Smeriglio, il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo, la leader radicale Emma Bonino e la segretaria della Cgil Susanna Camusso.

“L’articolo 3 della Costituzione dice che ognuno deve vivere la sua vita come crede, bisogna dirlo ai nuovi governanti che vogliono rinchiuderci ancora nei ghetti e nei forni crematori: non siamo disponibili, siamo qui per gridare la nostra libertà, che vogliamo giustizia contro ogni fascismo. Sempre Resistenza”, grida la partigiana Tina Costa, dal carro di testa del Roma Pride. “Fontana e Salvini vengano a dare un’occhiata a questa manifestazione che non lascia a casa nessuno. La libertà non si cancella e non si ruba. Voi – ha aggiunto rivolta ai manifestanti – avete il coraggio di sostenere le vostre idee, avete ragione, siete dalla parte giusta, non arrendetevi mai. La libertà se non si annaffia tutti i giorni muore. La vostra bandiera è anche la nostra. La Resistenza iniziata sui monti deve continuare tutti i giorni per i nostri diritti – ha concluso la novantenne partigiana – dobbiamo far sì che vengano rispettati”. Al termine del discorso, dalla folla è salito un coro ‘vaff…’ all’indirizzo del neoministro dell’Interno.

Camusso: “non rassicurante un ministro della famiglia, al singolare”. Vendola: “razzismo forma di corruzione radicale e disonestà”

“Le dichiarazioni del ministro Fontana non sono rincuoranti, cosi’ come non lo e’ avere un ministero della Famiglia al singolare. Significa non avere la percezione di come e’ la societa’”. Lo ha detto la segretaria della Cgil Susanna Camusso, presente al corteo del Roma Pride.

“Ha proprio ragione il ministro Fontana… le famiglie Arcobaleno non esistono.. Eh già!” Lo scrive su twitter Nichi Vendola postando alcune foto dello spezzone delle famiglie arcobaleno dal corteo del Roma Pride 2018. “Non credo – aggiunge Vendola parlando con i cronisti a margine del corteo – che esista nella storia umana una forma piu radicale di disonestà e di corruzione quale è il razzismo in tutte le sue declinazioni: antisemitismo, islamofobia, omofobia transfobia, caccia al rom”. “Chi ama innalzare i vessilli dell’onestà – conclude Vendola – dovrebbe dare qualche spiegazione supplementare sulla propria connivenza con i razzisti.”

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