Ricerca invasioni biologiche in Europa. 149 specie aliene tra piante e invertebrati a elevato impatto ambientale e socioeconomico. Anche l’Italia non è esclusa

Ricerca invasioni biologiche in Europa. 149 specie aliene tra piante e invertebrati a elevato impatto ambientale e socioeconomico. Anche l’Italia non è esclusa

È stata condotta di recente, da parte di diverse università di tutta Europa, un’indagine scientifica sulla presenza di specie vegetali ed animali cosiddette “aliene”, quindi non autoctone ma originarie di altri luoghi, impatto sulla natura che li ospita, sull’uomo che vi entra in contatto, rischi e conseguenze, caso per caso.

Su una base di 486 specie, analizzate con una procedura trasparente e riproducibile fondamentale per garantire l’obiettività della lista risultante, sono state riscontrate 149 specie aliene – tra 54 piante, 49 invertebrati, 40 vertebrati e 6 funghi – ritenute dannose per gli habitat naturali a causa dell’impatto ambientale che può verificarsi nell’interagire con altre specie, che alla lunga porta ad importanti mutazioni sull’ecosistema, e per il sistema socio economico in termini di costi da investire affinché la situazione rimanga entro un range di controllo e non diventi dannosa per le attività primarie e per la salute dell’uomo, come per l’agricoltura e l’apicoltura, per esempio.

In tal caso specifico, tra le specie aliene invasive, stavolta ne sono comparse anche 64 che non apparivano invece in altri elenchi di specie aliene particolarmente dannose (DAISIE-100, ISSG-100, EU 2017), tra le quali, ad esempio la Varroa destructor (rank 8 sulla lista dello studio), un ectoparassita asiatico delle api responsabile del declino globale dell’impollinatore; l’Hymenoscyphus pseudoalbidus (rank 18), il fungo responsabile della morte degli aceri e dei cambiamenti nella composizione forestale con relativa perdita di diversità; il Carassius auratus (rank 20), il pesce rosso cinese, che causa il declino degli anfibi autoctoni e l’oomicete Phytophthora plurivora (rank 26), responsabile del decadimento di numerose specie arboree tra cui faggio e quercia.

In Italia, tra le specie aliene vi è il gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii); l’acaro (Varroa destructor) responsabile di danni gravissimi alle api; il giacinto d’acqua (Eichhornia crassipes) al kudzu (Pueraria lobata) che minaccia il paesaggio del Lago Maggiore; fino a diversi tipi di fiore molto diffusi in giardini e balconi, come la Lantana camara o ai ratti (Rattus norvegicus) e ai topi muschiati (Ondrata zibethicus).

“Gli studi sugli impatti delle specie aliene invasive e le liste di specie a maggiore impatto sono strumenti molto utili per aumentare la consapevolezza dei rischi e degli impatti delle invasioni biologiche nell’opinione pubblica e anche per definire le priorità di azione – ha dichiarato Piero Genovesi, ricercatore Ispra e Project manager del Life ASAP, il progetto per la riduzione del tasso di introduzione di specie aliene invasive e il contenimento degli impatti sul territorio italiano – In molti casi, però, le liste elaborate in passato erano realizzate sulla base di opinioni di esperti e avevano il limite di non essere confrontabili tra loro. Questa nuova lista – continua – è basata su un metodo rigoroso di calcolo degli impatti replicabile e valido per tutte le specie e tutti gli ambienti, e che considera non solo gli impatti sulla biodiversità ma anche le conseguenze socio economiche delle invasioni biologiche”.

E conclude: “La lista pubblicata in questo studio rappresenta un utile contributo sia per accrescere la conoscenza delle più pericolose specie aliene in Europa sia per permettere lo sviluppo di più efficaci politiche di risposta”.

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