“L’immobilismo di un’amministrazione diventa ancor più grave quando a farne le spese sono i poveri”. Nel quartiere San Lorenzo di Roma costretto a sospendere il servizio d’assistenza diurna l’Esercito della Salvezza. La denuncia dell’Alleanza contro la povertà

“L’immobilismo di un’amministrazione diventa ancor più grave quando a farne le spese sono i poveri”. Nel quartiere San Lorenzo di Roma costretto a sospendere il servizio d’assistenza diurna l’Esercito della Salvezza. La denuncia dell’Alleanza contro la povertà

È quanto sta accadendo a Roma, a san Lorenzo, dove una struttura dell’Esercito della Salvezza, che ha offerto accoglienza diurna fino a 88 persone al giorno nell’ambito del Piano Freddo 2017/2018, da lunedì 18 giugno dovrà sospendere il proprio servizio, in quanto l’annunciato Piano Caldo, che sarebbe dovuto aver inizio il 21 giugno prossimo, per procedure di gara non concluse, non partirà. Eventi di relativa importanza per queste persone fragili, hanno distolto l’attenzione dell’amministrazione comunale da quella che era una programmazione concordata con le associazioni e le organizzazioni del terzo settore che da anni lavorano sul territorio per dare sostegno alle fragilità della città, tanto che nel 2016 hanno promosso l’Alleanza regionale del Lazio per affrontare insieme il tema della povertà e trovare soluzioni strutturali in risposta ai bisogni emergenti a Roma e nel Lazio”. Così, in una nota, l’Alleanza contro la povertà del Lazio.

“L’incertezza causata dalle procedure non concluse, mette in difficoltà un’organizzazione come l’Esercito della Salvezza, che non potrà continuare a portare avanti un servizio svolto con fondi e risorse proprie, anche umane, 15 operatori tra volontari e professionisti, che va oltre la conclusione del Piano Freddo intervenuta il 30 aprile scorso – dichiara il renente colonnello Massimo Tursi dell’Esercito della Salvezza – Queste difficoltà sono anche dovute ai ritardi nell’erogazione di fondi a copertura dei servizi di accoglienza già resi per circa € 400.000 . ” Tra l’altro, –continua il Tenente Colonnello Tursi – a ciò si aggiunga che il Piano Caldo per i senza fissa dimora prevede posti insufficienti rispetto alla reale emergenza, 280 posti in tutta Roma, e di questi per la notte solo 100 posti, su ben oltre 15 mila persone. Fra loro crescono gli italiani, le donne, i padri separati. L’amministrazione dovrebbe ringraziare questi enti che finora hanno anticipato con fondi propri”. “In questa città concentrata sugli incresciosi fatti riguardanti la costruzione dello stadio della Roma – dichiara Roberto Cellini, portavoce dell’Alleanza contro la povertà del Lazio – avvengono fatti gravi di cattiva amministrazione riguardanti la parte più povera e più debole dei residenti e che si riferiscono al centro di accoglienza per minori, in via Venafro, al Tiburtino dove organizzazioni di estrema destra capeggiano rivolte contro gli immigrati. Oltre questo dramma l’amministrazione comunale, ormai insediatasi da due anni, non ha ancora, malgrado i proclami, elaborato un piano sociale cittadino indispensabile per governare le complessità e criticità di Roma. Noi dell’Alleanza contro la povertà, che raggruppa trasversalmente sigle laiche e cattoliche, siamo profondamente preoccupati della tenuta sociale, la crisi ancora in corsa ha fatto scivolare verso la povertà tante persone che non trovano risposte pubbliche ma spesso solo l’azione volontaria di tanti cittadini supplisce l’intervento pubblico. Chiediamo a questa amministrazione di intervenire e risolvere i problemi aperti, di fa partire il Piano Caldo come previsto, di concludere al più presto il piano sociale cittadino e di privilegiare quella parte di cittadini che fanno fatica a vivere su quella attenta alle speculazioni.

Fanno parte dell’Alleanza contro la povertà del Lazio: Caritas Lazio, Comunità di Sant’Egidio, Cesv, Acli Lazio Azione Cattolica, Cisl Lazio, Cgil Lazio, UIL Lazio,  F.N.San Vincenzo De Paoli, Anci Lazio, FIO.Psd, Fond.Ebbene, Forum del Terzo Settore Lazio, Lazio Sociale, Movimento Focolari”.

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