Ballottaggi in 75 grandi comuni. 47,61% l’affluenza definitiva, contro il 60,42 del 10 giugno. Ecco le principali sfide. Sinistra con il fiato sospeso in Toscana. Partite importanti anche a Roma e nel Lazio

Ballottaggi in 75 grandi comuni. 47,61% l’affluenza definitiva, contro il 60,42 del 10 giugno. Ecco le principali sfide. Sinistra con il fiato sospeso in Toscana. Partite importanti anche a Roma e nel Lazio

Affluenza in calo ai ballottaggi per l’elezione dei sindaci di 67 comuni italiani. Ha votato il 47,61% degli aventi diritto, nel primo turno del 10 giugno aveva votato alla stessa ora il 60,42%. L’affluenza definitiva nel III Municipio di Roma è stata del 20,91% contro il 26,49% del primo turno.

Sono 75 i ballottaggi previsti per le amministrative che dovranno decretare domenica 24 giugno, la scelta del Sindaco e delle nuove amministrazioni comunali. Va detto che alla luce dei risultati del primo turno in 29 casi sono in vantaggio le destre o comunque coalizioni di centrodestra, mentre in 20 casi il vantaggio è a favore del centrosinistra o comunque dei progressisti 20. Solo in tre città i 5Stelle, che ormai sono al governo del Paese, si contendono la poltrona più alta di primo cittadino: Ragusa, Avellino e Terni.

Dei 20 capoluoghi di provincia alle urne il 10 giugno scorso, solo sei hanno visto eletto il sindaco. A far di conto, prima di questo ballottaggio sono state già state assegnate le amministrazione di Brescia e Trapani (al centrosinistra, mentre Catania, Barletta, Vicenza e Treviso sono state già assegnate alle destre ed alla Lega.

Ma andiamo a leggere nel dettaglio i Capoluoghi che domenica chiameranno alle urne gli aventi diritto al voto

Ad Ancona, unico capoluogo di regione dove si va al ballottaggio per eleggere il nuovo sindaco, la sfida è tra la prima cittadina uscente Pd Valeria Mancinelli, sostenuta dal centrosinistra (48% al primo turno) e il candidato civico sostenuto dal centrodestra Stefano Tombolini (28,4%). Una sfida che ha tutto il sapore di un test politico, dopo il voto del 4 marzo, che ha visto l’avanzata travolgente di M5s in tutte le Marche e l’affermazione della Lega e in vista delle regionali del 2020. Ad Ancona, guidata da 25 anni a questa parte da Pds, Ds, Pd, Il Pd ha retto al primo turno, distanziando Tombolini, che ha tentato, sinora invano, di apparentarsi con i pentastellati e il candidato della sinistra.

Sfida fratricida tutta interna al centrodestra a Imperia, dove l’ex ministro del governo Berlusconi Claudio Scajola (che si presenta con una lista civica) arrivato al 35,3% se la vedrà col suo ex delfino Luca Lanteri (cd) al 28,7%.

Spostandosi in Sicilia, a Siracusa Paolo Reale (cd) 37,3% sfiderà Francesco Italia (civico) 19,4%. Italia è un candidato di area centrosinistra: la sorpresa è che avrà il sostegno di Fabio Granata candidato al primo turno con ‘Diventerà bellissima’, partito fondato del presidente della Regione Nello Musumeci che governa col centrodestra.

A Ragusa Antonio Tringali (M5S) al 22,7% se la vedrà con Giuseppe Cassì (cd) al 20,8% al primo turno; a Messina Dino Bramanti (Cd) al 28,2% affronterà Cateno De Luca (civico) al 19,8%, le cui sei liste non hanno eletto alcun consigliere comunale perché non hanno raggiunto il quorum del 5%. Centrosinistra in corsa anche a Brindisi dove Riccardo Rossi, che parte da un 23,5%, dovrà vedersela con Roberto Cavalera, candidato delle destre che parte in vantaggio con il 34,7%.

In Toscana, le sfide più angosciose per i progressisti e la sinistra, che vedono scricchiolare una supremazia elettorale mai messa, fino ad oggi, in discussione. A Massa, Alessandro Volpi (cs) al 33,9% corre contro Francesco Persiani (Cd) al 28,2%. A Pisa Michele Conti (cd) al 33,4% sfiderà Andrea Serfogli (cs) al 32,3%; a Siena il sindaco uscente Bruno Valentini (cs) al 27,4% al primo turno si è apparentato con l’ex sindaco della città Pierluigi Piccini (ex dirigente Mps e prima iscritto al Pd) alla testa di una lista civica che aveva preso il 21,4 e se la dovrà vedere con Luigi De Mossi (cd) (24,2).

Ma oltre che in Toscana, la partita con le destre si gioca anche nel Lazio ed a Roma, dove saranno richiamati alle urne i cittadini di 8 Comuni tra cui Viterbo, unico capoluogo di Provincia, più quelli del III Municipio di Roma, per un totale di 496.963 elettori (su una popolazione totale di 567.777). Al voto si andrà ad Anagni (Frosinone), Aprilia e Formia (Latina), Fiumicino, Pomezia, III Municipio di Roma, Santa Marinella e Velletri. ad Aprilia la sfida sarà tra il centrodestra a sostegno di Domenico Vulcano (37,83%) e la coalizione civica di Antonio Terra (31,88%). A Pomezia il ballottaggio sarà tra il Movimento 5 Stelle, con Adriano Zuccalà che partirà dal 28,7%, e il centrodestra di Pietro Matarese, arrivato al 25,38%. Qui, con il centrosinistra di nuovo estromesso con il 18,81%, il vero sconfitto è stato l’ex sindaco Fabio Fucci, fuoriuscito dal M5S per tentare il terzo mandato e fermatosi con la sua lista civica al 23,47% dei consensi. Nel terzo Municipio di Roma, dove è fuori gioco il M5S, la partita sarà tra i progressisti e le destre più estreme. Giovanni Caudo per il centrosinistra parte da un buon 42,06% e potrebbe incassare parte dei voti del M5S della Presidente uscente Capoccioni, che aveva fissato il risultato al 19,18%. Le destre si contendono questo municipio romano con il candidato Francesco Maria Bove, che è in quota Lega e riceverà anche il supporto di Fdi e Fi. Bova parte dal 33,81%

I progressisti sono in corsa, anche se svantaggiati a Sondrio con la partita tra Marco Scaramellini (cd) al 46,8% e Nicola Giugni (cs) al 36,1%; Progressisti e centrosinistra in corsa anche ad Avellino con Nello Pizza (cs) al 42,9% contro Vincenzo Ciampi (M5S)

A Brindisi il candidato delle destre Roberto Cavalera (cd) parte in vantaggio con il 34,7%, dietro di lui Riccardo Rossi del centrosinistra con il 23,5. Anche a Teramo il centrosinistra non è fuori dai giochi, anche se parte indietro di oltre 10 punti, Giandonato Morra delle destre è infatti al 34,6%, mentre Gianguido D’Alberto dei fronte progressista parte da un 21,1%. Fuori dai giochi il centrosinistra a Terni dove la partita si gioca tra Leonardo Latini della Lega al 49,2% appoggiato da Fi e Fdi contro Thomas De Luca (M5S) al 25%. Infine Viterbo. Anche qui i progressisti sono fuori dalla competizione ed a sfidarsi saranno Giovanni Maria Arena, per il centrodestra, che parte dal buon risultato del primo turno (40,2) contro Chiara Frontini che è schiarata con una Civica e parte dal 17,6%.

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