Convegno al Cnel. Verso le nuove fonti di energia: tecnologie, costi, geopolitica. Confronto a tutto campo fra esperti italiani e stranieri. Conclusioni di Giorgio Benvenuto

Convegno al Cnel. Verso le nuove fonti di energia: tecnologie, costi, geopolitica.  Confronto a tutto campo fra esperti italiani e stranieri. Conclusioni di Giorgio Benvenuto

“Una giusta transizione alle nuove fonti di energia: tecnologie, costi, geopolitica”: questo il titolo dell’iniziativa, che ha visto la partecipazione dell’attuale presidente del CNEL ed ex ministro del Lavoro, Tiziano Treu, e dell’ex ministro dell’Ambiente (governo Monti), Corrado Clini.  Questo il tema di grande attualità di un convegno che si è svolto presso la sede del CNEL a Villa Borghese, organizzato, congiuntamente, dalla FEPS (Foundation for European Progressive Studies) e dalla Fondazione Nenni, presieduta dall’ex segretario della UIL, Giorgio Benvenuto, e dedicato allo sviluppo energetico del futuro.

La relazione introduttiva è stata tenuta da Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, noto centro studi bolognese fondato, tra gli altri, da Romano Prodi.

Sono poi intervenuti numerosi esperti, italiani e stranieri, fra cui Charlotte Billingham, responsabile Energia e Ambiente della FEPS, Saïd El Khadraoui della Commissione europea, Paolo Ghezzi, direttore generale di Infocamere, Luigi Michi della divisione Strategia e Sviluppo di Terna, Jesse Scott, vicesegretario generale di Eurogas, e Andrea Villa, responsabile del Regolamento europeo di ENEL. Questo per quanto concerne la prima tavola rotonda, dedicata alla tecnologia, alle sue capacità e ai suoi costi in un mondo che cambia in maniera repentina.

Utile confronto mentre Trump punta a rompere ogni accordo a livello europeo

La seconda tavola rotonda, svoltasi nel pomeriggio dopo la pausa pranzo, si occupava invece della geopolitica della transizione verso nuove energie e vedeva a confronto: Luigi Troiano della Fondazione Nenni, Lorenzo Alderighi di Unido Itpo Italia, Robert Andrén, ministro svedese dell’Ambiente e dell’Energia, Luke Bassett, responsabile Ambiente e Politica ambientale del Center for American Progress, Michele Governatori, presidente di European Energy Retailers, Xian Zhang Lei, direttore generale dell’ufficio europeo di State Grid Corporation of China, e Valeria Termini, commissario dell’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente. Le conclusioni sono state affidate a Giorgio Benvenuto.

Un confronto utile, proficuo e costruttivo su uno dei temi cruciali per il futuro del pianeta, soprattutto in questa fase storica in cui Trump sembra voler rompere tutti gli accordi di partenariato con il Vecchio Continente e non rispettare alcuna norma ambientale, a cominciare da quanto stabilito tre anni fa alla COP 21 di Parigi.

Alla luce di ciò che è avvenuto al G7 di Charlevoix, in Québec, non c’è dubbio che il rilancio di una strategia energetica e di sviluppo a livello europeo sia imprescindibile per non lasciare in eredità ai nostri figli un mondo invivibile e inquinato oltre i limiti del tollerabile, tenendo conto che siamo ormai prossimi al punto di non ritorno.

Ancor più significativo il fatto che questa iniziativa abbia avuto luogo nella Giornata mondiale degli oceani: un altro elemento essenziale per uno sviluppo energetico rispettoso dell’ambiente e di tutte le specie viventi.

Nel picco della crisi della sinistra, reso  evidente anche dall’esito del primo turno delle Amministrative, questo coraggioso convegno costituisce una significativa inversione di rotta. Guai a sprecare questo patrimonio di cultura e condivisione, più che mai ora che Trump sembra voler rompere i consolidati equilibri del G7 per inaugurare un G3 con Russia e Cina che escluda l’Europa e tuteli unicamente, a un prezzo altissimo, gli interessi americani. In una stagione priva di solidarietà e rispetto per il prossimo, nulla sarebbe più grave che rimanere in silenzio.

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