Ciclofattorini. Nuova giornata di mobilitazione. Filt Cgil chiede una legge nazionale che riconosca salario, welfare, sicurezza e la immediata convocazione di un tavolo di confronto con le aziende

Ciclofattorini. Nuova giornata di mobilitazione. Filt Cgil chiede una legge nazionale che riconosca salario, welfare, sicurezza e  la immediata convocazione di un tavolo di confronto con le aziende

Continuano le iniziative dei ciclofattorini dopo il primo sciopero nazionale indetto dalla Filt Cgil, il sindacato dei trasporti che ha avuto luogo il 25 maggio. La Filt ha proclamato per domani, venerdì, una nuova giornata di mobilitazione con un presidio davanti alla prefettura di Milano. Il ministro Di Maio all’inizio di giugno aveva ricevuto una delegazione di ciclofattorini. Si era limitato ad “assumere informazioni” e ad avanzare una promessa, una paga minima e l’assicurazione. Non gli viene neppure in mente che non si tratta solo di paga minima e di assicurazione, ma dare avvio alla contrattazione fra aziende e sindacati, rappresentanti dei ciclofattorini, per affrontare tutti i problemi sul tappeto a partire dai diritti, dalla tutela della salute e della sicurezza. A Milano l’assessore al lavoro della Regione Lombardia, Melania Rizzoli, ha convocato una delle aziende per aprire un tavolo al Pirellone. I problemi da risolvere per questa categoria, però, sono molti e parecchio complessi, a partire dalla tutela della salute e della sicurezza. La  Filt Cgil chiede una legge nazionale che riconosca, appunto, salario, welfare, sicurezza alle persone che lavorano per le principali società del food delivery. La Filt con lo sciopero dello scorso mese e l’iniziativa di domani – è scritto in un comunicato – chiede anzitutto l’immediata “convocazione di un tavolo di confronto al fine di concordare le forme migliori di contrattualizzazione dei lavoratori interessati”. Per il sindacato dei trasporti Cgil sono molte le questioni da affrontare, dalla “modalità di organizzazione del lavoro alle corrette retribuzioni, dalle giuste tutele per l’incolumità di chi quotidianamente opera sulle strade delle città alla corretta formazione per la sicurezza, dall’adeguato investimento sugli strumenti di lavoro alla necessaria tutela sanitaria e professionale”. La Filt invita tutti i lavoratori “a mobilitarsi per aprire una vera e proficua contrattazione con le organizzazioni firmatarie del contratto nazionale del trasporto merci e della logistica e affinché il legislatore intervenga con norme chiare e di garanzia per i lavoratori e i consumatori”.

Nel comunicato della Filt si fa notare che nella sola Milano sono 3 mila i rider che  operano nel settore. Il 90 per cento con ritenuta d’acconto, senza le coperture assicurative minime e periodi di formazione sulla sicurezza. “Eppure sono trattati come personale subordinato a tutti gli effetti, tanto che alcune piattaforme espellono i rider che rifiutano più di tre consegne”. Alle aziende il sindacato Cgil chiede di non sottrarsi più a un tavolo con le parti sociali, ma di definire una normativa a livello nazionale, nonostante alcune regioni come Lazio e Toscana si siano mosse per regolamentare l’attività dei rider”. Per la Filt le piattaforme online sono chiamate ad assumersi le loro responsabilità, perché dal 1° marzo la figure del rider va inquadrata con il contratto nazionale del trasporto merci.

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